VERSIONE MOBILE
  HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | TMW RADIO EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
SONDAGGIO
Chi vincerà la Champions League 2017/2018?
  Real Madrid
  Barcellona
  Bayern Monaco
  Manchester United
  Manchester City
  Juventus
  Chelsea
  PSG
  Atletico Madrid
  Roma
  Napoli
  Monaco
  Liverpool
  Borussia Dortmund
  Altro

TMW Mob
Editoriale

Duecento milioni ai procuratori nel 2016: così il calcio diventa più povero. Caso Donnarumma: al Milan (forse) la prima battaglia, ma con Raiola il destino è segnato. Vinicius ha tracciato la via: conviene sempre investire sui giovani?

Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Comunicazione presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per Tuttomercatoweb.com dal 2008, è il vice direttore dal 2012
02.07.2017 08:24 di Raimondo De Magistris  Twitter:    articolo letto 54975 volte
© foto di TUTTOmercatoWEB.com

Ci ripetono da anni che noi comuni mortali non dobbiamo scandalizzarci per i lauti compensi ai calciatori. Guai a mostrarsi sorpresi, si verrebbe tacciati di non essere al passo con i tempi, di non conoscere la semplice regola della domanda-offerta e così via.
E' il mercato, bellezza. Non si transige e dobbiamo adeguarci, che ci piaccia o no. Un po' di polverone quando l'asticella ciclicamente viene spostata un po' più in là (l'ingaggio di Tevez in Cina o il trasferimento di Pogba), ma poi tutto rientra nella 'normalità' nel giro di pochi giorni. In fondo - ci viene detto - è la stessa logica che sottende gli altri sport che hanno avuto economicamente successo, come la NBA o MLB. Il football è uno sport che muove miliardi di dollari e i più in vista dei suoi protagonisti - grazie a talento, sudore e tenacia - meritano cifre che diventano sempre più alte con l'aumentare del giro di affari. Tutto etico? Tutto corretto? Chissà. Ma tanto non è questo che interessa a chi muove i fili del gioco.
C'è però un assunto di base, vero e sincero: il talento è democratico. I prescelti, i giocatori destinati a guadagnare di più, possono nascere in un barrio di Buenos Aires, ad Amsterdam o a Ciampino. Non fa differenza, la Dea Bendata decide senza una logica. I giocatori hanno solo avuto la fortuna di possedere il talento giusto nel momento storico giusto e quindi godono dei vantaggi di tutto ciò.

Adesso però, sempre a noi comuni mortali, dovranno spiegarci perché i procuratori - che sono nel mondo del calcio, ma non hanno alcun talento calcistico - possono contare su guadagni pari o a volte superiori a quelli delle loro star. La FIGC qualche settimana fa ha reso noti gli esborsi dei club di Serie A per i procuratori sportivi nell'anno 2016: gli agenti hanno incassato quasi 200 milioni di euro, per la precisione 193.3 milioni. Una enormità, che rende pochissime persone ricchissime e il sistema più povero. Anche perché, a differenza dei soldi che passano da un club calcistico all'altro, questi non vengono reimmessi sul mercato.
Tavecchio in settimana, punzecchiato sulla vicenda, ha parlato in modo generico di compensi immorali e di campo da regolamentare. Senza spiegare come, senza spiegare quando. La verità è che ormai i procuratori fanno ciò che vogliono, muovono il gioco senza che nessuno possa impedire loro di farlo e solo quando la FIFA deciderà di metterci realmente le mani potrà saltare il banco. Perché è giusto che un professionista venga pagato per il lavoro svolto, ma è assurdo che i procuratori più ricchi e furbi fatturino più di diversi club di Serie A.
Qui non c'entra la Dea bendata o il trovarsi col talento giusto nel momento storico giusto, forse c'entra il calcio ma nemmeno più di tanto. Siamo alla pura speculazione finanziaria: vince solo chi ha tanti soldi e tanto potere. Per gli altri le briciole o, forse, nemmeno quelle.

