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Colpi d'Ala

Ciao Davide, esponente della normalità che ha unito davvero tutti. Te ne sei andato troppo presto

Nato a Roma, ha vestito le maglie di Parma, Fiorentina, Lecce, Perugia, Reggiana, Roma e Nazionale italiana. Ha vinto una Coppa Italia con la Roma e una Coppa delle Coppe, una Coppa UEFA, una Supercoppa UEFA e una Coppa Italia, tutte col Parma.
09.03.2018 15:57 di Alberto Di Chiara   articolo letto 3096 volte
© foto di Federico De Luca

La tragica e inaspettata scomparsa di Davide Astori ci ha tutti colpito nel profondo. Ci ha fatto capire quanto siamo forti ma fragili nello stesso momento. Che nessuno è immune all'ineluttabilità degli eventi. Davide indirettamente ha riunito tutti in un solo colpo. Buoni, cattivi, bianchi, neri, juventini, fiorentini e via dicendo... Il calcio, e chi lo rappresenta in campo in prima persona, ha da sempre trasmesso emozioni infinite. Nel bene e nel male. Il calcio e lo sport in genere sono portatori sani di emozioni. Davide in più rappresentava, in un calcio sempre più inondato da immagini di dubbio gusto dove si ostentano super tatuaggi, tagli di capelli improponibili (credendo forse di dimostrare maggiore personalità), una normalità e di conseguenza un equilibrio che rassicurava. Già, essere normali oggi è diventato un vero e proprio valore aggiunto. Le testimonianze di affetto e la commozione generale che ha creato e suscitato la sua prematura scomparsa sono sotto li occhi di tutti. Il clamore, le testimonianze e la enorme partecipazione a Piazza Santa Croce confermano tutto questo. E' chiaro che giorno dopo giorno tutto questo clamore si appianerà, anche se il ricordo rimarrà indelebile. E solo allora forse ci sarà da parte di Francesca, dei suoi genitori e da parte di tutta la famiglia, l'effettiva consapevolezza del vuoto che Davide ha lasciato. Quella consapevolezza ora attenuata e confusa da una dimostrazione di affetto enorme venuta fuori prepotentemente in tutti noi. Mai potrò dimenticare quello sguardo vuoto quasi irreale, quasi perso, immerso tra l'incredulità di un brutto sogno e una realtà drammatica, del papà e della mamma di Davide mentre escono dalla camera ardente, nella palestra del centro tecnico di Coverciano. Già, quel centro tecnico e quella palestra che lui varcava ormai abitualmente dopo le convocazioni azzurre, solo per allenarsi e tenersi in piena forma. Davide si è spento dolcemente nel sonno ma presto, troppo presto. Buon viaggio Davide.


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