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Editoriale

Ancelotti e Mourinho hanno scatenato il finimondo. In corso il valzer di allenatori più grande di sempre: solo due tecnici top su 20 hanno certezze sul futuro

Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Comunicazione presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per Tuttomercatoweb.com dal 2008, è il vice direttore dal 2012
25.12.2015 09.04 di Raimondo De Magistris  Twitter:    articolo letto 30487 volte
© foto di TuttoMercatoWeb.com

Tenetevi forte, occupate poco più di cinque minuti del vostro tempo tra auguri e portate e leggete quanto segue. Perché due date recentissime - il 17 e il 20 dicembre - hanno innescato nel bel mezzo della stagione un valzer delle panchine che nella storia recente del calcio non s'è mai visto. A muoversi saranno i più forti, i tecnici più ambiti. Nessuno è al sicuro con due sole eccezioni: Ancelotti e un'altra che verrà evidenziata in coda.
Torno alle due date: il 17 dicembre il Chelsea ha annunciato la risoluzione del contratto di José Mourinho, mossa sorprendente solo per la tempistica ma che era nell'aria già da un po' visti i pessimi risultati conseguiti dai blues. Quattro giorni dopo, il Bayern Monaco comunica il nome del nuovo allenatore: Carlo Ancelotti, appunto.
Due mosse che hanno scatenato il finimondo, perché Londra e Monaco di Baviera sono le città nelle quali ha solo avuto il via un valzer che presto si estenderà in tutta Europa: da Madrid a San Pietroburgo. Vado con ordine e faccio due brevi premesse. La prima: al centro di questo intricatissimo quanto spettacolare thriller c'è la Gestifute, la società del più noto procuratore al mondo: Jorge Mendes. E' lui a spostare spesso, quasi sempre, le pedine. E' l'unico che può muovere contemporaneamente tanti nomi così importanti e far contenti tutti. Potere della persona più potente del mondo del calcio. La seconda: per la legge dei vasi comunicanti, un solo tassello al posto sbagliato può sconquassare lo scenario che si sta delineando in questi giorni.

