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Editoriale

Da Sacchi e Capello a Seedorf, Inzaghi e Sinisa. Il Milan li brucia tutti. Allarme Procura Federale: il Catania ha pagato ma Pulvirenti barava da solo? Serie B, top & flop: Rastelli, Panucci, Tesser, Torrente e Juric...

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
12.10.2015 18:39 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 109969 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

L'Italia di Conte neanche la commentiamo perché ci ha stufato ancor prima di nascere. Queste Qualificazioni sono soltanto un peso per i club, magari un giorno ci privassero di queste mezze amichevoli! La Juve perde Morata, i campionati partono poi si fermano, entrano nel vivo e poi si fermano di nuovo. Diciamo a Conte che ci porta solo l'Europeo. Se lo vincerà avrà vinto lui, se arriverà in semifinale non gli diremo nulla, se si fermerà prima gli faremo mille pernacchie e sarà libero di andare al Milan, che nel frattempo avrà bruciato l'ennesimo allenatore. La scuola Berlusconi è finita. Sono finiti i tempi d'oro che, però, sono durati 30 anni. E' finito il ciclo del club rossonero e non c'è più quella magia di Silvio che tutto quello che toccava diventava oro. Finiscono i cicli e le ere, finiscono le persone ma non finisce certo il mondo (il 2012 ormai è andato). Il Milan di Sacchi e Capello non c'è più. Il Milan di Galliani non esiste più e gli allenatori sono le vittime di un sistema che norn riesce più a regalare successi. Con questa estate è finita anche la storiella "non vinciamo perché sono finiti i soldi". 90 milioni sono stati investiti, male ma sono stati investiti. Mihajlovic ha una grande colpa: ha avallato il mercato di Galliani e si è schierato per avere alcuni calciatori, in primis Romagnoli che - sarà pure un giovane di talento - ma a quelle cifre ci aspettiamo di vedere un sicuro "futuro Thiago Silva". Sinisa ha più colpe di quelle che avevano Seedorf e Inzaghi. L'olandese è arrivato tardi e la sua media punti, comunque, è stata più che dignitosa. Seedorf ha pagato più per i comportamenti fuori dal campo che per quelli in campo. Si è messo contro Galliani e ha ragionato ancora da calciatore più che da allenatore. Inzaghi ha gestito male il gruppo e ha pagato, soprattutto, lo zerbinaggio nei confronti di Galliani e Berlusconi. La canzoncina "Il Presidente ha sempre ragione" e "Signor sì" ad Adriano Galliani hanno fatto sì che Pippo si bruciasse prima di diventare allenatore. Siamo contrari ai tecnici che saltano la gavetta; nel calcio come in qualsiasi campo, prima devi fare esperienza e poi puoi occupare certe posizioni. Se salti la fila, il tempo comunque ti inchioderà. Puoi essere un allenatore, un dirigente, un medico o un giornalista ma quando non fai la gavetta c'è qualcosa che non va. Un boomerang che, prima o poi, ti torna in dietro e ti prende dritto in fronte. Sinisa la gavetta l'ha fatta ed è arrivato al Milan nel momento giusto. Momento giusto per lui, non per il club. Seedorf e Inzaghi avrebbero dovuto fare un altro tipo di percorso. Quello che, ad esempio, sta facendo oggi il loro vecchio compagno di squadra Gennaro Gattuso. Rino ha sbagliato, non tanto ad accettare Palermo, perché un esonero con Zamparini è una stella al merito, ma a passare per la Grecia e non a ripartire dalla serie C italiana. Lo ha capito con due anni di ritardo e vedrete che a Pisa farà bene e nel giro di qualche anno spiccherà il volo. A Gattuso la gavetta servirà soprattutto per ragionare nello spogliatoio da allenatore e non da ex calciatore. Quest'anno sarebbe stato pronto già per una buona B ma, alla fine dei conti, passare per Pisa non gli ha fatto male. Tra gli ex milanisti si sta muovendo bene Crespo, a Modena, anche se gli manca la costanza di rendimento e farà una buona carriera Brocchi, oggi allenatore della Primavera rossonera ma già si capisce che ha l'intelligenza giusta per fare questo mestiere. Se mai dovesse chiamarlo Galliani per la prima squadra e Brocchi dovesse accettare, allora, ritireremmo l'aggettivo "intelligente".
