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Editoriale

Adriano, ti faccio una proposta: Gattuso! Juve, chiudi i giochi. Sceneggiata Parma, non vi crede più nessuno. Rosetti, una "Mosca nera"

Nato ad Avellino il 30-09-1983, si è trasferito a Milano per lavorare ad Eurosport e Sportitalia. Direttore di Tuttomercatoweb dal 2007 e di Sportitalia. Conduttore del Gran Galà del Calcio AIC 2011 e 2012, fondatore della società Micri Communicat
09.03.2015 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 46986 volte
© foto di Balti Touati/PhotoViews

Avevo scritto quasi venti righe sul Milan, poi è arrivata la notizia della conferma di Inzaghi, almeno fino al prossimo giro di giostra e adesso sto riformulando frasi e pensieri. Il primo che mi viene in mente è che il Milan è nel pallone. Direte voi: ha fatto la scoperta! Giusto, siete ancora in tempo per chiudere questa pagina. Secondo pensiero: il Milan non può cambiare allenatori come fosse il Cesena di Lugaresi o il Palermo di Zamparini. Qui non c'è più un progetto. D'accordo che deve pagare Inzaghi, oggi scaricato anche da Galliani, ma perchè nessuno chiede a Galliani come mai ha sbagliato così clamorosamente la scelta dell'allenatore? Se Pippo viene esonerato, il principale sconfitto è Galliani e non Inzaghi. Lui l'ha voluto alla guida della squadra, insieme hanno costruito il gruppo e poco ci manca che insieme hanno fatto anche la formazione. Diciamo che Torres è stato un bluff, Cerci lo è quasi e tutto quel clamore per Destro che adesso si ritrova a fare la riserva di Pazzini. Questo gruppo non ha identità e non ha un dna. Il grande errore di Galliani non è stato commesso oggi ma due anni fa quando ha deciso di crescere Inzaghi come tecnico del futuro. Arrivato alla prima squadra, il castello è crollato. Galliani voleva un ex calciatore come uomo di fiducia ma ha sbagliato profilo. Inzaghi non è mai stato un leader nello spogliatoio, da calciatore si è sempre contraddistinto per il suo egoismo che l'ha portato a diventare grande ma già da calciatore non si è mai caricato la squadra sulle spalle. Adriano ha sbagliato proprio nella scelta iniziale. Gennaro Gattuso è sempre stato un suo fedele soldato ma l'ha lasciato andare via, prima a Palermo e poi in Grecia, come l'ultimo dei disperati. Avrebbe dovuto puntare su Rino per fedeltà ma anche per carisma. Gattuso ha da sempre gestito lo spogliatoio e si è fatto rispettare; lo avrebbe fatto anche da allenatore del Milan e sarebbe stato sempre il fedelissimo di Galliani, con la sua riconoscenza da terrone. Le carenze tecnico-tattiche le avrebbe avute Gattuso, come Seedorf, come il primo Conte retrocesso ad Arezzo, come Leonardo e come Allegri... E come Inzaghi. Se devi fare una scelta di questo tipo, devi considerare tutti gli aspetti. La proposta che oggi faccio a Galliani e Berlusconi è proprio Gennaro Gattuso. Promuovere Tassotti? Non servirebbe, se può fare la differenza la faccia ora. Portare Brocchi in prima squadra? Sarebbe un doppio danno: il primo per la Primavera che si vede interrompere un progetto a metà, il secondo per la prima squadra che non troverebbe grandi cambiamenti nel passaggio da Inzaghi a Brocchi. Gattuso è il profilo giusto. A questa squadra serve un cambio di rotta, psicologico e mentale. Serve cattiveria e voglia di vincere. Contratto fino a giugno, se Rino fa svoltare il Milan allora avrà la sua carta per il futuro, se non cambierà nulla peggio di così il Milan non può andare; tanto vale provarci.
Il campionato può finire questa sera. La Juve batte il Sassuolo e chiude i giochi. Preparate le bandiere e i caroselli e festeggiate in Piazza. Anche se Allegri non dovesse vincere non correrebbe rischi. La Roma è scoppiata; senza idee e gioco. Un pareggio dietro l'altro e una squadra che non ha più fame. Inghiottita dalla presunzione del proprio allenatore che ha avuto un'autonomia italiana di un anno e mezzo. Il campionato più noioso degli ultimi 10 anni, è già finito ma il problema che forse non è neanche mai cominciato.
