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Mourinho e il Triplete: "A Madrid eravamo certi di vincere. Moratti guidava tutti"

Mourinho e il Triplete: "A Madrid eravamo certi di vincere. Moratti guidava tutti"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
venerdì 22 maggio 2020 23:12Altre Notizie
di Ivan Cardia

Ospite di Sky Sport nel decennale del Triplete, che purtroppo è coinciso anche con la scomparsa di Gigi Simoni, José Mourinho ricorda le emozioni di quel trionfo.

Ha dichiarato che il Triplete è stato il suo capolavoro da allenatore. Lo pensa ancora?
“Senza risultati nessun allenatore ha una storia. Io penso che quello che abbiamo fatto con quella squadra vada oltre le coppe, le medaglie. Mi considero come uno dei capi di quella che ancora oggi è una famiglia. Siamo amici per sempre e ciò mi marcherà per sempre. Amici per la vita, mi fa sentire troppo orgoglioso”.

Dopo tante difficoltà, la sensazione era che non poteste perdere la finale di Madrid.
“Sì, anche se va detto che a Kiev, a 5 minuti dalla finale, eravamo fuori dalla Champions. Poi con il Chelsea è stata durissima e a Barcellona, dopo il rosso a Thiago Motti, pensavamo di essere fuori. Però a Madrid è vero che eravamo convinti che la coppa fosse nostra. Dio aveva deciso così, e il senso di sentirsi parte di una famiglia è stato fondamentale in questo. La gente si sentiva a casa, in quella Inter di Moratti. Io non sono nato interista, ma quando arrivi in quella Inter, con quei princìpi, ti senti parte di un gruppo speciale, cresciuto nelle difficoltà di una stagione che fu tosta anche in campionato, per esempio quando la Roma ci sorpasso dopo il pareggio a Firenze”.

Alcuni giocatori (Sneijder, Lucio, lo stesso Eto’o) erano arrivati con tanta voglia di rivincita.
“Sì, è così. Ma fatemi anche dire che Zanetti per me era il capitano dei capitani. Avevamo una squadra in cui anche chi giocava poco era fondamentale. Prendere quei tre e Pandev fu la scelta del profilo giusto sia a livello tattico che caratteriale. Stesso discorso per Milito e Motta, era un passo in avanti per loro e avevano tanta ambizione”.

Chi ringraziare.

"Devo dire un grazie grande a Branca e Oriali che hanno fatto un grande lavoro sul mercato. E l'uomo che guidava tutti al sogno era Moratti”.

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