-PULVIRENTI BALLAVA DA SOLO?-
Approfittiamo della sosta del campionato per ricordare. L'Italia è fatta così. Quando c'è lo scandalo gridiamo tutti alla vergogna. Passano pochi giorni, un servizio in meno alla televisione e addio prima pagina dei giornali e tutti dimentichiamo. La scorsa estate sembrava la svolta del nostro calcio. Abbiamo scoperto che il Catania comprava, o provava a farlo, le partite e da lì in poi avremmo guarito il cancro del calcio. Tutti in gabbia. Tutti squalificati, tutti radiati... Macché! Siamo ad ottobre e hanno pagato solo Catania e Teramo. Le frittate all'italiana ci hanno un po' stancati. Presto potrebbe arrivare un nuovo scandalo ma se prima non risolviamo quelli precedenti perde di credibilità tutto il sistema. La Giustizia Sportiva non funziona, lo sappiamo da anni. Tavecchio dovrebbe imporre il suo potere per chiudere, al più presto, il fascicolo "I Treni del gol". Dei treni è rimasta una sola carrozza. Catania ha pagato e continuerà a pagare, Pulvirenti prova a vendere ma nessuno può acquistare un club così allo stato attuale. La Procura Federale ancora non ci ha fatto capire, realmente, come si è mosso il Catania, se le partite erano truccate e quali. Non abbiamo più avuto notizie del coinvolgimento di Livorno, Ternana e Latina. I misteri sono ancora numerosi e siamo stanchi, ogni estate, di credere che qualcosa stia davvero cambiando e alla fine non cambia mai nulla.
-CAGLIARI REGINA, FLOP PERUGIA E SALERNO-
Anche se non c'era la serie A, ci siamo divertiti con la serie B. Il paradosso è che abbiamo più allenatori validi in B che in A. Massimo Rastelli si è ripreso la vetta con il Cagliari. E' stata la miglior prestazione da quando allena in Sardegna. Non diamo per scontato che una squadra forte debba per forza vincere o stravincere il campionato. Non è così, a maggior ragione in serie B. Campionato faticoso, lungo e strano. La stagione in B è eterna, sono due campionati in uno e il calendario va diviso in 4. I giudizi si possono dare ogni 10 giornate. Prima sarebbe delittuoso. Il Cagliari è, sulla carta, nettamente più forte delle altre e ha indovinato la scelta dell'allenatore. Anche quando la sua squadra non gioca bene fa punti e Rastelli ha una giusta filosofia: prendere il punto per muovere la classifica anche quando il pareggio sembra una sconfitta. La B è fatta così. Sta deludendo Bisoli a Perugia. Gli attaccanti con lui fanno sempre fatica, non trovi un bomber da 20 gol con Bisoli e il Perugia oggi paga soprattutto questo. C'è tempo ma la strada è lunga e tortuosa. La Salernitana è in fase calante. Fabiani ha costruito un ottimo gruppo ma ha sbagliato nettamente la scelta dell'allenatore, come vi abbiamo già detto a fine mercato. Torrente ci lasciava perplessi e oggi lo siamo ancor di più. Il Livorno era partito a mille ma appena infortunatisi gli attaccanti il giocattolo si è inceppato. Panucci, a volte, ragiona ancora con la testa calda da calciatore più che da uomo pragmatico di panchina. Il Livorno non gioca bene e Panucci dovrebbe riflettere sui continui errori dei suoi, anche perché sono quasi sempre gli stessi. Drago a Cesena farà bene, Juric a Crotone sta sorprendendo tutti ma abbiamo dubbi che continui a questi ritmi. L'Avellino ha raccolto molto meno di quello che meritava. Se Trotta inizia a segnare allora Tesser può sorridere, altrimenti saranno guai. Le responsabilità del mister sono inesistenti. La squadra gioca bene e ha carattere ma se perdi Ely, Pisacane, Kone e Castaldo rispetto all'anno prima devi tener conto che Tesser è l'uomo giusto al posto giusto ma non ha la bacchetta magica per trasformare la traversa di Bologna in una promozione in serie A.


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