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Editoriale

Dybala: il patto del Diavolo, come con Pogba. Roma e Lazio: mal di pancia Grenier e Biglia. Cinesi Milan: stessi tragitti di Suning. Deulofeu, Niang, Donnarumma: impunità intellettuali

28.01.2017 00:00 di Mauro Suma   articolo letto 21730 volte

La Juventus non acquisirà Sead Kolasinac, dallo Schalke 04, in questa sessione di mercato. Il fatto è che nel Club di Gelsenkirchen si è infortunato in coppa d'Africa il nazionale ghanese Abdul Rahman Baba, per cui i tedeschi non possono fare cessioni in quel ruolo. Ma non è questo il cruccio della Juventus, in queste ore. La priorità uno in agenda è quella di sempre nelle ultime settimane: Paulo Dybala. A Torino, sapevano due anni fa, quando vinsero la concorrenza di Milan e Inter sul Picciriddu del Palermo, che l'entourage del ragazzo considerava il Campionato italiano come una piattaforma e non un punto d'arrivo. Una sorta di patto col diavolo, simile a quello fatto nel 2012 con Mino Raiola per Paul Pogba. Rispetto a due anni fa, la Juventus è cresciuta e Dybala si trova molto bene a Torino. Ma per farlo contento del tutto e per far cambiare i programmi ai propri procuratori, la Juventus deve quasi equiparare Paulo ad un certo Higuain a livello d'ingaggio. Se il Pipita prende 7.5, Dybala "deve" essere sui 7 più bonus. Un sacrificio vero, quasi un bagno di sangue per la Juventus. Che è disposta a farlo, perchè altrimenti Real Madrid e Barcellona gli piombano sopra in un amen. Tutti dicono che Dybala firma, ma finchè non firma bisogna solo attendere. Senza pregiudizi, ma anche senza certezze.

E' dall'inizio del mercato invernale che in casa giallorossa parlano a Luciano Spalletti di Defrel (richiesta del Sassuolo, 25 milioni di euro), ma anche di Feghouli prima e di Giaccherini ora. Il problema è che, ascoltato ma non del tutto, al tecnico della Roma non premeva a tutti i costi una prima punta o un attaccante esterno. Ma un centrocampista, un costruttore di gioco. L'arrivo, dal Lione, del 26enne Clement Grenier, solo 4 presenze in Ligue 1 in questa stagione, non sembra aver fatto fare salti di gioia al Mister di Certaldo. Così come non sta facendo salti di gioia la Lazio, di fronte all'atteggiamento di Lucas Biglia. Il Club biancoceleste ha fatto una offerta di rinnovo contrattuale che renderebbe l'argentino il giocatore più pagato della rosa, ma lui non risponde e non decide. Traccheggia. E questo fa rimanere male i dirigenti della Lazio, presidente Lotito in testa.

L'abbiamo scritto e torniamo a scriverlo. Nonostante la diffidenza ad orologeria e nonostante i pregiudizi sportivi e politici nei confronti del presidente Berlusconi, tanto per dire le cose come stanno, i tragitti dei milioni cinesi per il closing del Milan saranno gli stessi seguiti da Suning. Nè più nè meno. Stessi percorsi e stesse zone del mondo. Le Cayman e le Vergini: sono isole tutte e due, sono paradisi fiscali tutte e due. La differenza sta nella carta d'identità, Suning può esibire a testa alta e con trasparenza la sua, Sino Europe ha più volte ribadito che esibirà quella dei componenti del Fondo al momento del closing. Tutto questo mentre su twitter, continua a il florilegio dei cinesi che esistono o che non esistono. Nella vita di tutti i giorni del Milan, da qualsiasi lato lo si guardi, ci sono e sono presenti. Altre realtà non ne conosciamo e, per quanto ci risulta, non ce ne sono.

Deulofeu è partito bene. Gli stessi che, con ostentata impunità intellettuale avevano dileggiato Suso due anni fa, si ripetono brillantemente con Deulofeu. Che è un ragazzo non ancora 22enne, un'età alla quale il curriculum non esiste perchè è ancora tutto da scrivere. L'attacco Suso-Jesè-Deulofeu quattro anni fa ha vinto l'Europeo Under 19 con la Spagna. Alla luce di questo, chi ha portato Suso, ovvero Rocco Maiorino, merita il doveroso credito anche per Deulofeu. Intanto è partito Niang. Sul quale, come volevasi dimostrare, nessuno si è posto limiti sui famosi social. In un paio di casi, eravamo di recente in diretta tv e ci siamo fatti di ghiaccio ai cenni veloci fatti sulle inclinazioni ultra legittime e assolutamente personali di un giocatore non del Milan. Siamo stati zitti, rispettosi, accuratamente e doverosamente lontani dalla benchè minima allusione. Giriamo l'esempio ad alcuni colleghi. La chiusura tocca a Donnarumma. La "scelta" di pescare nell'immondizia il post più becero e infame di un forum sconosciuto per sbatterlo in prima pagina, e quindi portarlo alla luce, per tentare di destabilizzare un ragazzo di 17 anni e tutti i veri, autentici tifosi del Milan, che lo amano, si commenta da sola. Gigio Donnarumma è dolce, sincero, diretto e diritto: gioca per il Milan sempre e comunque, come conferma la Supercoppa di Doha sempre presente nella Sala dei Trofei di Casa Milan e non rimossa da nessuna cosiddetta vendetta, nemmeno quella consumata nei recinti familiari dello Stadio di Casa. Dei quali si fanno forti non soltanto, come è naturale, i giocatori e i tifosi bianconeri, ma, e questo è molto più discutibile, un'opera di fiancheggiamento tanto non richiesta quanto obliqua.


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