A proposito di procuratori, un accenno al più famoso di tutti: Mino Raiola. C'è da chiedersi se in questi anni abbia sempre fatto la fortuna dei suoi assistiti: economica sicuramente, calcistica chissà. Ibrahimovic e Pogba in questo senso hanno lanciato più di qualche indizio.
Al di là di ciò, Mino si sta apprestando a perdere la prima battaglia col nuovo Milan per il futuro di Gianluigi Donnarumma. Fosse dipeso da lui, dopo il no sbattuto in faccia a Fassone a 'Casa Milan', non ci sarebbe stato alcun passo indietro. Era pronto ad applicare la sua consueta exit-strategy: il club in un angolo e lui a condurre il gioco. Portando Donnarumma nel club che poteva garantire le migliori condizioni economiche. Al suo assistito e a se stesso.
Poi però il giovane portiere è tornato sui suoi passi. Su consiglio della famiglia ha scelto di allentare la morsa, ha capito che non poteva voltare le spalle in modo così indegno a un club che gli ha dato credito a 16 anni, che non sarebbe stato un bene nemmeno per la sua crescita professionale. E ha chiesto al suo procuratore di tornare a trattare, di favorire un rinnovo che dovrebbe permettere al Milan di poter contare sull'estremo difensore classe '99 anche per la prossima stagione.
Se però il Milan pensa di poter fare di Donnarumma la sua bandiera grazie a un rinnovo di contratto si sbaglia di grosso. Perché Raiola è procuratore che il suo lavoro lo sa fare benissimo e l'attività di logoramento nei confronti del calciatore è appena iniziata. Se non produrrà frutti questa estate lo farà la prossima. O quella dopo ancora.
Tutto lascia presagire (anche se in questa vicenda il condizionale è d'obbligo) che alla fine Donnarumma resterà: rinnovo con clausola. Ma tra un anno o al massimo due si sarà qui a discutere delle stesse cose. Raiola è procuratore che ha come obiettivo principale quello di perseguire obiettivi economici, per il suo assistito e sé stesso. E questo non fa rima con la parola bandiera. Solo un cambio netto di Donnarumma col passato e col presente potrebbe cambiare le carte in tavola, altrimenti questo scenario abbastanza prevedibile presto diventerà realtà. Raiola quando si gioca nel suo campo al massimo perde una battaglia, quasi mai la guerra.

Infine, da registrare una tendenza in merito alla valutazione dei giovani. Il trasferimento di Vinicius, classe 2000 costato al Real Madrid 45 milioni di euro che sbarcherà in Spagna solo nel 2019, ha tracciato una strada tutta da seguire. Un caso citato anche da Enrico Preziosi, dopo aver chiuso la doppia cessione Pellegri-Salcedo all'Inter per 20 milioni di euro più 40 di bonus. Si tratta di tre calciatori che il massimo campionato - brasiliano o italiano che sia - l'hanno solo annusato, in qualche caso nemmeno. Eppure già costano quanto calciatori affermati.
In generale, dando un'occhiata ad alcune operazioni chiuse nelle ultime settimane riguardanti giocatori Under 21, si notano valutazioni sempre più importanti per questi giovanissimi. Per un Tielemans valutato correttamente, ci sono calciatori come Kessié e Schick che si muovono per 30 milioni, poco più o poco meno, dopo un'unica stagione discreta/buona in Serie A. Giovanissimi calciatori al prezzo di top player: conviene ancora puntare su di loro?

Pietro Pellegri, classe 2001, dal Genoa all'Inter: 15 milioni di euro + 15 di bonus
Salcedo Mora, classe 2001, dal Genoa all'Inter: 5 milioni di euro + 25 di bonus
Rodrigo Bentancur, classe 1997, dal Boca Juniors alla Juventus: 9.5 milioni di euro più il 50% della futura rivendita
Patrick Schick, classe 1997, dalla Sampdoria alla Juventus: 30.5 milioni di euro
Youri Tielemans, classe 1997, dall'Anderlecht al Monaco: 25 milioni di euro
Federico Dimarco, classe 1997, dall'Inter al Sion: 4 milioni di euro
Vinicius, classe 2000, dal Flamengo al Real Madrid: 45 milioni di euro
Franck Kessié, classe 1997, dall'Atalanta al Milan: 28 milioni di euro


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
Andrè Silva: a Suso era andata molto peggio. Moratti: ruolo operativo non significa quote. Napoli: e goditela una volta per tutte! 23.09 - C'è qualcosa di psicologicamente ossessivo e di calcisticamente patologico nei detrattori di Andrè Silva. Dopo la tripletta di Vienna, era la fine del mondo se un talento del genere non giocava contro l'Udinese. Dopo la Spal, è tornato un boomerang da usare contro la campagna acquisti...
Telegram

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Campionato falsato, subito la riforma e premio-promozione. I limiti dell’Inter, a gennaio uno fra Ozil, Draxler e Vidal. Juve, i nodi di un mercato modesto. Howedes rotto, Douglas Costa fantasma. Con Uva in Uefa l’Italia più forte 22.09 - Dopo cinque giornate è già abbastanza chiaro che il campionato è falsato. Facendo una proiezione, a dicembre, ma forse prima, la situazione sarà già ben delineata con 7-8 squadre in corsa per i posti che contano, quattro o cinque in lotta per non retrocedere e le altre (troppe) senza...

