VERSIONE MOBILE
  HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | TMW RADIO EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
Telegram
SONDAGGIO
Sedici squadre si giocano la Champions League: chi è la favorita?
  Barcellona
  Basilea
  Bayern Monaco
  Besiktas
  Chelsea
  Juventus
  Liverpool
  Manchester City
  Manchester United
  Paris Saint-Germain
  Porto
  Real Madrid
  Roma
  Siviglia
  Shakhtar Donetsk
  Tottenham

Editoriale

Caso Donnarumma: le ragioni dei tifosi e il vero colpevole. Strapotere Juve, ma l'ennesimo 'sgarbo' alle rivali può trasformarsi in un autogol. Reina si adegui: il Napoli ha bisogno di un portiere

Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Comunicazione presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per Tuttomercatoweb.com dal 2008, è il vice direttore dal 2012
11.06.2017 10:42 di Raimondo De Magistris  Twitter:    articolo letto 127445 volte
© foto di TUTTOmercatoWEB.com

"Pavel a Torino non ci voleva proprio andare. Era il 2001, Nedved giocava nella Lazio dal '96, era felice. Poi sopraggiunsero i problemi economici del club e la cessione fu inevitabile: quei 73 miliardi di lire erano diventati ossigeno puro. Pavel capì e accettò per amore della Lazio". E ancora. "L'estate precedente al Triplete, l'Inter voleva a tutti i costi portarlo a Milano. Facemmo una cena da Moratti e c'era pure Mourinho che gli fece: 'Vieni da noi e vinciamo il triplete'. Un'offerta importante, ma alla fine Pavel rifiutò".
Questi due virgolettati, rilasciati in interviste diverse, sono firmati Mino Raiola. Sono raggi di luce sulla carriera di Pavel Nedved, il primo grande assistito del più noto procuratore al mondo. Il pallone d'oro del 2003 ha disputato in Italia 13 stagioni e ha vestito due sole maglie. Fosse dipeso da lui, ne sarebbe bastata una. Solo i problemi economici della Lazio lo spinsero a Torino, e alla Juventus - nonostante Calciopoli e la Serie B - decise di restare nonostante offerte importantissime. Nel 2009 addirittura la decisione di ritirarsi pur di dire 'No, grazie' a un'Inter stellare.
Perché questa digressione? Perché tutta la carriera calcistica di Pavel Nedved è sempre stata accompagnata da Mino Raiola, il procuratore noto per la sua capacità di spostare - un anno si e l'altro pure - i suoi assistiti. Con la furia ceca non è mai riuscito nel suo intento, nonostante offerte con tanti zeri presenti sul tavolo di Pavel ogni estate.
E' in questo solco che si inserisce il discorso su Gianluigi Donnarumma, il portiere classe '99 che da giorni e giorni riflette sull'offerta da quattro milioni di euro netti a stagione presentata dal Milan per prolungare l'attuale contratto scadenza 2018. Una telenovela che lascia spazio a diversi spunti di riflessione.
1) In settimana i tifosi hanno chiesto alla società di non cedere ai ricatti di Raiola e di andare avanti per la sua strada. Ma sicuri sia l'agente a ricattare il club? Fino a prova contraria, il giocatore ha una testa pensante ed è lui a non aver dato una risposta.
2) Chi ha scelto il procuratore noto per i continui cambi di casacca dei suoi assistiti? Gianluigi Donnarumma. Chi continua ad avallare e a condividere le strategie di Raiola che rischiano di portare alla rottura col Milan? Sempre il classe '99. E' il giocatore a scegliersi il procuratore, non viceversa.
3)
Se decidi di affidarti a Raiola vuol dire che ti aspetti determinate azioni nelle trattative, ma anche a Raiola (l'esempio sopracitato di Pavel Nedved insegna...) è il giocatore a dettare le linee guida. E se vuoi sposare una causa non c'è procuratore che tenga.
4)
Che Donnarumma sia un predestinato è lapalissiano. Ma chi ha avuto il coraggio di farlo esordire a soli 16 anni? Chi ha deciso in pochi mesi di promuoverlo titolare nonostante un portiere del calibro di Diego Lopez in rosa? Il Milan. E proprio al Milan Donnarumma dovrebbe mostrare un po' più di riconoscenza perché se è il portiere che adesso tutti conosciamo parte del merito va proprio al club rossonero, che ha avuto il coraggio di affidare i pali di San Siro a un portiere che a quell'età, normalmente, gioca tra gli Allievi.
5) Last but not least l'aspetto economico. Il Milan a Donnarumma ha offerto un contratto importantissimo: 4 milioni di euro netti a stagione più bonus. A 18 anni, il portiere di Castellammare di Stabia diventerebbe da un giorno all'altro uno dei calciatori più pagati della rosa rossonera. Non bruscolini. E in giro per l'Europa i club interessati non sono certo disposti a offrire molto di più.