Adesso posso partire spedito. Dopo l'allontanamento di José Mourinho il Chelsea ha annunciato l'ingaggio di Guus Hiddink. Come già capitato in passato, Abramovich quando decide di cambiare guida tecnica a stagione in corso si affida a un traghettatore per poi ripartire con un nuovo progetto dalla successiva estate. Hiddink rimarrà solo fino a giugno, poi inizierà un nuovo ciclo. Per la stagione 2016/17 l'obiettivo numero uno è Diego Pablo Simeone, ma al momento il Cholo non ha sciolto le riserve sul suo futuro. "L'Atletico Madrid è come una famiglia, per me sarebbe molto difficile andare via", continua a ripetere il manager argentino che solo a marzo prenderà una decisione di comune accordo coi colchoneros. Al momento tutti gli scenari sono aperti e non è così scontato che alla fine vada via da Madrid, una prospettiva che preoccupa Abramovich e sta costringendo il Chelsea a valutare anche delle alternative. Nomi? Sono entrambi italiani: Roberto Mancini e Antonio Conte. Il primo all'Inter sta svolgendo un lavoro eccellente, Thohir non ha alcuna intenzione di lasciarselo scappare, ma la panchina blues rappresenta una possibilità molto affascinante. Il secondo vuole tornare ad allenare una squadra di club dopo l'Europeo alla guida dell'Italia, il Chelsea lo valuta da un po' ma non è l'unico club. Pensa ad Antonio Conte anche la Roma, è il grande obiettivo di Walter Sabatini per la stagione 2016/17. Rudi Garcia ben che vada arriverà a fine campionato, altro che avventura nella Capitale fino al 2040 come da lui dichiarato non più di un mese fa. Sabatini, per ora, difende il manager francese e per questo non è mai entrata nel vivo la trattativa con Luciano Spalletti che potrebbe addirittura ripartire dall'altra parte del globo grazie a un'offerta da capogiro: il Beijing Guoan ha messo sul piatto 12 milioni netti per portarlo in Cina per due anni.
A Roma in questo momento le certezze sono pochissime. Situazione simile a quella che si vive in un'altra capitale europea: Madrid. L'avventura al Real di Rafael Benitez è già agli sgoccioli. Nemmeno i dieci gol rifilati al Rayo Vallecano sono bastati per ricucire il rapporto con uno spogliatoio che l'ha scaricato poco dopo il via. Due giorni fa s'è sparsa a macchia d'olio la notizia riguardante un immediato ritorno del Vate di Setubal. La pista è calda, ma i rapporti pessimi tra Mourinho e CR7 non favoriscono un ritorno dell'allenatore portoghese. Ecco perché la possibilità che Benitez concluda la stagione al suo posto è ancora concreta, con Florentino Perez che a quel punto lascerà spazio al nuovo che avanza promuovendo dalla prossima estate in prima squadra Zinedine Zidane.
I rumors su Mourinho non riguardano però solo la Spagna. Perché lo Special One - che ha fatto sapere di esser pronto a tornare subito in corsa - è anche un'ossessione del Manchester United. Anche qui, come alla Roma e al Real Madrid, l'esonero dell'attuale allenatore è solo questione di tempo. Louis van Gaal non ha saputo sfruttare un budget stratosferico, non è riuscito a costruire una squadra che dopo l'addio di Ferguson è ancora alla ricerca della sua identità. Proprio il 'Sir' di Glasgow ha indicato in Mourinho uno dei suoi eredi (l'altro è Guardiola) e l'impressione è che per José in questo momento non ci sia sfida più affascinante di questa.
Non se la passa troppo meglio sull'altra sponda di Manchester Manuel Pellegrini. Nemmeno la vittoria della Premier salverà la sua panchina, la proprietà ha infatti ben chiaro il nome del suo successore: Josep Guardiola. Il manager catalano, dopo aver vinto in Spagna e Germania, vuole trionfare in Inghilterra, vuole dare al City una dimensione europea che non si può acquistare in sede di calciomercato. Anche se ogni estate investi centinaia e centinaia di milioni di euro.
Da uno sceicco a un altro, dalla fredda Manchester alla romantica Parigi. Il PSG è club troppo ambizioso per limitarsi ogni anno a stravincere la Ligue 1. La proprietà vuole una squadra protagonista anche in Europa e, se non ci riuscirà quest'anno con Laurent Blanc, ci proverà con un altro. Arsene Wenger è senza dubbio un'idea che affascina il presidente Al-Khelaifi. Per ora è solo un'idea, una pista percorribile ma non più concreta di quelle che portano a Simeone e Conte.
Infine, le mine vaganti. André Villas-Boas ha già annunciato che a fine stagione lascerà lo Zenit San Pietroburgo e il cammino dei russi in Europa sta rilanciando la figura di un tecnico che non faticherà a trovare un progetto all'altezza delle sue ambizioni visto anche il procuratore che si ritrova (Jorge Mendes, guarda caso...). Poi c'è Unai Emery. La scorsa estate è stato cercato da mezza Europa - Napoli e Milan in Italia - e la prossima estate dovrebbe approdare in un club più ambizioso e facoltoso del Siviglia. Magari dopo aver vinto in Andalusia la terza Europa League in tre anni.
Questo lungo giro non può che concludersi con una delle panchine più ambite, con quella della panchina spagnola: Vicente Del Bosque ha già annunciato il suo addio dopo il prossimo Europeo e la federazione - per la regola del 'più fai male, più vai avanti' - sta valutando per la successione Rafael Benitez.

P.s. Non mi sono dimenticato del secondo allenatore al sicuro. Non è Massimiliano Allegri. Il difficile inizio di stagione della Juventus ha dimostrato che per i tifosi bianconeri il tecnico toscano non è Antonio Conte e solo stagioni come quella passata potranno farlo dormire tra due guanciali. Nessun dubbio invece a Barcellona su Luis Enrique. Messi & compagni sono reduci da una annata perfetta, il Mondiale per Club la ciliegina sulla torta di un 2015 in cui il Barça ha stravinto tutto quello che c'era da vincere. Difficile dopo dodici mesi del genere non acquisire un credito smisurato, anche se di professione fai l'allenatore e guidi la squadra più forte del mondo. Buon Natale!


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