EditorialeDI: Luca Marchetti

Il Napoli è devastante, Juve alla tedesca. Il duello è appena iniziato... 21.09 - Impossibile non parlare di calcio giocato nella sera dell'infrasettimanale. Impossibile non parlarne dopo una serata piena di emozioni e che regala al campionato dopo 5 giornate le due prime della classe lassù in testa alla classifica a punteggio pieno con una dimostrazione di forza...

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Inter, buon carattere…. Mondi diversi: Patrick vs Patrik! Sarri perché non parla? E poi CR7 a Lisbona! 20.09 - L’Inter si ferma a quattro vittorie. A Bologna, i nerazzurri non vanno oltre l’1-1. Straordinari i giocatori di Donadoni, bravi a non mollare quelli di Spalletti. Onestamente Icardi (altro gol) e compagni non hanno incantato. Nella prima frazione, il Bologna ha dominato con un Verdi...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Juve: l'incoerenza di chi non vuol vedere (occhio a Higuain...). Inter: c'è un nemico alle porte (ma anche una soluzione). Milan: il rebus del "9" e altre malignità. Napoli: se il problema è fuori dal campo 19.09 - Ciao. Stasera c’è il campionato, domani pure, dunque qualunque cosa io scriva rischia di essere usata contro di me. Per questo e per altri motivi ragioneremo su cose frivole. Per esempio, non so se avete letto, ma la migliore amica della piacente cantante Selena Gomez le ha donato...

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Juve, ormai vincere in Italia non basta. Pecchia e Baroni, i conti non tornano. Sassuolo, il mercato non perdona. Visto Montella? Bastava metterli dentro... 18.09 - La Juventus vince e passeggia in Italia ma, ormai, non basta più. Vedere Dybala segnare e realizzare triplette non fa più un certo effetto perché, anche se il nostro campionato è leggermente migliorato, la Juventus è ancora troppo avanti sulla concorrenza. Certo, il Napoli c'è e anche...

EditorialeDI: Raimondo De Magistris

Allenatori, la rivoluzione silenziosa: il vento è realmente cambiato? Tra podio, sottovalutati e chi ha tutto da dimostrare: ecco il nuovo trend dei presidenti di Serie A 17.09 - Parto da una rapida riflessione, prima di arrivare al nocciolo della questione: se Conte o Simeone a maggio avessero accettato la mega-offerta dell'Inter, questa estate probabilmente solo due club di Serie A avrebbero cambiato allenatore per la stagione appena iniziata. I nerazzurri,...

EditorialeDI: Mauro Suma

Milan, da Romagnoli a Conti. Inter e Juve: primo, minimizzare. Roma, Il Ninja sbuffa 16.09 - Il Milan della scorsa stagione, pur con una rosa più stretta e meno qualitativa, ha superato le lunghe degenze di Montolivo prima, di Bonaventura poi e di Abate da Febbraio in poi. Il Milan di questa stagione è e deve essere in grado, con tutta la sua attrezzatura, di fronteggiare...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Juve, ecco tutti gli errori fatti a Barcellona. Processo a Allegri. Douglas Costa non serve. Paragonare Dybala a Messi è follia. Donnarumma deve scegliere il Milan o Raiola. Inter, contatto per Chiesa 15.09 - Conosciamo troppo bene il calcio per non sapere che tirare conclusioni a settembre è roba da ricovero. Soprattutto quando si parla di Juve e di Allegri. Ricordate l’anno dei dodici punti in dieci partite? E comunque la non brillantezza, le partenze in salita a settembre, sono una...

EditorialeDI: Luca Marchetti

Una brutta Champions e una speciale classifica: ecco quanto costano le squadre in Europa, che sorprese! 14.09 - Certo che questa due giorni di Champions non ci lascia con buoni pensieri... le italiane vanno male, un punto in tre partite, e comunque con una gara di sofferenza più che di sfortuna. La Juve che dimostra ancora di non essere al livello del Barcellona (e Dybala con alcune curve ancora...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.