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Ranieri: "Esonero Inter? Addio deciso da qualcuno vicino a Moratti"

IL NUMERO 224 DI CALCIO2000 E' ancora IN EDICOLA! Prossimo numero uscita 10 Novembre.
13.09.2016 15:59 di Chiara Biondini  Twitter:    articolo letto 15130 volte
Fonte: IL NUMERO 224 DI CALCIO2000 E' ancora IN EDICOLA! Prossimo numero uscita 10 Novembre.
© foto di Calcio2000

L'attuale mister del Leiceser City, Claudio Ranieri, che ha regalato alla formazione inglese una storica vittoria nell'anno passato in Premier League, in una lunga intervista rilasciata ai microfoni del mensile Calcio2000, ha svelato i retroscena dell'addio all'Inter.

All'Inter, invece, partenza sprint prima del calo nella seconda parte di stagione. Siamo nel 2011-2012. "Credo che la serie di vittorie all'inizio abbia ingannato l'ambiente nerazzurro. La situazione non era facile e c'e rano difficoltà economiche, ma l'inizio fu ottimo. Poi qualcosa si ruppe con la cessione di Coutinho e, soprattutto, quella di Thiago Motta. Se al posto delle sette vittorie consecutive avessimo ottenuto risultati altalenanti, magari con vittorie, pareggi e sconfitte, forse avrei continuato. Chi può saperlo".

Cosa accadde con Thiago Motta? "Semplice, a gennaio voleva fortemente il Paris Saint-Germain. Cercai di convincerlo a posticipare l'addio a giugno, ma lui riteneva che il cambio in quel momento gli avrebbe fatto svoltare la carriera. Insomma, insistette molto e non ci fu nulla da fare. Ma non dimentico Coutinho, lui era il mio primo cambio".

Chi decise per l'esonero? "Qualcuno vicino al Presidente Moratti, non i giocatori. Quel qualcuno pensò che dopo la striscia iniziale di successi avremmo potuto conquistare lo Scudetto, ma evidentemente non era possibile. Io avrei continuato, avevo un progetto e tanta voglia di fare bene in nerazzurro".

Un allenatore che arriva dopo un periodo clamoroso come quello del Triplete, come si propone ai giocatori? "Bisogna gestire al meglio tutte le componenti: fisiche , tecniche e psicologiche. Mi sono fatto rispettare e posso dire di essermi trovato benissimo all'Inter. Il Presidente è una persona stupenda, innamorata della squadra e molto intelligente. Fu uno dei primi a scrivermi dopo aver conquistato la Premier League".

A parer suo quella squadra aveva ancora qualcosa da dare? "Poco, molto poco. Aveva dato quasi tutto dopo i grandi successi delle stagioni precedenti. Soprattutto a livello psicologico".

Apertura intervista Calcio2000 n. 224 © foto di Calcio2000


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