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Editoriale

Arriva Kalinic. Si chiude con senso, ma senza botto, la campagna del Milan. Forse. Giuntoli Re di Napoli, Aurelio gonfia il portafoglio. Chievo, da Sartori a Romairone: tempo di saldi. Parte la B: ecco la griglia di partenza

21.08.2017 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 50590 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Il Milan annuncia NK! Questa mattina alle 7.30, Nik Kalinic farà le visite e sarà il sostituto di Bacca nell’attacco rossonero. Su due piedi il confronto tra Bacca e Kalinic sembrerebbe favorevole al colombiano ma, nei piani di Montella, Kalinic è l’attaccante giusto. I tifosi non lo accoglieranno come fatto con Bonucci, anzi in molti storcono il naso, ma stiamo parlando di una punta che piace tanto agli allenatori. Segna e fa segnare. All’occorrenza aiuta anche nella fase difensiva e di questi tempi, se vuoi giocare per attaccare, serve più un Kalinic che un Bacca. Sicuramente, per essere onesti, sotto l’ombrellone abbiamo sognato i Diego Costa, Belotti, Morata e Aubameyang, ma fare oggi qualche critica al Milan, dopo l’estate che ci ha fatto vivere, sembrerebbe ingeneroso e fuori luogo. Mirabelli ha fatto un mercato da 8.5/9 (i voti li daremo lunedì). Il Milan adesso non ha bisogno di prendere più nessuno. Deve solo vendere e sperare che Biglia guarisca presto, senza che i problemi fisici lo limitino. Lotito è un volpone e qualche guaio fisico era già noto a molti ma il Milan ha preferito rischiare e ci auguriamo che l’ex laziale torni al più presto in campo.
Nel frattempo la Juventus ha passeggiato su un Cagliari ancora lontano dalla condizione migliore (urge un attaccante altrimenti si farà fatica) e il Napoli ha già evidenziato i limiti del Verona: tecnici, del mister e dei suoi dirigenti. La fortuna ha baciato Giulietta una volta, non è detto che arrivi il secondo bacio consecutivo. Mentre scrivo sta giocando la Roma a Bergamo, tra poco scenderanno in campo tutte le squadre di serie A.
Il Napoli, quest’anno, lotterà seriamente per lo scudetto ma il suo tricolore Cristiano Giuntoli l’ha già vinto. Il vero artefice del miracolo Napoli arriva dai campi in polvere. Giuntoli si è preso il Napoli e l’ha reso grande, il nuovo De Sica di De Laurentiis che - con la crisi del cinepanettone - ha salvato la Filmauro con i conti del Napoli. Pierpaolo Marino ha tracciato la strada, Bigon l’aveva momentaneamente persa, Giuntoli ha riportato Aurelio sulla retta via. Grande conoscitore di calcio e bravo nella gestione del gruppo. Se oggi il Napoli punta allo scudetto senza grandi investimenti e senza aver accusato il colpo con l’addio di Higuain significa che c’è della brace buona sulla griglia. Giuntoli è come un marinaio: sa bene che quando si è in mare aperto bisogna guardare un’onda alla volta, sempre la più vicina senza pensare a quella lontana. Così il Napoli è diventato grande. Ora, però, c’è da superare l’onda più grande. Con Sarri nulla, però, è precluso. Giuntoli è figlio della gavetta e se non si farà trascinare nel vortice del potere farà una grande carriera; anche perché è giovane. Deve evitare di calpestare molti piedi e deve pensare solo al Napoli, ignorando gli amici che chiedono una mano in A e in B. Molti direttori sportivi si appoggiano ai saggi consigli di Giuntoli ma l’esempio di Luciano Moggi deve fare storia. L’ex Dg della Juventus ha pagato le vittorie della Juve per colpa dei tentacoli sparsi nelle categorie minori. Quando inizia a dare fastidio a più società il pericolo è dietro l’angolo. Giuntoli è bravo e ha già capito da solo che il suo unico interesse deve essere il Napoli.
Il Chievo è passato da Sartori a Nember, da Nember a Romairone. Questo exploit di Romairone non si spiega se non con la vicinanza a qualche Santo (forse San Gennaro) in Paradiso. Poca conoscenza di calciatori e soprattutto pessima gestione degli spogliatoi. Maran ha già le mani nei capelli che non ha. Il Chievo ha bisogno del suo allenatore per fare un miracolo. Da Carpi a Verona con un passato a malapena a Vercelli: troppo poco per meritarsi una grande società come il Chievo Verona. Romairone è il classico direttore che vuole accontentare tutti ma scontenta tutti. Dice a tutti sì ma - non avendo il carisma per gestire tutti - fa sempre il contrario di quello che dice. Il Carpi con Scala al timone ha sicuramente acquistato punti in classifica, anche se il progetto del Carpi è cambiato radicalmente. Venduti tutti i big per 13 milioni di euro per costruire un nuovo ciclo nella speranza di salvarsi quest’anno.
Sabato partirà il campionato di Serie B e, anche se molte squadre sono ancora incomplete, una mini griglia si può abbozzare prima del via.

