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Editoriale

C'è chi si sente pronto per lo scudetto (De Laurentiis), chi cerca l'antidoto ai gufi (Marotta) e chi prega per una grazia (Inzaghi)...

23.07.2014 00.00 di Fabrizio Ponciroli   articolo letto 40956 volte
© foto di Federico De Luca

Oggi mi sento più mistico del solito. Merito (o colpa) di De Laurentiis. Quando parla il patron del Napoli, tutto può accadere. E' una sorta di certezza incrollabile. Ospite ad Aspettando il Calciomercato, mi sono cuccato l'intero show del grande DeLa. Ad una platea formata interamente da tifosi, il numero uno azzurro ha snocciolato, con incredibile naturalezza, verità capitali. Alternando momenti di commozione vera a dichiarazioni bomba, DeLa mi ha incantato. Mi ha spiegato come funziona il giro delle scommesse losche a Singapore, ha reso noto il perché Conte ha lasciato la Juventus ("Ha capito che vincere ancora sarebbe stato complicato), mi ha illustrato che il suo stadio, quello a Napoli, lo farà a prescindere da cosa gli diranno le istituzioni e, soprattutto, si è mostrato pronto. Pronto a cosa? Normale, a vincere lo scudetto. Lo si nota che è quello il suo grande sogno. Insieme all'amico Rafa (definito, magicamente, "...un allenatore con grande umanità"), Aurelio vuole portarsi a casa quel benedetto tricolore che lo renderebbe eterno, almeno dalle parti di Napoli. Bello, bellissimo. Magari eccessivo, a volte fuori controllo, ma verace, come i presidenti che ricordo, quelli che mi incantavano ai tempi dei magici anni '80 e '90. Insomma, a Napoli si respira un'aria frizzante, tutto il contrato di quanto sta accadendo alla Juventus. Fino a quando è rimasto Conte, i gufi non attecchivano. Ma, salutato il duro Antonio, ecco che la situazione è precipitata. Morata crack, ma non nel senso di top player. Si è rotto e anche malamente. C'è poco da stare Allegri, qui i gufi cominciano a colpire e anche nei punti giusti. Marotta, uomo intelligente, sa che bisogna subito correre ai ripari, magari mostrando i denti canini, con gente come Evra e Pereyra, due acquisti che la dicono lunga sulla voglia della Juventus di non abdicare, neanche davanti a milioni di gufi. Marotta mostra i canini, Inzaghi prega. Eh sì, il nostro caro Pippo dovrà davvero affidarsi alle divinità del santo pallone riguardo al sempre citato Balotelli. Da un lato, una sua cessione, gli permetterebbe di evitare una grana grande come una casa. Dall'altra, una sua permanenza, lo potrebbe rendere santo, nel caso riuscisse nell'impossibile, ovvero fare di SuperMario un campione, dentro e fuori del campo. L'impressione, parole a parte, è che la vera grazia, per il buon Pippo, sarebbe l'arrivo di un fax, con tanto di offerta importante, presso la nuova sede rossonera. Cosa accadrà? Difficile dirlo, le vie del signore (del pallone) sono infinite. Un fatto è certo. In un mese di luglio in cui il calciomercato vive di pochi colpi, è bello sapere che gente come De Laurentiis, Marotta ed Inzaghi possono, in un amen, renderti una serata piena di emozioni. In questa pazza estate, ognuno ha i suoi sogni ma, ricordatevi, alla fine ne resterà solo uno, come diceva bene il tipo di Highlander...


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