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Frezzolini: "Cataldi? Cambiare aria può essere la carta giusta per tornare"

26.01.2017 15:34 di Chiara Biondini  Twitter:    articolo letto 4229 volte
© foto di Federico De Luca

Per Giorgio Frezzolini, ex portiere ed attuale preparatore dei numeri uno dell'Atalanta, Lazio-Chievo non sarà mai una partita qualunque. Frezzolini ha difeso per anni la porta gialloblu, ma è romano DOC ed è cresciuto nel settore giovanile della Lazio, squadra di cui si è sempre detto tifosissimo. Per parlare del match di sabato è intervenuto sugli 88.100 di Elleradio, nella trasmissione "Laziali On Air".

Che tipo di match sarà? "Sarà una partita non facile per i biancocelesti. Il Chievo riesce sempre a costruire squadre solide, funzionali ai suoi obiettivi ed è guidato da un allenatore molto preparato come Maran. Al momento però sta attraversando un momento poco brillante. La Lazio dovrebbe avere voglia di riscatto dopo l'opaca prestazione allo Juventus Stadium".

Su Cristiano Lombardi: "E' un orgoglio avere in squadra come titolare un ragazzo che viene dal settore giovanile. E' sicuramente un elemento di valore, non credevo potesse ritagliarsi questo spazio in Serie A ad inizio stagione, ma sta dimostrando sul campo di saper fare molto bene e di avere ancora grandi margini di miglioramento".

Il prestito di Cataldi al Genoa ha invece destato qualche perplessità: "Le aspettative attorno a Cataldi erano alte. Forse non c'è stata la crescita che ci si poteva attendere. Cambiare aria e proporsi lontano da Roma potrebbe essere la carta giusta per tornare a dimostrare sul campo il proprio valore. I sei mesi a Genova potrebbero dunque rivelarsi un'esperienza positiva, capace di riportare a Roma un Cataldi più pronto e consapevole".

Un altro giovane che ha stupito è Strakosha. Da portiere qual è il tuo parere su di lui e su Marchetti? "Strakosha sta facendo molto bene, mi ha sorpreso positivamente. Il suo precorso di crescita finora è costante, si è sempre fatto trovare pronto all'occorrenza, anche se maggiore continuità gioverebbe sicuramente per capire al cento per cento le sue potenzialità. Marchetti ormai è un portiere di cui si conosce il valore, anche se adesso sta vivendo un momento un po' altalenante. Gli va data fiducia per permettergli di ritrovare la stabilità a cui ci aveva abituati".

C'è stato un vuoto generazionale tra i portieri italiani, ma nelle ultime due stagioni c'è stata un'inversione di tendenza, a partire da Donnarumma, ormai considerato erede naturale di Buffon. Si tratta di casualità o è il frutto di investimenti? "Prima c'erano maggiori possibilità economiche e si puntava sul portiere già pronto, magari straniero, anche perché erano venuti a mancare i veri preparatori. Ora si punta maggiormente sul settore giovanile, i ragazzi trovano più spazio e, giocando, alcuni portieri di nuova generazione riescono finalmente ad emergere".

Simone Inzaghi ad inizio stagione era stato accolto da un pizzico di diffidenza... "Devo ammettere che anch'io avevo alcune perplessità, che sono state però cancellate di netto dal suo incredibile lavoro. Ha saputo ricostruire un gruppo e dare spazio ai giovani e sta dimostrando di essere un allenatore preparato che ha voglia di fare e di emergere. Ha tutte le potenzialità per costruirsi una carriera importante perché ha fame di calcio".

Domanda da tifoso e non da addetto ai lavori. Una società che fa bene a livello di scouting, ma che non riesce poi a blindare i suoi talenti, non rischia di costringere a disfare continuamente il lavoro svolto e dunque il tutto diventa nocivo per la crescita del club? "Secondo me sì, perché in questo modo i risultati sono altalenanti e non si costruisce una base solida per il futuro. Un giovane di valore va tenuto a tutti i costi, a meno che non raggiunga poi dei parametri troppo alti che devono essere però molto elevati e rappresentare un'eccezione. Ci vuole maggiore lungimiranza da questo punto di vista".

Al momento Biglia, De Vrij e Keita sono fortemente in bilico... "De Vrij è il giocatore attorno al quale costruirei la difesa del futuro, quindi ritengo molto importante la sua conferma. Un giocatore con le caratteristiche di Biglia è molto difficile da individuare sul mercato. Keita è un giocatore di grande valore, ma ha mostrato troppa insofferenza e mi sembra non faccia più parte del progetto. Se proprio dovessi rinunciare a uno dei tre, sceglierei lui. Poi è chiaro che se la società dimostra progettualità ed ambizioni, può rinunciare anche a qualcosa a livello economico".

La Lazio riuscirà a tornare in Europa? "Secondo me sì. La Champions rimane un sogno, perché al momento le prime tre in classifica hanno qualcosa in più, ma per l'Europa League l'impresa è impossibile, bisogna solo migliorare il rendimento contro le rivali d'alta classifica".


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