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Editoriale

Andrea Agnelli dalla Juve verso la Ferrari. Alta tensione per l'inchiesta sui rapporti con tifosi mafiosi. Marotta sta con Elkann. Conte rilancia per Bonucci. Inter, nuove strategie vincenti

27.01.2017 00.00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 40857 volte
© foto di Federico De Luca

L’inchiesta della procura della Federcalcio sui rapporti tra Andrea Agnelli e tifosi legati alla malavita organizzata rischia di far deflagrare tensioni già da tempo vive all’interno della Juventus e nella famiglia dell’Avvocato.

Proprio dall’inchiesta potrebbe arrivare la spinta decisiva per il grande cambiamento che John Elkann avrebbe in testa da diverso tempo.

L’idea è quella di dirottare Andrea Agnelli dalla Juventus alla Ferrari mettendo la società bianconera sempre più nelle mani di uomini vicini proprio a Elkann come Nedved, pronto a diventare presidente, e Marotta amministratore delegato con pieni poteri.

Il grande freddo fra i cugini si inquadra nei rapporti non facili della famiglia torinese e ha come detonatore diversi episodi accaduti negli ultimi mesi. Come è noto, la cassaforte di famiglia e quindi anche la Juventus, è nelle mani di John Elkann. Andrea Agnelli ha gestito la società in questi anni, ma nel cda è in minoranza. Cosa è successo? Cosa ha raffreddato i rapporti?

Fonti vicine alla famiglia raccontano di un Elkann seccato per i conti della Juventus (la vorrebbe in autogestione), ma soprattutto per la grande popolarità raggiunta dal cugino grazie ai successi con la squadra che funziona e vince grazie alle risorse messe a disposizione dalla finanziaria di famiglia. In più c’è stata la crisi famigliare di Andrea che ha lasciato la moglie con due bambini e sta aspettando un altro figlio dalla moglie di un ex funzionario della Juventus. Questa storia privata non sarebbe stata gradita da John Elkann e dalla moglie Lavinia, fra loro e Andrea c’è il grande freddo e da tempo Elkann non si vede più allo Stadium per evitare di incontrare il cugino.

Ma fino a quando la Juve vince è difficile dirottare Andrea Agnelli verso un’altra società del gruppo. L’idea maturata da Elkann e Marchionne sarebbe quella di dargli un ruolo in Ferrari per sostituire Lapo che ha violato il codice etico dell’azienda di Maranello. Si aspetta il momento favorevole per fare l’operazione, momento che potrebbe arrivare se la Juve dovesse andar fuori dalla Champions con il Porto o non vincere il sesto scudetto.

Questa inchiesta della procura di Torino e della procura federale della Federcalcio, potrebbe essere un detonatore, un motivo in più per il cambio al vertice considerato il danno di immagine notevole per la Juve. Il cambiamento è in atto, questione di tempo. Tanto più che dalla parte di Elkann c’è Marotta, l’uomo che ha ricostruito la squadra nel dopo-Calciopoli e l’ha riportata al successo: la continuità sportiva sarebbe garantita.

A proposito dell’inchiesta penale della procura di Torino è bene dire che in sede penale nessun dirigente della Juventus è indagato. Per quanto riguarda la giustizia sportiva che ha acquisito gli atti del penale, invece, il procuratore federale Giuseppe Pecoraro ha aperto un’inchiesta ipotizzando la violazione dell’articolo 12 del codice di giustizia sportiva. In sostanza, secondo la procura della federcalcio, Agnelli avrebbe tenuto rapporti vietati con esponenti della malavita organizzata tifosi della Juventus e avrebbe agevolato il bagarinaggio consentendo agli ultrà la gestione di biglietti. Agnelli sarà interrogato al più presto e nella vicenda la Juve si è sempre difesa negando rapporti diretti e sostenendo che nessuno sapeva delle attività illegali di alcuni capi ultrà. Se si andrà al deferimento la Juve rischia solo un’ammenda, ma quello che più preoccupa (ovviamente) è la reazione mediatica e l’immagine della Juve che subirebbe un durissimo colpo. Nelle prossime settimane l’ambiente bianconero andrà di sicuro incontro a situazioni tese e complicate con numerosi colpi di scena.

Nel frattempo il mercato va avanti adagio. Dopo la partenza di Evra, molto probabilmente la Juve non farà altre operazioni, a meno che non dovesse capitare la grossa occasione. Asamoah si è dimostrato un terzino sinistro affidabile in alternativa a Alex Sandro, il nuovo modulo ha bisogno di meno centrocampisti e la rosa è giudicata adeguata. Marotta comunque è vigile, se dovesse esserci un obiettivo possibile a prezzo giusto le idee potrebbero mutare, ma è difficile.

Il discorso Tolisso ormai è una pista per giugno. Sempre per giugno rimbalzano dall’Inghilterra voci di un nuovo interessamento del Chelsea per Bonucci. Conte metterebbe sul piatto i cartellini di Hazard o Fabregas, più diversi milioni. Ne riparleremo.

Sul mercato non farà altro neppure l’Inter, ma sta gettando le basi per un grande futuro. Ormai è chiaro. Quelli di Suning hanno capito in fretta come fare bene calcio. Gagliardini l’hanno pagato tanto, ma dimostra di valere. Non basta. Il signor Zhang ora vuole comprare altre due-tre squadre in Belgio, Olanda e Portogallo, nazioni dove è facile scoprire e allevare talenti. In Belgio punta l’Houscron, in Portogallo il Gil Vicente, in Olanda vedremo. E’ il modo giusto per creare attorno all’Inter dei supporti importanti, società satelliti, dove far crescere i giovani. I soldi non sono tutto, nel calcio è necessario anche programmare, lavorare bene e creare le opportunità. Il signor Suning l’ha già capito, chapeau.

In chiave mercato la parola fine sulla vicenda Kalinic non è ancor stata scritta. Cannavaro ha visto fallire tutti gli assalti ai giocatori che avrebbe voluto e allora ecco il ritorno di fiamma per Kalinic, l’unico che all’inizio della trattativa aveva detto . Poi sappiamo della Fiorentina che non ha accettato 38 milioni, ma preteso i 50 della clausola e del giocatore che, seccato, ha detto .

I cinesi hanno deciso di riprovarci. Gli intermediari e i procuratori che puntano a grosse provvigioni, stanno lavorando e cercando di convincere nuovamente il giocatore proponendo 15 milioni per quattro anni. Se Kalinic dovesse ripensarci i cinesi sarebbero pronti a pagare la clausola da 50 milioni alla Fiorentina pur di chiudere l’affare, più per orgoglio che per reale valore del giocatore. Sono ore frenetiche, la Fiorentina deve stare in campana, se il colpo va a segno nelle ultime ore di mercato non c’è più tempo per trovare un sostituto. Da oggi a martedì può ancora succedere di tutto.


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