CORSA PROMOZIONE DIRETTA
Palermo, squadra forte. Società assente. Può e deve solo vincere.

Empoli, Attacco super. Soldi da spendere. Molti li ha spesi bene. Non può fallire.

Bari, al secondo anno Sogliano non può fallire. Poche spese folli. Acquisti mirati. Allenatore inesperto.

Frosinone, la delusione dello scorso anno ripiomberà come un fantasma quest’anno. Longo è bravo e la squadra è forte ma quest’anno il campionato sarà più duro.

Parma, gruppo completo in ogni reparto. Vola sulle ali dell’entusiasmo. Può farcela

CORSA PLAY OFF
Cremonese, guidata da un veterano della categoria, ha preso tanti giocatori pronti. Punta in alto. Può arrivare.

Venezia, qualche dubbio su Inzaghi diventato Inzaghino. C’è ancora qualche buco ma Perinetti è bravo.

Novara, ha la certe in regola per arrivare lontano con un ottimo mister. Attacco sulla carta esplosivo. Buon centrocampo e giovani forti.

Foggia, può essere una delle rivelazioni del campionato. In pochi vinceranno allo Zaccheria con quel clima infernale.

Cesena, rispetto allo scorso anno sembra più compatta. Può crescere.

Pescara, la squadra è forte ma l’ambiente depresso. L’allenatore può indovinare la stagione così come la può cannare pericolosamente.

CAMPIONATO TRANQUILLO
Avellino, ottimo lavoro di De Vito e Taccone Jr. Dopo le difficoltà dello scorso anno, quest’anno ha costruito una squadra davvero quadrata. Campionato tranquillo con vista play off se tutto va bene.

Salernitana, sulla carta la squadra è normale e ha perso gente importante.

Spezia, progetto giovane senza grosse pretese. Non rischiare i play out sarebbe già tanto. Ridimensionamento.

Brescia, alla prima sconfitta Boscaglia salterà come un tappo di spumante. Cellino ha la forza per rifare tutto.

Entella, senza Caputo non sarà la stessa cosa. La squadra è solida ma non sembra tra le favorite.

Perugia, ripetere il miracolo di Bucchi non sarà facile. Goretti è molto bravo e ha costruito una squadra competitiva. Forse per i play off c’è ancor troppa coda al casello.

LOTTA SALVEZZA
Pro Vercelli, Grassadonia è tra i migliori giovani della B. Varini ha lavorato bene, ovviamente, consapevole dell’obiettivo. Può salvarsi. Società solida che negli anni ha confermato grandi miracoli. Avanti così…

Carpi, progetto ridimensionato. Tanto. Quest’anno rischia. Salvarsi sarebbe già un bel traguardo quando cambi così tanto.

Ascoli, ci aspettavamo di più dalla proprietà ma dopo aver incassato ha speso ben poco. Bravo Giaretta con Maresca, allenatore di prospettiva. Squadra giovane con troppi punti di domanda.

Ternana, dalla fuga di Fondi a Terni. Unicusano ha deciso di fare più marketing che calcio. I soldi li hanno ma, come sempre, bisognerà capire come saranno spesi.

Cittadella, come tutti gli anni punta alla salvezza. Lo scorso anno ha sorpreso tutti. Quest’anno torna sulla terra e punta al solito obiettivo. Consapevole che in giro c’è di meglio ma anche di molto peggio. Buone intuizioni sul mercato minore.


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