Di portiere in portiere. Argomento che in questi giorni è d'attualità anche in casa Juventus. Il club campione d'Italia ha dato il via a questa sessione di calciomercato seguendo la stessa linea di pensiero di un anno fa: rinforzare la squadra e, contemporaneamente, indebolire le rivali. E' accaduto la scorsa estate con Pjanic e Higuain, sta accadendo nuovamente adesso con Wojciech Szczesny. In forza alla Roma nelle ultime due stagioni, l'estremo difensore proprietà Arsenal è stato bloccato dalla società bianconera con un'offerta principesca: 4/4.5 milioni di euro netti l'anno per i prossimi quattro anni. Mettendo così una croce sulla trattativa che il Napoli stava portando avanti da diverse settimane. Anche qui qualche spunto di riflessione.
1) La Juve può garantire al suo numero 12 più di quattro milioni di euro netti a stagione. Napoli e Roma, anche al portiere titolare, possono assicurare molto meno. Un dettaglio che mette in evidenza la differenza, abissale, che in questo momento c'è tra i campioni d'Italia e le altre squadre italiane.
2) E' Szczesny ciò che serve alla Juve? Al portiere polacco è stato assicurato che, dopo una prima stagione più in panchina che in campo, prenderà il posto di Buffon tra i pali bianconeri. Una scelta rischiosa perché il portiere polacco - nonostante un'ultima stagione positiva - non è certo tra i migliori in Europa nel suo ruolo. Anzi.
3) E qui arriviamo al punto finale: la Juve sta definendo questa operazione per rinforzarsi o per evitare che si rinforzino le rivali? Difficile dirlo. La certezza è che gli acquisti di Pjanic e Higuain sono riusciti a conciliare entrambi gli aspetti. L'acquisto di Szczesny molto meno.

Chiosa finale sul Napoli, che sfumato Szczesny sta sondando il mercato alla ricerca di un nuovo portiere. L'idea della società è chiara: affiancare a Reina un portiere all'altezza di Reina che possa giocarsi la maglia con lo spagnolo già la prossima stagione e prenderne il suo posto nel 2018. Una scelta condivisibile, logica, perché Pepe va verso i 35 anni.
Una scelta che il portiere ex Liverpool piaccia o no dovrà accettare, anche perché questa squadra che per molti è difficilmente migliorabile è tra i pali certamente perfettibile. Gli errori contro Lazio, Juventus, Besiktas, Sampdoria, Torino e non solo non dicono che Reina non è più all'altezza del Napoli, ma testimoniano che guardare oltre non è eresia. Lo suggerisce il campo, lo impone la carta d'identità. Con buona pace di Reina e Sarri.


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
Tra voluntary Milan e rating BB- Inter. Gigio, la prova del nove. ADL: Ounas? No, Donnarumma! 16.12 - Certo che al Milan non si fanno salti di gioia. Sul piano industriale presentato a Nyon e sulle successive integrazioni in base alle richieste di documentazione UEFA, il Club rossonero aveva puntato molto. In ogni caso il tono del comunicato europeo, come tutti hanno potuto verificare...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Lo scandalo Donnarumma. Il portiere contro il suo procuratore Raiola: “Mai subito violenza psicologica”. Raiola contro Mirabelli: “E’ lui il male”. Mirabelli: “Tanto non lo cediamo”. Ma il Milan ora può solo vendere il giocatore 15.12 - Dopo due giorni di polemiche, striscioni e lacrime, ieri sera a tarda ora è arrivata la versione di Gigio Donnarumma: “Non ho mai scritto o detto di aver subito violenza morale da parte del Milan durante la firma del contratto”. Una presa di posizione netta, chiarissima, del giocatore...

