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Conte, tutto qui? Pirlo, questa non è Juve. Inzaghi, attento alla facile etichetta. Ecco come i club stanno ammazzando i giovani

Conte, tutto qui? Pirlo, questa non è Juve. Inzaghi, attento alla facile etichetta. Ecco come i club stanno ammazzando i giovaniTUTTOmercatoWEB.com
lunedì 09 novembre 2020 08:00Editoriale
di Michele Criscitiello
Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb

Dopo il primo tempo di Atalanta-Inter ho pensato che fosse più interessante rivedere "Mamma ho perso l'aereo", senza aspettare le vacanze di Natale e canale 5. Per fortuna, nella ripresa, Gasperini ha capito che durante una partita si può cambiare anche modulo e di fatto si è vista un'altra Atalanta. Conte, invece, crede che cambiare modulo equivalga a bestemmiare in Chiesa il giorno di Natale. Spiegategli che non viene rinchiuso a San Vittore se, dall'inizio o meglio ancora in corsa, abbandona questo nauseante e inutile 3-5-2. Si fissa con questi tre centrali e ha una batteria di terzini che potrebbe giocare otto campionati in uno ma di tutti i quinti di centrocampo che ha a disposizione ha tutta gente di quantità, non di qualità. Insomma, per il gioco che avrebbe in testa Antonio ci vorrebbe almeno un Cafù ma quel giocatore gli manca. E mai lo avrà. Il film di Conte è come "Mamma ho perso l'aereo". Sempre la solita cosa. Mamma che dimentica Kevin a casa, come Conte dimentica di avere Eriksen in rosa. Cosa ha fatto di male questo ragazzo? Nulla, ve lo spieghiamo noi: il danese è l'unico calciatore di qualità che l'Inter ha in organico ma per Conte la qualità è un dramma. Lui vuole tutti giocatori di forza, di sostanza lì a battagliare. Questo calcio non ti porta da nessuna parte se devi vincere. Prendiamo i miracoli di Conte. Alla Juventus, reduce da un settimo posto con ambizioni pari allo zero. Al Chelsea reduce da numerosi fallimenti e in Nazionale con la peggiore squadra degli ultimi 15 anni riesce a fare un grande Europeo. Dove c'è da fare gruppo, dove non c'è l'ansia e l'obbligo di vincere Conte è un campione. Nessuno come lui. Dove c'è da costruire, senza ricostruire sulle macerie, allora fa fatica. Le sue squadre non hanno qualità. Palla a Lukaku e facciamo battaglia. Devono andare tutti a duemila altrimenti non giochi ma se in 9 vanno a duemila e uno non corre sull'avversario ma ti dà grande qualità negli ultimi 25 metri non ti va bene lo stesso? Il fatto di non cambiare mai modulo mette Conte in croce perché così ha zero alibi, eppure avrebbe calciatori ideali anche per fare il 4-2-3-1 o il 4-3-3 perché se dietro passi a 4 e rinforzi i 3 sotto Lukaku non è detto che non trovi spazio per Eriksen (sotto punta), Perisic, Sanchez o Lautaro. Le partite sono tante e lo spazio per tutti ci sarebbe. Cambiare modulo avanti non significa sacrificare Lautaro Martinez ma creare anche competizione e non far giocare Perisic seconda punta (non lo è) o quinto di centrocampo (non lo è).
Lo avevamo scritto all'inizio, settimane fa, e lo ripetiamo adesso. La Juventus è la fotografia di chi la guida. Andrea Pirlo trasmette zero a questa squadra che gioca per 75 minuti ma dimentica di chiudere le partite e di fare battaglia nei minuti finali. La leggerezza di Dybala è la dimostrazione di una squadra che non sente pressione. Pochi minuti prima dell'errore fatale c'è un'azione per cui Dybala andrebbe preso per la maglietta e messo in panchina. Non segue l'azione, resta a centrocampo e quasi sembra farci un favore se deve correre senza pallone. Pirlo avrà mille pregi ma per fare l'allenatore servono qualità, esperienza e cattiveria agonistica. Due di queste sicuramente non appartengono a Pirlo, sulla qualità giudicheremo in futuro. Perdere punti così inizia a diventare un problema. La Juve non gira e possiamo raccontarci mille storie ma l'allenatore fa tanto. Nelle big spesso non incide ma se già non fa danni è un punto di partenza. Qui i danni vengono fatti anche involontariamente.
