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Pasqualin: “Con buoni acquisti e Belotti un Torino da Europa"

18.06.2017 07:00 di Elena Rossin   articolo letto 2324 volte
Fonte: Torinogranata.it
© foto di Federico De Luca

L’avvocato Claudio Pasqualin è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Pasqualin è il decano degli agenti di calciatori italiani con lui abbiamo parlato delle mosse d mercato del Torino.
A iniziare dal portiere il Torino deve rinforzare la rosa, in questo momento Sirigu sembra un po’ più lontano dal vestire la maglia granata e in ballo ci sono anche i nomi di Skorupski e Tatarusanu. E’ possibile che la situazione si sblocchi in tempi brevi?
“La situazione deve sbloccarsi perché il Torino non solo ha bisogno del portiere titolare, ma anche del secondo e, soprattutto, come diceva Nereo Rocco, uno che del Toro se ne intendeva, serve un portiere che pari. Nell’ossatura di una squadra oltre a un attaccante che segni, a un centrocampista e a un difensore che sappia spazzare via la palla è importante avere un portiere che appunto pari. Secondo me, Sirigu potrebbe essere per cosi dire una prima scelta, però, l’aspetto economico è pregiudizievole in maniera importante. E’ vero che i portieri Trapp e Areola del Paris Saint Germain non hanno convinto del tutto i parigini, ma neppure Sirigu che, infatti, nell’ultima stagione è stato mandato in prestito in Spagna e quindi, anche se Sirigu non lo merita, possa diventare un cavallo di ritorno è difficile e soprattutto che possa assurgere a titolare nel contesto del club francese, che secondo i rumors potrebbe impreziosirsi con l’arrivo di Ronaldo, ma lasciamo stare queste amenità. Tornando al Torino, non vedo tanto la possibilità che arrivi Sirigu, non perché ci siano perplessità sotto il profilo tecnico e della qualità che è sicuramente buona, ci mancherebbe altro, ma il portiere ha un ingaggio alto e credo che il Torino ci stia pensando, ma anche facendo altre valutazioni e che possano riguardare i più accessibili Skorupski o Tatarusanu, senza escludere sorprese che possano crearsi in un giro o valzer, che dir si voglia, che nasce dall’individuazione del portiere per il Milan”.
Si tratta, quindi, di una questione in divenire e a domino?
“Sì, è così. I ragazzi che ambiscono ad andare al Milan sono tutti in fermento e poi si creerà con l’effetto domino delle caselle libere e delle pedine da muovere. Credo che se il Torino fosse convintissimo di Sirigu farebbe di più per averlo, ma giustamente dati i tempi, non essendoci la necessità di trovare il portiere in settimana, sta legittimamente valutando gli eventi, però, è bene che un portiere arrivi”.
Passando alla difesa, almeno un centrale servirebbe. C’è un discorso aperto sull’asse Napoli-Milan per Tonelli o Cristián Zapata, ma nessun affondo da parte granata. Questo perché i costi sono elevati o perché i giocatori non sono le prime scelte?
“Direi per entrambi i motivi. Quello dei prezzi eccessivi è un fenomeno inopinato perché non ha una sua logica. Negli ultimi tempi i prezzi dei cartellini si sono impennati verso l’alto e non si capisce perché in un contesto che è sempre più devastato dalla crisi economica e che ha visto l’asta televisiva, che è la principale fonte delle entrate dei club, andata praticamente deserta. Si parla di milioni e milioni con una disinvoltura incredibile. Su profili che si possono definire buoni e sicuramente da serie A, come lo sono quelli di Tonelli e Zapata, ci sono dei però. Ad esempio, quante partite ha disputato Tonelli da titolare nella passata stagione? Cairo sa come agire e Petrachi per lui e, quindi, o lo tirano dietro oppure altrimenti si vedrà. Mi sembra che sia logico, visto che è un pupillo di Sarri che l’ha voluto al Napoli e che, tutto sommato, le volte che l’ha chiamato in causa non ha demeritato e, anzi, ha fatto quello che impreziosisce la carriera di un difensore: i gol. L’attendere da parte del Torino fa parte della tempistica e non bisogna preoccuparsi se ancora queste operazioni non siano state chiuse. Direi, però, che sono queste le operazioni da Toro, non ci si può illudere che improvvisamente il Torino spenda e spanda senza più tirare sul centesimo. D’altra parte con questa politica e con l’esplosione di Belotti, soprattutto, ma anche di Baselli, Zappacosta e altri il Toro ha fatto bene fino a un certo punto, quindi, credo che il target sarà ancora lo stesso”.
Anche a centrocampo servono rinforzi e lo stesso Mihajlovic nell’arco della stagione aveva sottolineato che mancavano in quel settore del campo centimetri e muscoli oltre che visione di gioco, rapidità e capacità nelle due fasi. Ci sono nomi che girano, ma non si ha l’impressione che il Torino non sia su giocatori di particolare spessore tecnico.
“Eh, il Torino di Cairo è sempre stato sul mercato non dico come una società “speculina”, ma attenta e che certamente non largheggia. Si fa pagare bene la sua merce e che sta molto attenta quando deve acquistare tenendo bene in considerazione i due concetti della qualità e del prezzo, anche perché non ha l’obbligo di vincere lo scudetto, infatti, sappiamo che l’obiettivo del Torino è quello d’avvicinarsi all’Europa, possibilmente. E con un allenatore come Mihajlovic è giusto che sia così, anche se a un certo punto nello scorso campionato ha rinunciato perché non c’era più la possibilità, però, è andato abbastanza avanti con la speranza”.