Il Parma ieri ha giocato e ha anche conquistato un punto, contro la malandata Dea. In Lega Calcio, venerdì scorso, è andato in scena l'ultimo episodio di una fiction comica. Prendiamo 5 milioni dal fondo multe destinati alla beneficenza e facciamo beneficenza a noi stessi. Si, perchè il Parma di giocare queste partite non se ne fa nulla. Far giocare il Parma serve solo alle altre 19 che altrimenti avrebbero perso i soldi di Sky che paga per vedere uno spettacolo intero e, invece, si ritrova a versare milioni e milioni di euro per una banda di Presidenti che sanno solo urlare e mandarsi a quel paese tra di loro. Solo una domanda a Tavecchio: siccome il Parma con 5 milioni non si salva e Manenti non ha versato ancora 100 euro, hanno già deciso chi prenderà il posto del Parma il prossimo anno in serie B? Bisognerà aspettare, anche questa estate, fino al 26 agosto per conoscere le 20 di serie A e le 22 di serie B? Muovetevi, prima che il vecchio cicisbeo metta la boccuccia, altrimenti è capace di prendere un club con 15 milioni di euro di debiti, di farlo iscrivere con assegni circolari e di accettare la fideiussione come regalo di Natale. Ma sulla spalla della maglia c'è pur sempre scritto "Rispetto". A proposito del cicisbeo ne hanno le scatole piene sia in lega di serie A che in Federazione. Lotito in primis. Vai Claudio, questa volta, siamo con te!
In chiusura, l'angolo della Lega Pro. Ci sono realtà come il Parma che però tutti ignorano. Monza e Savoia sono con un piede nella fossa ma siccome non ti chiami Parma e non ballano 100 milioni di euro vali come una mosca nera. Niente! A proposito, speravamo che Roberto Rosetti fosse una mosca bianca e, invece, abbiamo già appurato ad inizio marzo che si tratta di una "Mosca", la città che gli manca tanto, Nera, come la giacchetta che per anni ha indossato con onore. E con qualche ombra, come il famoso mondiale degli orrori. Rosetti oggi è Designatore dei tre gironi di Lega Pro. Roberto da Torino non ha le telecamere puntate addosso tutte le domeniche, quindi, è più libero di sbagliare, provare e fare danni come le tempeste che si sono abbattute sulla Toscana. Macalli ha troppi pensieri e non può neanche chiedere spiegazioni per questo scempio. Roberto è bravo e giovane e diventerà un grande ma, di questo passo, si brucerà come fosse al sole di ferragosto senza protezione. Guardate qualche partita di Lega Pro e vedrete un fuorigioco segnalato su retropassaggio del difensore, un gol realizzato con un solo difendente tra la porta e l'attaccante avversario, falli di mano in area considerati regolari ed espulsioni al 35' in uniche direzioni. Rosetti resta in silenzio perchè tanto queste partite non le vede nessuno e spera di uscire presto da questo inferno, come ha fatto il buon Farina ma Farina era preparato e non condizionava i campionati e oggi si ritrova in B, sperando nel salto precoce in A. Rosetti sognava Mosca, dove camminava scortato per la Russia ma poi aveva tanta malinconia di casa. E' rientrato e si è ritrovato a lavorare nella periferia del calcio italiano. I Piccinini di Forlì, Perotti di Legnano, Boggi Jr di Salerno, Valiante di Nocera Inferiore, Baroni di Firenze e Prontera di Bologna sono bravi ragazzi che vanno guidati con l'esperienza del Rosetti che fu. Possono e devono crescere per fare una sana e ricca carriera. Questi giovani arbitri sbagliano troppo ma, almeno, si apprezza la loro buona fede. Perchè almeno quella non manca mai. Forza Roby!


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