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Editoriale

Caso Dybala assurdo: Allegri sotto attacco ma ha ragione lui. Un Berlusconi non fa primavera per il caso-Inter. Milan, così rischi di bruciarne due (e serve l'esorcista). Un talento può tornare in Italia ed a Firenze sta per esplodere un campione

Nato a Firenze il 05/05/1985, è caporedattore di Tuttomercatoweb.com. Già firma de Il Messaggero e de La Nazione, è stato speaker e conduttore per Radio Sportiva, oltre che editorialista e vicedirettore di Firenzeviola.it.
25.10.2015 07.38 di Marco Conterio  Twitter:    articolo letto 78581 volte
© foto di Balti Touati/PhotoViews

Un bel cacciucco di pagine, trasmissioni, accuse ed indici puntati. Prendi tutto, e ci fai un bel piatto unico. Delizioso. Un titolo. "Processo mediatico nei miei confronti". Un bel ponce e via. Massimiliano Allegri, duro come uno scoglio, ha ragione. Paulo Dybala ha giocato più di tutti, magari spesso per necessità, ma anche per virtù. Le accuse di questi tempi lasciano ben più che perplessi. E poi il livornese, gestendolo in questo modo, non ha fatto altro che proteggerlo. Con gli stessi risultati, Dybala sarebbe già bollato come meteora, un Esnaider qualsiasi. 'Da Carlos a Paulo', sarebbe diventato il nuovo 'da Roberto Carlos a Pistone e Centofanti' versione bianconera. Invece no. La gestione di Dybala, da parte di Allegri, è stata giusta. Altri gli errori, semmai, ma non quella dell'argentino. Che, giusto perché in questo periodo mancano le certezze, d'improvviso è considerato come unico possibile salvatore della patria juventina, quasi Morata e Mandzukic fossero diventati dei brocchi. Le accuse sul gioco, sui risultati, sulla posizione, Allegri le accetta. Ma non per voler fare l'avvocato dell'Acciuga, ma quella su Dybala è polemica ben più che sterile.

L'Inter, intanto, è prima per una notte. Però quello di ieri sera è brodino di ben poco sapore. Perisic segna, Biabiany fa assist, ma le note preoccupanti sono due. Un Berlusconi non fa primavera: Geoffrey Kondogbia inizia a diventare preoccupante caso di mercato e di gioco per i nerazzurri. Sembra un giocatore involuto rispetto a quello visto col Monaco. Sì, direte. "Ma per Dybala vale la pazienza e per lui no?". Alt. Qui la gestione è ben diversa, e pure la resta. A Kondogbia è stata data tanta responsabilità perché considerato subito pronto. Così non pare, se deve somigliare a Pogba sembra solo l'ultimo Pogba, quello col 10 per caso. L'altro caso è Mauro Icardi, ma qui fa bene Mancini a bacchettarlo. Non segna come un tempo, serve la sveglia e magari non quella di Wanda. Servono le reti, perché se l'Inter è lassù, adesso è per le altre che giocano al ciapa no, piuttosto che ai suoi meriti. Ausilio ha accontentato in tutto e per tutto Mancini, dimostrando le sue doti dirigenziali sul mercato. L'allenatore, magari, dimostri di andare oltre all'etichetta di quello bravo a farsi comprare i giocatori ma non a far giocare le squadre ed a vincere solo quando ha una Ferrari e gli altri una Ritmo con problemi alla frizione.

Di oggi la notizia, intanto, che il giovane Donnarumma potrebbe giocare dall'inizio in casa Milan. Bene, anzi, male. Perdonate il poco equilibrio, ma così si bruciano sicuramente Diego Lopez e magari pure questo giovane talento. Insomma, l'ex Real così viene messo in panchina per far spazio ad un Primavera. Che, in caso d'errore, rischia di prendersi critiche che potrebbero subito ridimensionarne le prospettive. In Italia, d'altra parte, è così, sarebbe giusto che Mihajlovic se ne rendesse conto. Certo, povero Sinisa. Mica facile vivere una stagione che prende spunto da 'L'Esorcista'. Dice "se fallisco io, serve lui". "E' dentro di me", dice Berlusconi. Apriti cielo. Altro? No, basta così, grazie.

La Fiorentina, intanto, dimostri d'essere grande. Oddio, quella vista in Europa League, è surrogato di squadra da salvezza. Giocatori svogliati, non all'altezza e via discorrendo. Viole appassite. Il ko col Napoli è risultato bugiardo se vogliamo raccontare della qualità gigliata, sicché c'è da ribadire la certezza. La proprietà non ha tenuto il passo di Paulo Sousa, allenatore rivelazione d'Italia e d'Europa, predestinato garantito, ma con un paio di giocatori non all'altezza delle sue capacità. Quella con la Roma è occasione ghiottissima, dall'altra parte il vil Salah dovrebbe restare in panchina ma c'è da scommettere che sarà un vero e proprio catino infuocato nei suoi confronti. E' un esame per entrambe, pure per Garcia per mostrare qualcosa di diverso dalla stessa musica vista ultimamente, dove contano solo gli assoli dei solisti (Florenzi su tutti) e dove il gioco è sempre uguale a sè stesso.

Infine, un paio di, alle grandi d'Italia. Negli ultimi giorni, sussurri portoghesi raccontano che l'avventura di Bryan Cristante potrebbe concludersi a gennaio. Al Benfica l'amore non è sbocciato. Vuol essere un suggerimento, più che il racconto di una notizia. E', in prospettiva, uno dei migliori dell'Italia che verrà nel ruolo. Ha tutto per sfondare ed il Milan l'ha ceduto, a malincuore, perché le Aquile garantivano soldi pesantissimi pur di averlo. A gennaio, invece, può essere un'occasione. Per tutte. Ma tutte, praticamente, ci stanno già pensando. L'altro nome, invece, è Matias Vecino. Gamba, corsa, grinta. Sarà che la garra uruguaiana ha sempre un fascino particolare, ma ora si capisce perché la Fiorentina (chapeau) ha detto di no ai 12 milioni del Napoli. Maurizio Sarri ha candidamente confessato, lontano da occhi indiscreti, di essere innamorato di Vecino a Sousa. Ed il portoghese gli ha risposto. "Altrettanto". Occhio: sta per esplodere un campione...


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