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Editoriale

Aveva ragione Conte sulla Juve europea: primi dubbi. Ecco perché Agnelli elogia Allegri e accusa il calcio italiano. Ma con la Roma bianconeri favoriti. Cuadrado non firma, lo vuole il Manchester a gennaio

Nato ad Aulla (Massa Carrara) il 16/03/54 comincia giovanissimo a collaborare con La Nazione portando la partita che giocava lui. Poi inviato speciale e commentatore, oggi direttore del Qs Quotidiano sportivo della Nazione, Resto del Carlino e Giorno
03.10.2014 00:00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 31150 volte
Aveva ragione Conte sulla Juve europea: primi dubbi. Ecco perché Agnelli elogia Allegri e accusa il calcio italiano. Ma con la Roma bianconeri favoriti. Cuadrado non firma, lo vuole il Manchester a gennaio

Dopo la sconfitta della Juventus a Madrid contro l'Atletico, guarda caso, è arrivata la lettera di Andrea Agnelli che vuol dire tante cose. Niente succede mai per caso. Nella società bianconera, infatti, avevano annusato i primi rumors tra i tifosi e qualche commento sui social network non è piaciuto.

E' vero che la Juventus avrebbe meritato il pareggio per come ha lottato contro la squadra di Simeone, ma è altrettanto vero che ha giocato una gara femmina, come avrebbe detto Brera, senza coraggio, limitandosi al possesso palla e alla fase difensiva, senza mai affrontare l'Atletico a viso aperto.

I limiti di questa squadra, di personalità di sicuro, ma anche tecnici, sono apparsi evidenti e siccome nel calcio contano i risultati, mentre il sofferto pareggio sarebbe stato un trionfo, la sconfitta quasi senza giocarsi la partita ha fatto male a molti tifosi che sperano (vorrebbero) di ritrovare prima o poi una Juventus capace di competere con le più grandi d'Europa come faceva una volta.

Di Champions ne ha vinte poche la Signora, ma spesso è arrivata in finale, molto spesso in semifinale e comunque ha sempre giocato alla pari battendo spesso Real, Barcellona, Bayern o Manchester.

Oggi non ci riesce più e allora qualcuno sta tirando in ballo Conte che si era stufato di vincere in Italia (non aveva più stimoli) e ha sbattuto la porta bianconera quando ha capito che neanche quest'anno avrebbero fatto una squadra forte per la Champions.

La previsione sembra azzeccata perché a Madrid la Juve ha giocato da provinciale, cercando di non prenderle e con questa mentalità prima o poi il golletto lo incassi e difficilmente puoi guardare l'avversario negli occhi, alla pari.

Andrea Agnelli queste cose le sa benissimo, sa che il tasso tecnico europeo di questa squadra è ancora bassa, che Tevez non basta, che ci sarebbe voluto Sanchez (che partita contro il Galatasaray!) o gente del genere. Gente che costa troppo e la Juve non può permettersi.

Morale? Le probabilità di passare il turno e di qualificarsi per gli ottavi sono tante, ma è difficile fare di più.

Le colpe? Non dell'allenatore, secondo Agnelli. Il presidente si è affrettato a dire che Allegri è un vincente e ha portato nuova passione tra gli juventini. Questo è vero, ma non può fare miracoli.

Per parare il colpo di chi è pronto a rinfacciare una campagna acquisti non europea Agnelli ha gettato la croce sul calcio italiano che non si riforma e non garantisce organizzazione nuova e altri fonti di guadagno. E su questo ha ragione.

L'Europa ha mostrato però che credendoci, giocando un calcio più coraggioso come fa la Roma, si possono comunque ottenere dei risultati importanti come quello di Manchester. E se è vero che molte squadre sono più forti della Juve è altrettanto vero che lo sono anche della Roma.

Perché allora la Roma gioca meglio e non sfigura? Per il calcio diverso che gioca, più verticale, più propositivo, più veloce, più coraggioso. In Europa Garcia batte Allegri e su questo non c'è dubbio.

Domenica, però, nella sfida diretta l'equilibrio pende ancora dalla parte della Juventus. Non è più il tempo del 3-0 della scorsa stagione, Garcia ha capito molto meglio il calcio italiano, ma la Roma gioca e lascia giocare e questo contro la Juventus diventa uno svantaggio importante.

L'organizzazione difensiva bianconera, la capacità di chiudere gli spazi e di fare possesso palla, possono sicuramente contrastare il gioco verticale e veloce della Roma. Senza spazi non puoi andare, quando il campo è presidiato tutto diventa piu' difficile e senza De Rossi davanti alla difesa, Tevez tra le linee può diventare devastante.

Ma Allegri deve consentire ai centrocampisti di verticalizzare di più senza palla, Vidal non è uno da possesso, deve liberarlo per proporsi, le penetrazioni sono la sua forza. E su questo la Roma soffre.

Quindi Roma più forte in Europa, ma Juve ancora più esperta e con un gioco più italiano che in campionato paga. Si accettano scommesse.

Nel frattempo, in un mercato che non si muove ancora, l'unico problema ce l'ha la Fiorentina. Parliamo di Cuadrado, il giocatore che tutti volevano e nessuno ha preso. Di fronte a 40 milioni (richiesta viola) i potenziali acquirenti si sono scoraggiati e il giocatore dopo essere rimasto a Firenze ora pretende quello che gli avevano promesso le altre società. A fronte dei 4 milioni netti promessi dal Barcellona e dal Manchester United, ora Cuadrado chiede alla Fiorentina un rinnovo a 3,3 milioni. La cifra va oltre il budget, sfonderebbe il monte-ingaggi e porterebbe fibrillazione nello spogliatoio. I viola sperano di riuscire a convincere Cuadrado, si fermano attorno ai 2-2,2 milioni più bonus, ma non andranno oltre.

Che fare se Cuadrado non rinnova? E' vero che il suo contratto scade nel 2017, ma la situazione non è serena, meglio affrontare subito il nodo perché Montella vuole un giocatore motivato. Non è un caso se da Manchester rimbalzano nuove voci di un interessamento per gennaio. Questa volta Ferguson sarebbe disposto a pagare 35 milioni di sterline (quasi 40 milioni) e allora forse converrà parlarne. Se il giocatore non è felice, con quella cifra si comprano altre tre uomini importanti.

Se invece stare a Firenze alle condizioni della Fiorentina tornerà ad essere una gioia come negli anni passati, Andrea Della Valle sarà ben lieto di tenersi il suo fantasioso-fantasista. L'uomo dei sogni di gloria.


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