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Editoriale

Ancelotti, no alla Juve. Allegri verso l’addio, e’ tentato dal Chelsea. Piacciono Inzaghi e Pochettino. Buffon smette, rosa da rinnovare. Arbitri minacciati, perché la Figc tace? Fate sciopero

06.04.2018 00:00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 33237 volte
© foto di Federico De Luca

Carlo Ancelotti dice no alla Juventus. Abbiamo già dato, il tutto si potrebbe anche sintetizzare così. L’ex allenatore del Real si tira fuori dalla corsa (se mai dovesse esserci) alla panchina di Allegri per almeno due buone ragioni.

La prima (validissima) perché non è stato contattato direttamente né indirettamente da dirigenti della Juventus, la seconda perché qualora qualcuno dei bianconeri pensasse a lui e lo chiamasse, risponderebbe candidamente, No grazie. Non ha alcuna intenzione di tornare sulla panchina della Juventus già allenata dal 1999 al 2001 con due secondi posti che suscitarono mille polemiche. Ad Ancelotti non fu rinnovato il contratto dopo contestazioni immotivate e reiterate di gran parte della tifoseria, senza alcuna difesa da parte della dirigenza di allora. Anzi.

Quella per Ancelotti è ancora una ferita aperta, alla Juventus non tornerà. Lo ha detto più volte e lo ha ben impresso in mente, qualora dovesse tornare in Italia per chiudere la carriera, gli piacerebbe allenare solo la Roma dove ha iniziato il suo grande percorso da calciatore. Chi lancia certe notizie forse è giovane e non conosce il background fra Ancelotti e la Juventus, altrimenti forse ci avrebbe pensato due volte di più. Male. Comunque Ancelotti (ancora sotto contratto con il Bayern) sta aspettando la decisione dell’Arsenal che lo ha sondato un paio di mesi fa. E in stand-by c’è sempre la Nazionale.

Detto questo, il problema Allegri-Juventus è evidente. L’anno scorso il tecnico livornese decise di rimanere alla Juve solo dopo averci pensato per qualche giorno. La finale di Cardiff, clamorosamente persa con il Real, lo aveva turbato e gli aveva fatto saltare molte certezze. Poi decise di restare per un motivo semplice: riprovare per l’ultima volta a vincere la Champions. Ora che la missione è fallita e che un ciclo è davvero finito, non ha senso restare alla Juventus per provare a rivincere l’ennesimo scudetto. Mancherebbero gli stimoli, le motivazioni, la carica necessaria per gestire il gruppo.

Il caso è apertissimo. Le probabilità che Allegri comunichi la decisione di andarsene alla società sono altissime, ammesso e non concesso che non l’abbia già fatto. E’ chiaro che adesso tutti negheranno, tutto resterà sottotraccia perché la Juventus proverà a vincere il settimo scudetto e la quarta coppa Italia consecutivi, ma le grandi manovre sono già cominciate.

La Juventus società è davanti a un bivio: continuare con un allenatore dal grande equilibrio e gestore di uomini come Allegri che pensa prima alla vittoria e poi al gioco, oppure provare strade nuove con tecnici che privilegiano il gioco e lo spettacolo? Soltanto quando i dirigenti della Juve, da Agnelli in giù, avranno chiarito la filosofia di lavoro, si potrà pensare al profilo del nuovo tecnico. Non è un mistero che piaccia molto Simone Inzaghi. Il laziale è una evoluzione dello stile Allegri, grande attenzione all’equilibrio tattico, ma anche tocchi di modernità. Vi abbiamo già detto che un altro allenatore che piace molto è Pochettino del Tottenham che però ha molti estimatori anche in Premier. I giochi sono aperti e il tema dibattuto fra i dirigenti. Una decisione sarà presa sicuramente prima della fine di questo mese. Allegri, fra l’altro, ha avuto contatti con il Chelsea. Stando al tabloid inglese Sun , l’allenatore della Juventus avrebbe già detto sì ad Abramovich per sostituire Conte. E sarebbe un curioso ricorso storico. Ma, lo sappiamo, i tabloid vanno presi con le molle.

Comunque la Juventus va rinnovata profondamente. Troppi giocatori hanno più di trent’anni, come detto il ciclo è davvero finito. Buffon comunicherà a giorni il suo futuro, ma la decisione è presa: smetterà. La mazzata della Champions dopo quella con la Nazionale lo hanno convinto che è impossibile trovare nuovi stimoli, meglio dire stop. Ma se ne andranno anche Asamoah e Licthsteiner. Barzagli ha 37 anni, Marchisio probabilmente andrà negli Usa, anche Higuain, Chiellini Khedira, Benatia, Matuidi, Cuadrado e Mandzukic hanno tutti trenta anni e più. Quest’ultimo è sulla lista dei partenti, ma non sarà il solo. E’ vero che arriveranno giovani come Caldara e Spinazzola (già presi) e altri sul taccuino di Marotta, ma la rivoluzione sarà profonda e palare di rifondazione non è sbagliato. In questo condizioni, a maggior ragione, un allenatore nuovo potrebbe riavviare un ciclo.

Di Gattuso non dico niente. E’ poco elegante, lo so, ma in memoria su questo giornale online c’è il mio editoriale del 23 febbraio scorso con il quale annunciavo la decisione del Milan di confermare Gattuso. C’è voluto del tempo per stilare il contratto con formule e formulette, ma era già tutto decise quel giorno. Ora che tutti vogliono la primogenitura della notizia, diamola a Tuttomercatoweb. Come spesso accade.

Ieri non è stata una bella giornata per il calcio. Il presidente degli arbitri Nicchi e il designatore Rizzoli hanno rivelato di essere nel mirino di folli. Hanno ricevuto a casa pacchi di proiettili. Si sentono minacciati. E’ un punto di non ritorno. Davanti a un fatto inaccettabile il calcio dovrebbe fermarsi. Uno sciopero sarebbe auspicabile, è stato fatto per molto meno tipo gli stipendi miliardari dei giocatori.

Contro i dirigenti che fomentano per mascherare i loro errori, certi giornalisti che infiammano i tifosi e andrebbero immediatamente radiati dall’ordine, contro questo clima che può portare grandi danni. E’ il momento di riflettere. Sentire Tare in tv non condannare quello che è successo è veramente disgustoso. La Figc con tutti i suoi commissari ha evitato bene di prendere posizione. Fra le società mi pare che soltanto il Napoli abbia dato solidarietà. Ma davvero questo è il mondo del calcio? Si può minacciare di morte o soltanto portare in tribunale un arbitro che sbaglia e tutti fanno finta di niente? Se pensate che sia possibile e lecito, o soltanto credere che siano fatti loro, meglio smettere di giocare…


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