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Editoriale

C'era una volta il Faraone...da certo campione a seconda scelta, un prestito farebbe bene a tutti quanti...

Nato a Magenta il 28/4/1974, giornalista professionista dal 2001. Vanta collaborazioni con diverse testate web e cartacee, oltre ad esperienze da telecronista. Opinionista Campionato dei Campioni. Direttore del mensile cartaceo CALCIO2000
01.10.2014 00:00 di Fabrizio Ponciroli   articolo letto 23128 volte
© foto di Federico De Luca

Al solo pensarci, mi si stringe il cuore... Ma ve lo ricordate il Faraone dei primi mesi della stagione 2012/13? Ogni palla che toccava in oro, quasi fosse Re Mida... Ricordo la doppietta al San Paolo contro il Napoli, quella al Massimino, contro il Catania, insomma uno spettacolo. Tutti, io compresi, certo di essere al cospetto di una futura star del pallone. Poi, di colpo, El Sharaawy ha perso il tocco magico e qui Dioniso, la divinità che regalò a Re Mida la dote di trasformare tutto ciò che toccava in oro, c'entra poco... Qualche infortunio, una cresta un po' troppo alta (nonostante un padre presentissimo e abilissimo a gestirlo) e, d'improvviso, il Faraone è sparito dai radar. La scorsa stagione è stata una sofferenza totale per il giovane talento rossonero. Solo nove presenze, con uno striminzito gol, in tutto l'anno. Poco, pochissimo per un giocatore eccezionale. Ma, si sa, un'annata no ci sta, soprattutto quando sei acerbo e devi crescere. Ma l'anno è passato e del Faraone non si hanno ancora tracce. L'avevo anche visto bene contro la Lazio ma è stato solo un piccolo bagliore nel buio. Qualche fastidio alla caviglia ed ecco che ElSha è tornato nel dimenticatoio. Inzaghi se lo coccola, continua a ripetere che "lui è importante" ma, a conti fatti, prima dell'ex Genoa arrivano, nell'ordine, Honda, Menez, Torres e Bonaventura... Situazione da brividi per il nostro giovane eroe. I superpoteri sembrano svaniti, la normalità non è abbastanza per sfondare al Milan. E quindi, che si fa? Una cessione a titolo definitivo sarebbe una follia. A casa Milan, ogni volta che incrociano la cartella clinica di Van Ginkel, si mordono le mani pensando a Cristante, ora vestito di biancorosso (Benfica). Ma, a dirla tutta, un prestito sarebbe un'opzione da perlustrare. Analizziamo i fatti: ElSha, se resta al Milan, rischia di guardare tante gare dalla panchina. Se dovesse cambiare aria, probabilmente, oltre ad una maglia da titolare, ritroverebbe anche quella serenità fuori dal campo che pare aver smarrito. Prima si diceva che era oscurato dall'ingombrante presenza di Balotelli, ora "l'armadio" che lo infastidisce non c'è, anzi ce ne sono più di uno, se pensiamo ai vari Menez, Bonaventura e allo stesso Torres. Certo, quando hai fatto vedere numeri da campionissimi, non è facile fare un passo indietro ma, a quasi 22 anni (li compie il prossimo 27 ottobre), ci sta rimettersi in gioco altrove per tornare a casa più forti di prima. I superpoteri non sono svaniti per sempre, si sono solo inceppati. Lo sa il Milan e lo sa anche ElSha. Preziosi, amico di Galliani, potrebbe dare una mano a gennaio. Il ragazzo, con il Genoa, ha un eccellente feeling...


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