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Scienza: “Se il Toro ha ripreso a marciare lo si capirà con il Crotone”

Scienza: “Se il Toro ha ripreso a marciare lo si capirà con il Crotone”TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
mercoledì 04 aprile 2018 07:00Altre Notizie
di Elena Rossin
fonte Torinogranata.it

Giuseppe Scienza è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Scienza attualmente è l’allenatore del Monopoli, ma quando era calciatore ha militato nel Torino nelle stagioni 1994-‘95 e 1998-‘99 e da allenatore ha guidato le giovanili granata dal 2007 al 2009. Con lui abbiamo parlato della prossima partita della sua ex squadra con il Crotone e delle prospettive future.
Il Torino deve dare continuità al secondo tempo disputato con il Cagliari e il Crotone ha bisogno di punti per non retrocedere. Lei come immagina la partita?
“Sicuramente il Toro deve dare continuità perché bisogna capire se la vittoria con il Cagliari è stata un fulmine a ciel sereno oppure se la squadra ha ripreso a marciare forte. Con l’arrivo di Mazzarri la squadra subito ha fatto molto bene poi si è inceppata un po’ e adesso ha fatto benissimo a Cagliari disputando un secondo tempo fenomenale e, quindi, vincere con il Crotone vorrebbe proprio dire dare quella continuità che sarebbe importantissima per il finale di stagione. Attenzione, però, perché il Crotone è una squadra pericolosa, l’avevo visto a San Siro con l’Inter un mese fa ed è una squadra che ha valori, sa giocare, è ben allenata e nelle prossime partite si giocherà la permanenza in serie A. Pertanto non è una partita da sottovalutare, ma non penso proprio che il Torino farà quest’errore, non è nel suo dna”.
Ljajic nella gara con il Cagliari quando è entrato è stato strepitoso, va fatto giocare titolare o da subentrante?
“E’ un giocatore che se trovasse continuità di rendimento sarebbe veramente un talento incredibile. Bisogna vedere lui come metabolizza l’entrare a partita in corso, ma non credo che lo digerirebbe bene perché è un giocatore di peso e che vuole spazio, soprattutto, dopo il secondo tempo che ha disputato sabato con il Cagliari penso che si aspetterà di giocare titolare. I giocatori pensano poco agli equilibri che noi allenatori vogliamo di dare alla squadra e Mazzarri in merito avrà idee ben precise. Sicuramente a partita in corso Ljajic è devastante mente, magari, dall’inizio potrebbe non avere la maturità per essere continuo come dovrebbe. Parliamo di un grande talento e spetta solo all’allenatore sapere anche che tipo di atteggiamento può avere il ragazzo e, quindi, sfruttarne al massimo le potenzialità. Non sarebbe anche male vederlo a partita in corso se gioca come ha fatto con il Cagliari”.
Per la prima volta lo scorso match Mazzarri ha proposto fin dall’inizio il 3-5-2 e poi è passato, forse per sfruttare le caratteristiche di Ljajic, al 3-4-1-2. La squadra era stata costruita per Mihajlovic che puntava sul 4-2-3-1. Quale potrebbe essere la soluzione migliore per il finale di stagione?
“Mazzarri è sempre stato un estimatore della difesa a tre e di conseguenza mi aspettavo che presto schierasse la squadra secondo le sue idee, il compromesso potrebbe essere giocare con il trequartista dietro alle due punte e quindi invece del 3-5-2 utilizzare il 3-4-1-2 per mantenere comunque un assetto offensivo e per sfruttare le caratteristiche dei giocatori che erano stati scelti a inizio stagione. Alle volte le idee che si hanno in testa non corrispondono alle caratteristiche dei giocatori e, quindi, bisogna adattarsi a loro che sono protagonisti e devo dire che il 3-4-1-2 potrebbe essere una soluzione”.
Potrebbe essere una soluzione solo con avversari come il Cagliari e il Crotone o anche con Inter, Milan, Lazio e Napoli?
“Quando si gioca con il trequartista o si prende in mano la partita e si sfruttano appunto le caratteristiche offensive del trequartista oppure si rischia di soffrire. Se, invece, si gioca con il trequartista e la palla ce l’hanno sempre gli altri nei cambi di gioco e sugli esterni si è sempre in inferiorità numerica e si rischia grosso. Bisogna avere sempre il pallino del gioco in mano. Il trequartista si può utilizzare anche con avversari forti, ma per non correre troppi rischi bisogna che la propria squadra abbia una condizione atletica ottimale, un atteggiamento tattico coraggioso e ben collaudato e valori tecnici alti. E’ da vedere in quali condizioni sia il Torino in questo frangete per decidere se giocare sempre con il trequartista, altrimenti contro squadre di levatura superiore si può utilizzare anche il 3-5-2 o anche tornare a una difesa a quattro tenendo un atteggiamento più accorto e il fatto di aver già giocato in quel modo può essere sfruttato da Mazzarri per pararsi le spalle in base all’avversario da incontrare. Penso che con il Crotone il 3-4-1-2 sia il modulo giusto da provare per l’atteggiamento che comporta e non perché il Crotone non sia una squadra forte, bensì perché il Toro arriva da una vittoria importante che ha dato morale e su quella scia può osare qualche cosa di più”.
Pensa che il Torino da adesso a fine stagione riuscirà un po’ a riconciliarsi con i suoi tifosi?
“Ci vuole continuità di risultati e fare bene a partire con Crotone e Inter così se accadesse si darebbe una bella spinta alla riappacificazione. Finire bene il campionato con buone prestazioni e vittorie permetterebbe al tifoso del Toro di cambiare velocemente atteggiamento e tornerebbe a supportare la squadra. E’ chiaro che adesso e soprattutto nelle partite in casa il Toro deve fare risultati importanti conquistando l’intero bottino. E’ un peccato che nell’ultimo periodo ci sia stato un allontanamento perché il binomio giocatori-tifosi è sempre stato un po’ la forza del Toro”.
Cambiando discorso, il suo Monopoli è sesto in classifica e sta andando bene, è soddisfatto?
“Sono molto soddisfatto perché sono subentrato a dicembre e la squadra era fuori dalla griglia play-off. La squadra era stata costruita per salvarsi un po’ prima della fine del campionato e in questo momento siamo sesti, la classifica sarà aggiornata proprio oggi con le penalizzazioni che saranno inflitte, ma abbiamo con il Lecce la media punti più alta del girone di ritorno. Sono contento perché ho avuto un buon impatto con la squadra, ma ho trovato un gruppo di ragazzi forti, che giocano bene e che hanno voglia di lavorare. La salvezza l’abbiamo raggiunta e adesso puntiamo a disputare i play-off che per il Monopoli sarebbe un traguardo mai raggiunto prima, quindi, anche personalmente sarebbe una soddisfazione”.

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