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Milan, Castillejo: "Gattuso? Parla con tutti, grida a tutti"

Milan, Castillejo: "Gattuso? Parla con tutti, grida a tutti"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
lunedì 24 dicembre 2018 15:55Altre Notizie
di Chiara Biondini
fonte DAZN

L'attaccante del Milan, Samu Castillejo, protagonista di un'intervista a DAZN, mostra in apertura una foto di quando aveva solo 12 anni…”Prima di una partita sono andato negli spogliatoi, ero seduto sul tavolo dove siamo ora ci cambiamo”. E una poi una di quando era in piazza con la bandiera rossonera.

"Primi giocatori che mi vengono in mente di allora? Maldini, Gattuso. Quella era una squadra che aveva vinto tutto, ero piccolo, amavo il calcio e il Milan era una squadra che ho sempre seguito. A 12 anni ho avuto l’opportunità di poter venire a Milano a vedere la partita, di stare nello spogliatoio prima della gara. Ho visto un Milan-Torino, 0-0, in cui Gilardino sbagliò rigore. Ricordo tutto in modo bellissimo, lo stadio era impressionante, i tifosi incredibili per come sostenevano la squadra. Sono ricordi indimenticabili.”

Che voto ti dai di questi primi mesi di Milan?
“Di sicuro non ho avuto molto spazio per mettermi in mostra in campionato ma, chiaro, posso dare di più. Per questo mi hanno comprato, Leonardo ha avuto fiducia in me e voglio ripagarlo. Quello di cui ha bisogno un giovane è la continuità, è giocare, è sentirsi in fiducia e vedere che le cose ti riescono e che alla fine il calcio che hai dentro viene fuori. Tutto questo deve ancora succedere e c’è tanto di me da vedere ancora”.

Mai un visto un trasferimento annunciato dal prete…
“Si parlava della mia cessione al Milan, al parroco piacevo tanto per come giocavo e mi ha detto di non andare. Qualcuno stava riprendendo la messa e lui ha anticipato il trasferimento. L’ha ufficializzato lui, non si sapeva ancora al 100% ma era tutto quasi definito e alla fine l’ha chiusa lui”.

Si è tatuato anche il numero 7, la sua maglia rossonera: “Mi sono tatuato tutti i numeri con cui ho giocato e volevo tatuarmi anche il 7”.

Cosa prenderesti dagli altri numeri 7 che ci sono stati…
Robinho? Il dribbling. Un giocatore fantastico nell’uno contro uno, da piccolo lo ammiravo tanto, un grande giocatore. Pato? L’ho avuto come compagno, è incredibile il modo in cui colpiva il pallone, la velocità che aveva. E poi è una gran persona. Shevchenko? Lui aveva tutto. Ha vinto il pallone d’oro, ha vinto tutto con il Milan, un punto di riferimento per i tifosi.”

"Gattuso? Scherza molto con me, è un allenatore molto vicino ai giocatori e ala cosa alla fine ti aiuta. Parla con tutti, grida con tutti. E’ un allenatore molto attivo e alla fine ti costringe a stare sempre sveglio, sul pezzo, mai fermo, e tutto questo aiuta noi giocatori".

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