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  Resterà all'Inter senza rinnovo
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La Giovane Italia
Editoriale

Berlusconi e il Milan di Gattuso. Ad Allegri manca solo un tetto. Marotta-Inter, non avrebbe senso. Io voto Gravina perché....

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
15.10.2018 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 28270 volte

Quando c'è la pausa campionato è un disastro. Non sai cosa scrivere e devi inventare storie, raccogliere notizie e parlare di mercato anche quando non c'è. Per fortuna, in questa domenica pomeriggio, Silvio Berlusconi su Sportitalia (durante Monza-Triestina) ci ha dato diversi spunti di discussione. Come sempre. Il Presidente parla e noi commentiamo. Di calcio, non di politica. Berlusconi fa bene al calcio e il sogno dei monzesi di fare un giorno la serie A lo devono all'uomo arrivato da molto vicino: Arcore. Monza è anche calcio. Non è solo il Gran Premio una volta all'anno e non è solo la Villa Reale. Monza è una bella cittadina, un bel centro, il classico posto dove far crescere un figlio. Il calcio, però, è sempre stato prerogativa di Milan e Inter. Perché se vivi o cresci a Monza devi tifare per una delle due milanesi. Sbagliato. Ma, purtroppo, è così. Fai 15 chilometri e sei a San Siro. Berlusconi toglie e Berlusconi dà. Oggi Monza sogna grazie al suo Presidente e, ovviamente, ad Adriano Galliani che fino a due anni fa neanche sapeva che Iocolono nel Bassano di Asta (anche lui ex Monza) facesse cose eccezionali, ma oggi è il suo Kakà. Galliani neanche conosceva Giudici e invece è un signor calciatore. Cambiano le dimensioni. Veniamo a noi. Berlusconi, a fine primo tempo, ha parlato a Sportitalia e in sintesi ha detto che il Milan di Gattuso non gli piace. Il progetto Monza del Cavaliere è stupendo, la sua voglia di calcio anche e il suo trascorso al Milan è qualcosa di unico. Sulle sue frasi, però, dobbiamo spendere due minuti. Prima cosa: come fa a dire che il Milan di Gattuso non gli piace? Proprio lui che, negli ultimi anni, ha preso a pallonate il Milan con gli esperimenti abortiti di Inzaghi e Brocchi. Degli ex milanisti che stanno facendo bene al primo colpo in prima squadra è proprio Gattuso l'unico a fare la differenza. Berlusconi non manda giù, forse, che i suoi vecchi pupilli abbiano fallito e l'unico che riesce ad emergere è un suo vecchio figlioccio ma messo lì da altri. Dire che non piace il Milan di Gattuso è un controsenso da un Presidente che voleva squadre affamate ed offensive. Gattuso ha cambiato metodo di allenamento, mentalità e soprattutto media punti ad un Milan che viaggia grazie al suo allenatore. Ricordiamoci come era ridotto il Milan con Montella, ultimo dei Mister voluti da Berlusconi. Forse il Presidente preferiva la media punti e il non gioco di Vincenzino? Nonostante un anno in cui la società è andata al contrario, il Milan si è tenuto in piedi alla grande e oggi sogna un posto in Champions grazie ad un allenatore che si è trasformato in direttore, amico, psicologo e manager. Berlusconi è stato ingeneroso con questo Milan; forse perché, tranne Higuain, è un Milan costruito da altri e di fatto boccia il mercato di questa estate. Ribadiamo, al di fuori di Gonzalo.
Il Milan prepara il derby, la Juventus prepara il colpo. C'è poco da dire sulla Juventus. Per fare notizia bisogna parlare di vecchie vicende extra-professionali che riguardano Ronaldo; è l'unica cosa che fa notizia attorno alla Juventus. Allegri deve conquistare solo il tetto d'Europa. Quest'anno potrebbe riuscirci, se non si farà prendere dalla smania di dover vincere per forza. E' vero che alcune big europee sono in difficoltà ma ricordiamoci che la vera Champions League non inizia a settembre ma a febbraio. Cosa significa? Significa che chi oggi non gode di ottima salute, a febbraio potrebbe pure volare. E viceversa. La Juve ha ottime basi per arrivare fino in fondo. Cosa, però, non scontata.
Si parla tantissimo di Marotta e l'Inter: un'operazione fuori luogo che non avrebbe senso per nessuno. L'Inter, per come è oggi strutturata, non avrebbe bisogno di un manager come Marotta. Spazio ad Ausilio come Direttore Sportivo che ha sempre fatto meglio da solo rispetto a quando è stato vice di Branca o Sabatini. Ausilio deve operare da solo e senza bàlia. Se lo ritengono bravo vada avanti Ausilio, altrimenti, mettere un altro sopra Ausilio sul mercato non avrebbe una minima spiegazione. Marotta è stato un top manager della Juventus e, per mille ragioni, oggi non deve andare all'Inter. E' prematuro e sarebbe poco elegante. Parliamo di un Amministratore Delegato che opera nello stesso campo delle due aziende in questione. Ci sarebbe da mettere anche una clausola, pagata, dove si vieta di occupare ruoli importanti in società concorrenti almeno per i 3 anni successivi. Marotta conosce dinamiche, segreti e progetti della Juventus. E' stato pagato bene, meritando ciò che ha portato a casa, ma oggi un imminente passaggio all'Inter non sarebbe elegante.
Infine tema FIGC. Finalmente il 22 si svolta con la poltrona di Presidente affidata a Gabriele Gravina. Abbiamo spesso massacrato il sistema calcio perché non trovava una unità di intenti e mandava al massacro tutto il sistema. Questa volta, invece, ha prevalso il buon senso trovando l'uomo giusto per il rilancio di tutto il calcio. Guarda caso, l'unico a restarne fuori è Damiano Tommasi con l'AIC. La categoria che è messa peggio è proprio quella dei calciatori per colpa di un Presidente che continua a rimandare le decisioni serie e continua a restare fuori dalla politica che conta. Si è candidato e ha perso, ha appoggiato cavalli sbagliati e continua a non capire che un ex calciatore non per forza può essere un bravo dirigente. Anzi, chi ha giocato sta dimostrando palesemente di non meritare un posto in poltrona. Con Gravina si svolta. Perché? Prende decisioni e non le rimanda. Non guarda in faccia a nessuno, conosce la materia e sa bene che ha solo due anni per conquistarsi la conferma. Già uno che ti dice che la serie C così com'è non è sostenibile e deve diventare semi professionismo per abbattere anche il carico fiscale significa che ha vinto prima di scendere in campo. Gravina sarà l'uomo delle riforme, della comunicazione e delle innovazioni. Dovrà mettere anche mano alle Nazionali perché se le giovanili affidate a Viscidi viaggiano, quelle dei piani alti sono un mezzo disastro. Contiamo i giorni anche per sistemare le date del mercato e cambiare completamente la giustizia sportiva. W Gravina. Finalmente un Presidente nella carica più alta dello stato di un pallone bucato.


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