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Milan, Albertini: "Cantiere aperto. Balotelli, servono fatti e continuità"

01.10.2015 18:44 di Marco Conterio  Twitter:    articolo letto 7621 volte
Fonte: MilanNews.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Fase delicata per il Milan dopo le difficoltà incontrare dalla squadra di Mihajlovic nelle prime sei giornate di campionato. La redazione di MilanNews.it ha contattato il grande ex Demetrio Albertini per analizzare il momento.

Si aspettava qualcosa in più da questo avvio di stagione del Milan?

"Non ho mai fatto previsioni perché quando c'è un cantiere aperto come lo è il Milan, bisogna raccogliere quello che arriva, mettere mattoncino dopo mattoncino e capire quello che si sta costruendo. Quindi per aspettarsi qualcosa in più bisognava programmarlo prima. Si può dire che il Milan poteva avere qualche punto in più ma non è questa la chiave di lettura".

Qual è?

"Il modo di leggere è che c'è da lavorare tanto, forse più di quanto ci potevamo aspettare. Non mi baso sui punti ma sul tipo di lavoro. Bisognerebbe prendere una linea, deciderla e continuarla".

Come dice lei, c'è da lavorare tanto. Per questo martedì c'è stata questa strigliata da parte di Galliani e Mihajlovic alla squadra...

"Non è che mettendo la maglia del Milan si pensa di essere arrivati, anzi bisogna essere un punto di partenza. L'errore che tante volte una persona commette è di pensare che una volta approdati al Milan si è arrivati, invece no, è un punto di partenza. Un'occasione per tutti di potersi confrontare con la storia gloriosa dei rossoneri. Provare a dare sempre il massimo".

Sotto l'aspetto tattico ci sono ancora dei dubbi in questa squadra. Lei metterebbe De Jong mezz'ala?

"Dal mio punto di vista lui è un centrale di centrocampo. Però non voglio entrare nelle cose tecniche e parlare delle valutazioni dell'allenatore. Sono scelte da fare, per me De Jong non è una mezz'ala, però lo vede Sinisa tutti i giorni in allenamento. Ma vorrei tornare sul concetto di prima...".

Prego...

"Quando vieni al Milan devi dare sempre il massimo. L'equivoco è questo, al Milan si viene per vincere. Ogni giorno lavorare per il massimo traguardo".

Milan-Napoli può essere già una gara delicata per Mihajlovic?

"Tre sconfitte su sei gare sono tante, vuol dire che i risultati sono discontinui, si fa un passo avanti e poi uno indietro. La gara col Napoli è importante perché vincere ti aiuta sicuramente a lavorare con più serenità, lì dove c'è un cantiere aperto. Porto l'esempio del 1999, iniziammo male il campionato perdendo in casa, però stavamo costruendo qualcosa, ci si credeva. C'era un gruppo storico nello spogliatoio".

Ritorniamo al concetto di quanto sia importante l'unità in un gruppo...

"Si, lo spogliatoio è davvero fondamentale. Per i giocatori la cosa più difficile è continuare a lavorare credendo a quello che il tecnico ti chiede di fare. Anche dopo le sconfitte, di non mettere in dubbio il progetto del tuo allenatore. I giocatori devono essere convinti di quello che stanno facendo al di là dei risultati, perché poi i frutti arriveranno".

E' presto per dare un giudizio su Balotelli, ma come lo ha visto in queste prime gare?

"Va giudicato elusivamente sulla continuità, l'unico suo problema è quello. Quindi non si può commentare dopo tre partite il rendimento di Mario, basta parlarne, servono i fatti. A dicembre vedremo come ci arriva e allora potremo dare un giudizio che però è solo sulla continuità, nessuno ha mai messo dubbi di altro tipo sul giocatore".


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