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Berlusconi insiste: si chiude, ma altrimenti... il Napoli stoppato in Champions, prenota una stellina brasiliana. E i giovani...

24.11.2016 00.00 di Luca Marchetti   articolo letto 24126 volte
© foto di Federico De Luca

La notte dopo il derby Berlusconi aveva dato certezze: il closing ci sarà, ma se così non dovesse essere sarei pronto a rimanere e vincere con un Milan giovane e italiano. Sembrava più una sorta di rassicurazione ai tanti tifosi del Milan contenti per come stavano andando le cose, più che un programma. Anche se nella stessa intervista aveva indicato anche le sue "condizioni" per rimanere presidente. Insomma non sembrava un Berlusconi rassegnato a lasciare: battagliero come sempre.
E infatti ieri sera ha ribadito: il closing ci sarà, ma se così non dovesse essere sarei pronto a rimanere e vincere con un Milan giovane e italiano.

L'unica "novità", se così vogliamo definirla è che la data del 13 è uno spartiacque. Eh sì, perché si era anche ipotizzato che potesse slittare ancora di qualche giorno la data del passaggio definitivo di mano per consentire a Sino Europe di sbloccare la cifra necessaria per acquistare il Milan. Dalle parole di ieri traspare o il 13 o mi tengo volentieri il Milan.
Diciamo subito una cosa: sia Berlusconi in maniera esplicita, sia sponda Sino Europe si respira ottimismo per la chiusura dell'affare. Insomma non c'è preoccupazione o ansia, anche perché, come più volte spiegato dai colleghi che quotidianamente si occupano della vicenda (e che ormai sono diventati espertissimi di finanza internazionale) ci sono due possibili soluzioni: o si sbloccano i soldi (che ci sono in Cina) o se non dovesse succedere si sta cercando di garantire comunque l'arrivo del denaro attraverso istituti di credito europei. Si lavora, dunque. Ma se la parte acquirente non mostra segnali di nervosismo, Berlusconi è ancora più sereno. Se dovesse saltare il closing è pronto per un Milan giovane e italiano. Galvanizzato da questa prima parte di campionato, da Romagnoli, Donnarumma e Locatelli. Da un Montella più concreto che mai (anche senza trequartista!). E da una strada che lui stesso aveva tracciato qualche tempo fa e che ora sembra stia dando frutti. Può funzionare questa filosofia?

Di sicuro il Milan è la squadra italiana più giovane (25,37 di media), la 12esima in Europa. E c'è una bella inversione di tendenza, anche negli altri paesi. Il Lipsia che sta meravigliando in Germania è giovanissimo: 24,60 anni di media, il Nizza primo in Francia ancora meno (24,31). Il Liverpool (secondo in Premier a un punto dal Chelsea capolista) è la seconda squadra più giovane della Premier (26.09, la prima è il Tottenham, appena 3 punti più sotto). E i buoni segnali arrivano anche dalle altre italiane. Nelle prime 50 squadre più giovani nel big five ci sono Lazio, Sassuolo e Torino. Quindi può funzionare.
Ma attenzione: non significa che questa strada non possa essere intrapresa anche da Fassone e Mirabelli. Che stanno lavorando per il futuro (un ulteriore testimonianza della serenità che mostra il "nuovo" Milan). Come al solito viaggi, incontri, chiacchierate più o meno informali, approfittando dell'Europa. A Lisbona, per esempio, hanno assistito a Sporting-Real Madrid. Visionati (e sotto osservazione da tempo): Isco, Nélson Semedo e Mateo Kovacic. E chissà che approfittando di essere in Portogallo non ci sia stato modo di approfondire la conoscenza dell'entourage di Victor Lindelof, difensore del Benfica. Prossimamente Mirabelli sarà anche a Firenze per vedere Fiorentina-Paok. Sotto osservazione diversi giocatori viola, come Badelj, Kalinic, Vecino e Bernardeschi.

Il Napoli con la delusione per lo 0-0 in casa contro la Dinamo prova a consolarsi con il mercato. Ha un posto da extracomunitario libero, e potrebbe occuparlo con Leandrinho. La stellina brasiliana è sbarcata in Italia (e ci sono anche le immagini) anche se la situazione rimane molto complicata. Eventualmente andasse in porto si tratterebbe di un vero e proprio intrigo di mercato, visto che il ragazzo si svincola dal Ponte Preta (e chissà che non possa esserci una sorta di indennizzo per la sua società) e che in teoria decide lui dove andare. E pare aver scelto il Napoli.

Leandrinho era già stato a Napoli e aveva visitato Castel Volturno. Ora è tornato per definire l'accordo, sulla base di 5 anni di contratto.

Per il mercato di gennaio si comincia a muovere anche la Samp: sta cercando un'alternativa a Sala per la fascia destra e ha puntato Francesco Zampano, che è cresciuto nel settore giovanile blucerchiato. In attacco tutto dipende dall'eventuale partenza di Budimir (che piace a Pescara ed Empoli) e naturalmente dalla vicenda Muriel, proprio con il Napoli interessato.


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