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Editoriale

Buon anno e felice mercato. Juve sul centrocampista, Milan su qualsiasi cosa, sarà intrigo per Lavezzi. Un classe 1991 per il Napoli, sembra il mister X di Galliani

01.01.2016 00:00 di Andrea Losapio  Twitter:    articolo letto 57927 volte
© foto di Lorenzo Di Benedetto

Impossibile non fare gli auguri a chi ci segue tutto l'anno. Perché il mercato chiude, sì, ma tra voci, controvoci, parametri zero, allenatori che saltano, tecnici che tornano, liste aperte fino a marzo, scadenze di giugno... La vacanza in realtà non esiste.
Il grande colpo è in canna, un po' per tutte a dire la verità. Nessuno ha già chiuso un possibile botto con cui spostare gli equilibri. Partendo dalla Juventus, che è alla ricerca di un centrocampista. Forte, fortissimo, altrimenti è quasi meglio rimanere così, perché Massimiliano Allegri, dopo una partenza non perfetta, ha trovato la quadratura del cerchio. Però è inutile ripercorrere la strada già fatta con Hernanes, arrivato come rinforzo last minute della scorsa sessione, quando gli obiettivi in realtà erano Julian Draxler e Mario Gotze. Ora l'avanzamento di Pogba - e la solita presenza di Pereyra - oppure il passaggio al 4-3-3 impone l'approdo di un centrocampista in più. Oltre a un cursore di fascia, soprattutto qualora Simone Zaza dovesse andare via. Meglio spendere, e bene, solo su un giocatore che fare ulteriormente mercato a "rattoppi". Detto che comunque una annata come quella scorsa è molto complicata, perché in Serie A c'è più di una squadra che può vincere il campionato.
Come l'Inter, con Thohir che prova ad alzare l'asticella, vorrebbe Lavezzi - sarebbe un acquisto molto sensato, considerata l'attitudine dei nerazzurri a difendersi e attaccare - ma è difficile che il Paris Saint Germain lo possa sacrificare anzitempo. La rosa vale per tre competizioni, Mancini ne gioca di fatto una e mezza. La Coppa Italia è una sola partita, contro il Napoli, e non porta via grandi energie mentali. Il passaggio del turno sarebbe ben visto, un'eliminazione non un dramma: l'obiettivo è arrivare terzi in campionato, per una questione prettamente monetaria. Ci dovesse essere la possibilità di vincere sarà un di più. Per ammazzare il campionato servirebbe il miglior Kondogbia, ancora molto distante dall'ottimo rendimento che aveva al Monaco, e probabilmente non basterebbe in ogni caso. Sarà un mercato, in ogni caso, incentrato sugli esuberi. Da Martin Montoya a Ranocchia, passando per Dodò e D'Ambrosio. Un centravanti, Calleri a parte, potrebbe essere una necessità.
E il Milan? Mercato low cost in attesa del closing con mr Bee - che per assonanza sembra più Rowan Atkinson, anche per i continui tira e molla - solo con addii potrebbero arrivare nuovi acquisti: ci sarà da risolvere la grana El Shaarawy, dopo che il Monaco ha comunicato ufficialmente al Milan di non voler riscattarlo per 14 milioni di euro. Da Zapata a Mexes, forse Cerci, sicuramente Honda, probabilmente Poli. E Luiz Adriano? Con il nuovo modulo il campo lo vede poco, davanti ha un Bacca che è l'unico giocatore straordinario di questo Milan - con Bonaventura - e dalla sua cessione arriverebbero, probabilmente, quei contanti che andrebbero a finanziare un paio di acquisti. Il problema è comunque societario, perché le idee sono tante, ma un po' troppo confuse.
Invece De Laurentiis si comporta alla Galliani, parlando di un classe 1991 - l'amministratore delegato del Milan aveva parlato di occhio ceruleo, anni fa - che potrebbe arrivare. Kramer, Vecino, Maksimovic e chi più ne ha, più ne metta. L'intenzione è quella di spendere, a gennaio, perché la situazione finanziaria del Napoli è molto buona, la rosa e il morale anche, la sensazione è quella di potere competere fino alla fine, soprattutto con un Higuain così. A proposito, 94 milioni di euro potrebbero essere anche pochi, alla fine dell'anno, dovesse continuare con questa media realizzativa.
Dal quattro si parte sul serio, qualcosina è già andato in porto. Così qualche nome che infiammerà il 2016, ovviamente chiave mercato. Perotti, Ocampos, Rugani, Berardi, Kramaric, Felipe Anderson, Candreva, Biglia, Xhaka, Grassi, El Kaddouri, Gomez, Najar, Cuenca, Berisha, Torosidis, Diawara, Matos, Caceres, Karelis, Sensi, Sportiello, Perin, Benaloaune, Immobile, Banega, Gabbiadini, Lapadula, Diego Lopez. E Cristiano Ronaldo. Perché i fischi del Bernabeu non sono un caso: la lotta intestina in Blancos continua, e il portoghese potrebbe essere il sacrificato.


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