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Editoriale

Conte-Juventus: la prova del 9. Mancini: la polemica è con Mourinho. Roma e Inter: attenzioni su Milos Veljkovic. Milan: giovani e italiani, Sensi e Mandragora

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
21.11.2015 00:00 di Mauro Suma   articolo letto 30726 volte

Ve lo immaginate cosa sarebbe accaduto un anno fa? Nel pieno del grande gelo fra la Juventus di Andrea Agnelli e Antonio Conte, se il Ct azzurro avesse schierato 5 juventini dal primo minuto in Nazionale lasciando 5 milanisti in panchina nella settimana di Juventus-Milan, sarebbe stata innescata una polemica di quelle toste. Allusioni, frasi dirette, a tanto così dal comunicato ufficiale. Invece in Italia-Romania è accaduto tutto questo e il risultato è stato il silenzio, la calma piatta. La verità in tasca su cosa accadrà fra la Juventus e Conte la prossima stagione non l'abbiamo, ma certamente il clima è cambiato. I 5 juventini in campo accettati senza colpo ferire ne sono la prova e a questo possiamo tranquillamente associare che Andrea Agnelli è sempre il presidente e ha appena incassato le parole importanti di John Elkann, ma la Società bianconera di oggi è leggermente diversa, più condivisa, più monitorata. Quindi, che Conte torni in bianconero lo pensiamo ma non possiamo evidentemente darlo per certo. La cosa sicura oggi è che le condizioni per il ritorno di Conte adesso ci sono.

Io ho cambiato la storia dell'Inter. Così parlò Roberto Mancini. I tifosi nerazzurri, nell'ebbrezza del primo posto condiviso con la Fiorentina, non si scompongono e va bene così. I tifosi bianconeri e quelli rossoneri ribattono: nel 2006, senza Calciopoli, Fabio Capello sarebbe diventato lui l'allenatore dell'Inter al posto di Mancini, per cui è Calciopoli che ha cambiato la storia del calcio italiano, non solo dell'Inter e non solo Mancini. Ma, a pensarci bene, lo sviluppo naturale del riferimento del tecnico nerazzurro non è Calciopoli, il Milan o la Juventus. Io ho cambiato la storia dell'Inter, non Mourinho. Io l'ho sdoganata, io l'ho riportata a vincere, Mourinho ha poi fatto il resto su un terreno prima rivoltato e poi preparato da me. Questo è il tema, tutto interno alla storia interista. Tocca ai tifosi nerazzurri accettare che Mancini si sovrapponga a Mourinho e discutere il tema. Che è stato lanciato a tutti gli effetti.

Si chiama Milos Veljkovic. Ha 20 anni, è al Tottenham ma è in scadenza in contratto. E' un ottimo difensore centrale, ha vinto il Mondiale Under 20 con la Serbia. Nel recentissmo Serbia-Italia Under 21 a Novi Sad, era lui l'osservato speciale. Il giovane difensore centrale serbo, ottimo investimento in prospettiva, viene proposto a Inter, che ha tanti problemi in difesa alle spalle di Miranda e Murillo, e Roma. Proprio il Club giallorosso, che accusa fortemente a livello di organico sportivo la cessione per motivi economici di Romagnoli, potrebbe decidere di ripercorrere la stessa positiva pista di mercato che ha portato la Roma a Dzeko.

Nel Milan ci sono, sempre, fra i 5 e gli 8 italiani nella formazione di partenza dal primo minuto e anche questa sera a Torino potrebbero essere 7. I giovani dalla Primavera alla Prima squadra stanno diventando da De Sciglio e Cristante a Donnarumma e Calabria, la normalità. Giovani e italiani, lo ha notato e commentato con attenzione anche Cesare Prandelli in settimana. Da questa stagione il Milan ha una sua gloria, tecnico esigente ed esperto, al lavoro per tenere vivo il cordone ombelicale fra Società e giovani in prestito per non replicare il caso di Matteo Darmian. Può quindi accadere fra uno sguardo e l'altro di puntare bene gli occhi, soprattutto quando sono nelle rispettive Nazionali giovanili, sul cesenate Stefano Sensi e sul pescarese Rolando Mandragora. Osservati non significa che certamente arriveranno. Osservarli significa però che quando il Milan pensa a se stesso come ad una entità giovane e italiana dice la verità.


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