Problema allenatore, forse, anche a Benevento. Ci spieghiamo: quest'anno Pippo Inzaghi deve dimostrare di valere la serie A. E' la seconda chance che non capita a tutti ma lui è stato bravissimo l'anno scorso a conquistarsela. L'etichetta di Mister B è dietro l'angolo. A Venezia fece un grande campionato e si conquistò la serie A con il Bologna, esperienza negativa. A Benevento, in B, ha stravinto ma ora ha la squadra per fare una buona serie A e di calcio vero stiamo vedendo ben poco. Anche qui c'è una spiegazione tattica. In serie B il difendersi e ripartire, se fatto bene, dà i suoi risultati e spesso paga. In serie A non basta. Se rinunci a giocare, se per difendere un risultato ti metti a 5 dietro, dai segnali di paura alla squadra e in serie A chi rinuncia a giocare è morto in partenza. Così a Bologna, così sta facendo a Benevento. Quest'anno la grande differenza è proprio lì. Squadre come Spezia e Crotone potranno anche retrocedere, certo non hanno grandi qualità nei singoli, ma stanno dimostrando con Italiano e Stroppa di giocare a calcio a prescindere dall'avversario. Il Crotone ha fatto punti con Juve e Torino e quando ha preso mazzate ha comunque giocato a calcio. Gli altri anni, le più a rischio retrocessione affrontavano la serie A come un pugile suonato pronto solo a prendere pugni. Quest'anno è cambiata la mentalità e si vede. Inzaghi (Pippo) si deve adeguare. Se vuole restare in A deve giocare e fa nulla se perdi ma non devi rinunciare a fare la partita e se vai sotto non puoi andare a piangere nell'angolo del ring.
In chiusura una scontata riflessione sullo scempio deciso dai nostri club, in settimana. Sospendiamo il campionato Primavera!
La Lega ha chiesto alle società che votino sulla sospensione o meno del campionato, anche se la domanda era abbastanza rivolta ad una risposta scontata "sì, sospendiamo". Su 23 voti, hanno votato anche le società di serie A che però fanno il Primavera 2, 11 hanno detto continuiamo e 12 hanno chiesto la sospensione. Sapete chi ha votato per la regolare prosecuzione? Società come Ascoli ed Empoli, di serie B con un centesimo del fatturato di società che hanno chiesto lo stop come Juve, Inter, Atalanta e Lazio. Tra le grandi volevano andare avanti Milan, Napoli e Roma. Poi le solite indecise, quelle che non sanno prendere una decisione che sono state inserite nella lista dello stop. Sapete perché lo hanno fermato? Perché i club non sono in grado di richiedere un nuovo protocollo, per risparmiare poche migliaia di euro con tamponi rapidi e perché non c'è la voglia reale di far crescere questi giovani che vengono messi ancora una volta nello stanzino dello spogliatoio. Poi ci lamentiamo che in Italia i club rischiano di non pagare gli stipendi. Presidenti che hanno un unico modo di fare soldi: i diritti tv. Non hanno mai saputo mettere a reddito gli stadi, il marketing e - tranne alcune società - non sanno fare le plusvalenze. Società che a libro paga hanno milioni di euro di commissioni e pagano 1 milione calciatori stranieri per 5 partite all'anno e poi non possono permettersi un nuovo protocollo per non far fermare la giostra dei giovani, già fortemente penalizzata lo scorso anno. Unico campionato, insieme alla D, sospeso e mai ripreso. Un protocollo da dilettanti per la Primavera nonostante siano quasi tutti calciatori professionisti. E qualcuno ci dovrebbe spiegare come mai lo scorso anno è stato interrotto il campionato ma a settembre è stata giocata la finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Verona. Allora si sarebbero potuti fare anche play off e play out senza assegnare lo scudetto all'Atalanta? Se il Napoli fosse stato più furbo avrebbe potuto fare ricorso perché se una stagione si considera chiusa non si può far giocare la finale della Coppa precedente. Anche in D hanno fatto così. Prima classificata promossa, ultime 4 retrocesse in Eccellenza ma finale di Coppa Italia annullata perché altrimenti sarebbero arrivati i ricorsi, in quanto si riferiva ad una competizione della stagione precedente. Il blocco del campionato Primavera è solo un tappeto voluto da alcuni club per nascondere la polvere ai propri superiori. Altrimenti grandi società avrebbero dovuto spiegare come mai queste squadre, anche quest'anno, non vinceranno nulla e come mai ogni domenica si fanno brutte figure su tutti i campi di Italia. Molti responsabili di settori giovanili, ai propri posti da troppo tempo, sono arrivati alla frutta. Senza aver tirato fuori un giocatore vero per la prima squadra e spesso senza trofei con tanti, tantissimi, soldi spesi tra investimenti, vitto e alloggio da pagare a calciatori arrivati da ogni angolo del mondo che nei due-tre anni successivi si sono ritrovati a fare la C e la D. C'è la sosta delle Nazionali, avremo tempo da perdere, in questi giorni vi dimostreremo dove sono finiti calciatori di grandi squadre che 2-3 anni fa giocavano in Primavera e adesso spariti nel nulla. Ci sono le eccezioni ma per società che investono così tanto la regola dovrebbe comandare sull'eccezione. Poi è anche vero che quando ti escono giocatori forti come Zaniolo o Kulusevski fai cassa ma a valorizzarli sono stati altri e non la società di appartenenza.

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