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Mercato di gennaio: da quale big i colpi più importanti?
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Editoriale

Cari calciatori del Napoli, invece di pensare a dove trasferirvi nel caso in cui la Champions sfuggisse nuovamente al Napoli, preoccupatevi di portare la squadra al terzo posto. Tocca a voi conquistarlo...

Laurea in Giurisprudenza, scrittore, giornalista professionista, radiocronista dal 1985 e telecronista Mediaset Premium per le partite del Napoli. Corrispondente di Tuttosport, coordinatore per Piùenne, produce e conduce "Si gonfia la rete"
18.01.2015 00:00 di Raffaele Auriemma   articolo letto 36882 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Il Napoli è squadra da secondi tempi, una formazione da "recupero" dopo aver concesso troppo, per superficialità oppure per eccesso di riguardo. Avesse sempre fatto ciò che sa, altro che terzo posto, oggi sarebbe la maggiore insidia per la Roma che può permettersi (insieme alla Juve) qualche battuta d'arresto, vista l'evidente inferiorità delle avversarie. Tutte tranne il Napoli. Ma davvero vogliamo convincerci che l'organico a disposizione di Benitez sia tanto più scadente delle due battistrada? D'accordo, la difesa avrebbe necessità di essere integrata con gente esperta, navigata, reduce da tante battaglie da trasferirne l'esperienza alla squadra azzurra. Idem per il centrocampo, ormai consegnato alla immarcescibile coppia Gargano-Lopez, due onesti guardiani ai quali affideresti anche il portafogli nella consapevolezza che nessuno potrebbe avvicinarsi in loro presenza. Troppo poco, troppo modesto per contrastare altre realtà, ad esempio come la Juve che schiera tutti quanti insieme Pirlo-Pogba-Marchisio-Vidal: si può pensare di competere con questo intonato quartetto d'archi? Ovviamente no. E nemmeno si può pretendere che a gennaio si prendano (pur avendone la possibilità economica) rinforzi di quello stesso calibro: non te li vende nessuno. Ecco che, allora, scatta la regoletta della "ottimizzazione" delle risorse interne. Ha ragione Benitez quando sostiene che ognuno deve fare il proprio lavoro, il calciatore deve impegnarsi in allenamento e il procuratore deve discutere nelle opportune sedi dei propri assistiti. Tutto corretto, tranne quando ci si accorge che il timing di alcuni calciatori è arrivato ad un livello di guardia, ben al di sotto delle attese e tanto da rischiare un doppio effetto contrario: svalutare il cartellino e determinare contraccolpi psicologici. Soprattutto quando si tratta di elementi appetiti da svariati club, come Mertens e soprattutto Hamsik (che hanno la fila dietro la porta tra i club che li vorrebbero), oppure altri costati un botto quando il Napoli li ha comprati. Leggi Inler, pagato quasi 18 milioni di euro quattro stagioni or sono. Per evitare il rischio di iscrivere passività a bilancio relativamente alla voce del capitano della nazionale svizzera, il Napoli dovrebbe incassare non meno di 7 milioni di euro. Una cifra al ribasso, ma che oggi nessuno se la sentirebbe di investire per un elemento utilissimo, di 30 anni e reduce da un periodo poco positivo. Bisogna aspettare per lui momenti migliori e l'unico modo resta quello di un suo maggiore impiego. Benitez ha ammesso che in questo periodo ci sarà più spazio per lui, ma anche per Mertens, ora che nella stagione già ricca di impegni si inserirà pure la Coppa Italia. Un'occasione buona per il rilancio a beneficio del calciatore sotto utilizzato e della squadra tutta. Poi, gradualmente torneranno nella piena disponibilità del tecnico, Ghoulam (tornerà a fine mese dalla Coppa d'Africa), Zuniga (il suo recupero dovrebbe completarsi a metà febbraio), Insigne (a metà marzo tornerà a giocare) e poi si capirà cosa ne sarà dell'oggetto misterioso Michu. In questo pacchetto di recuperi bisognerà includere anche gli ultimi arrivi di Gabbiadini e Strinic. Con una rosa siffatta, ricca e competitiva, il terzo posto dovrà essere l'obiettivo minimo per evitare una contrazione nelle entrate che sarebbe gravissima, ora che il Napoli non ha più altri calciatori come Cavani e Lavezzi da vendere al miglior offerente per continuare ad avere una rosa di tutto rispetto. Tocca a Benitez sfruttare per intero tutto l'organico, ma soprattutto ai calciatori esprimersi al top in questa seconda parte della stagione. Invece di pensare ad altri lidi da frequentare nella prossima stagione, qualora a Napoli non ci fosse la Champions, si preoccupassero soprattutto di portare la squadra azzurra nella massima competizione continentale: sarebbe il modo più corretto per rispettare un club che si è accollato ingaggi da nababbi pur portarli a Napoli.


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