EditorialeDI: Luca Marchetti

Donnarumma, sempre Donnarumma, ancora Donnarumma 14.12 - Donnarumma torna al centro della polemica. E ancora una volta, una parte della tifoseria organizzata del Milan, esprime il proprio dissenso. Di sicuro il rapporto, ora, è di nuovo teso. Per via di quanto è successo nelle ultime settimane. Proviamo a fare allora un riassunto (naturalmente...

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Donnarumma-Raiola, che pasticcio! Il VAR va migliorato non demonizzato… Lazio, incubo Barcellona! 13.12 - Un mio vecchio amico mi ripete, alla noia, questa frase: “Ai miei tempi il calcio era un gioco semplice fatto da persone semplici”. Avendo superato la settantina, è evidente il suo riferimento ad un calcio, quello degli anni ’60 e 70’ che ben poco ha a che fare con il calcio d’oggi…...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Juve: Allegri e la "grana" Dybala. Inter: il senso delle parole di Spalletti. Milan: Gattuso non è solo "grinta". Occhio agli Euro-sorteggi... 12.12 - Ciao. Oggi c’è Inter-Pordenone di Coppa Italia. La Coppa Italia è molto considerata dai nostri capi del calcio: fanno giocare l’ottavo di finale in casa della più forte. Di martedì. Alle nove antelucane. Con -12 gradi e l’incubo “gelicidio”. Il gelicidio fa paura a tutti. Tutti ne...

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Juve-Inter, uno spot per poveri. Roma e Napoli, siamo alle solite. Crotone, con Nicola hai perso un patrimonio tecnico ed umano 11.12 - Quando aspetti una settimana intera un big match, lo carichi con titoloni e speciali e poi vedi (o meglio non vedi) una partita priva di emozioni, capisci che questo campionato è aperto ad ogni pronostico. L'Inter è la vera anti-Juve? Difficile pensarlo se ci ricordiamo da dove arriva...

EditorialeDI: Marco Conterio

Juventus-Inter: altro che partita perfetta e spot del calcio italiano. Nei bianconeri ci sono due casi ma molto diversi tra Allegri e Mourinho. Icardi, l'esame Mundial e la corte di Florentino Perez 10.12 - Zero a zero sarà pure la partita perfetta ma Juventus-Inter è stata la fotografia della noia. Un ben noto e ascoltato incipit della gara, spiegava che sarebbe dovuta essere lo spot per il calcio italiano. Purtroppo, lo è stata del calcio italiano. Dove contano tanto i giocatori di...

EditorialeDI: Mauro Suma

La Cavese e il Povero Diavolo. Il Milan 2012-2017. I doveri dei Club channels. Juve, vigilia violenta 09.12 - I giocatori del Milan devono capire, compatibilmente con il lavoro di carico atletico che stanno mettendo nelle gambe, che in questo momento hanno un dovere doppio. Non solo quello di giocare e fare punti. Sarebbe troppo banale. Ma anche e soprattutto di tenere il Milan come simbolo...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Un giallo: il Milan accerchiato. Bocciato o no il piano finanziario, l’Uefa non si fida di Li Yonghong. E Montella non andava esonerato adesso. Napoli, resta solo lo scudetto: De Laurentiis investa a gennaio e fuori subito dall’Europa League 08.12 - E’ l’anno del Milan, l’anno nero intendo. Il nuovo corso cinese che doveva riportare i rossoneri al vertice del calcio mondiale, in realtà sta portando soltanto enormi problemi. In campo e fuori. “Aridatece il Berlusca”, urla il popolo milanista e chissà lui quanto starà godendo. L’ultimo...

EditorialeDI: Luca Marchetti

Napoli e i problemi di novembre, un piccolo record italiano e una panchina per Nesta 07.12 - Al Napoli non è riuscita l'impresa. Non sarebbe dipeso solo dagli azzurri, serviva un aiutino (o aiutone, visto a posteriori) da parte del City. Invece il 2-0 maturato dopo mezz'ora ha fatto il resto. E il Napoli non ha neanche azzannato l'avversario. Per mille motivi, primo su tutti...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.