Infine l’attacco. Il discorso è complesso per via di Belotti e della clausola da cento milioni, ma per rinforzare il reparto ci vorrebbe un altro attaccante per affiancarlo e/o per sostituirlo. Circolano tanti nomi da Niang vicino ormai all’Everton a Lapadula passando per Duvan Zapata. Per il colombiano però circola voce che il Napoli voglia non meno di 20 milioni pareggiando così i conti con il saldo per Maksimovic, ma senza nulla togliere all’attaccate il pezzo appare un po’ eccessivo.
“Sicuramente al Torino serve almeno un altro attaccante. Il prezzo per il cartellino di Zapata forse non arriva a venti milioni, però, non è neppure tanto lontano da quella cifra perché il giocatore ha caratteristiche fisiche rare che non hanno sicuramente né Niang né Lapadula. Bisogna fare delle valutazioni anche tattiche. Per esempio, se Niang si trova nel contesto giusto può essere veramente importate, direi devastante e per un periodo ha fatto illudere il Milan e i milanisti che potesse essere lui l’uomo del destino, salvo poi sparire. Tutto dipende da Belotti. Sono contento di essere stato il primo a dire che era una “faccia da Toro” quando arrivò in granata. Lui si è confermato il “monellaccio” che è da area di rigore, anche se è capace di partire da lontano per arrivare a segnare. Secondo me, Lapadula può giocare al posto di Belotti, mentre con lui può, ad esempio, giocare Niang. Zapata sarebbe veramente un colpaccio per il Torino e a me piace perché fisicamente è un tipo di centravanti buono e a Udine non ha fatto tutti i gol che avrebbe potuto e che sono nelle sue potenzialità. D’alta parte l’Udinese non è mai decollata come squadra quest’anno e occorre anche avere una squadra che aiuti per affermarsi se si fa l’attaccante di mestiere. Sono tutti nomi rispettabili il cui arrivo o meno sarà determinato un po’ dalla geopolitica in quanto l’asse Napoli-Torino è importante e De Laurentiis e Cairo sono due “tipini”, mi si passi il termine, sempre sul pezzo e non mollano e, al di là dei rapporti personali che mi paiono abbastanza buoni visti anche i precedenti affari conclusi, bisogna, però, vedere che aria tirerà”.
Secondo lei, in tempi che non danneggino troppo il Torino per sostituire il giocatore può arrivare qualcuno da Cairo con i cento milioni per Belotti?
“Ecco qua ci sono cento milioni non lo dirà nessuno, però, qua ce ne sono sessanta sì. Questo qualcuno, però, può venire, a mio parere, dalla Premier League, dalle due società di Manchester, dal Chelsea oppure da qualche altra. L’offerta per Belotti arriverà e la posizione del giocatore non può restare dogmaticamente immobile, quindi, a lui si avvicineranno perché ha un’immagine europea e di conseguenza mondiale, anche se nessuno arriverà alla cifra della clausola, ma probabilmente qualcuno metterà in crisi nella trattativa Cairo proponendo una cifra comunque importante. Se poi Belotti venisse sostituito con Zapata, non si sa quanti gol farà il colombiano, mentre, invece, si può immaginare quanti ne potrebbe fare Belotti”.
Cairo ha sempre detto che non cederà Belotti per una cifra inferiore a quella fissata nella clausola, ma può essere così irremovibile?
“No, ma, secondo me, è normale, corretto, scontato che dica così, poi, in sede di trattativa si vedrà. Il problema non sarebbe certo la tifoseria o l’opinione pubblica se invece di cento milioni se ne prendono settanta e due giocatori che si valutino quindici l’uno. Quelle frasi vanno dette anche per sostenere il prezzo in modo che chi si accostasse mai alla trattativa saprebbe che dovrà sudare sette camicie”.
Ci sono anche altri giocatori del Torino che piacciono da Zappacosta a Baselli passando per Benassi e Barreca. I tifosi, però, si chiedono che se si arriva a cedere i migliori giovani dove si va a finire?
“Questo è il discorso ed è un ragionamento da sottoscrivere. Le ambizioni e il tipo di campionato che si predispone a fare il Torino lo vedremo proprio da questo: dall’atteggiamento che la società manterrà o assumerà nelle trattative. Se si desse via Zappacosta, con chi verrebbe sostituito? Non è facile trovarne uno che valga di più e di conseguenza diventerebbe poi quasi inutile tenere Belotti. C’è tutta una serie di ragionamenti che la diranno lunga sulle ambizioni del Toro relativamente a queste posizioni. E’ chiaro che un Toro ambizioso deve assumere la permanenza dei giocatori più ambiti”.
Dal bilancio del Torino si deduce che ha un budget per il mercato, a prescindere dalla vendita di qualsiasi giocatore, di circa 25 milioni di euro, già sottratti gli acquisti fatti nei mesi scorsi. Non sarà una cifra eccezionale, ma è una base dalla quale partire per rinforzare la rosa?
“Per la realtà del Toro sicuramente sì”.
A suo parere, il Torino ha la volontà si aggiungere a questa cifra di base i soldi necessari per far sì che sia formata una squadra che forgiata da Mihajlovic nei dovuti modi possa arrivare in Europa?
“Secondo me, sì. L’allenatore è bravo e riesce a far migliorare i propri giocatori. Ma, ripeto, molto dipenderà dalla permanenza di Belotti, se resterà di nuovo si potrà puntare ad andare in Europa. Senza di lui diventa più difficile, anche perché si dovrebbe cambiare tutto. Se, invece, Belotti resta e se saranno spesi bene i venticinque milioni, allora si può anche sperare di farcela perché il resto della squadra c’è al di là di chi arriverà, mantenendo, però, tutti quelli bravi ”.


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