VERSIONE MOBILE
  HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | TMW RADIO EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
SONDAGGIO
Serie A 2017/18: chi vincerà la classifica cannonieri?
  Edin Dzeko
  Ciro Immobile
  Paulo Dybala
  Dries Mertens
  Mauro Icardi
  Ciryl Thereau
  Fabio Quagliarella
  Andrea Belotti
  José Callejon
  Luis Alberto
  Adem Ljajic
  Alejandro Gomez
  Lorenzo Insigne
  André Silva
  Nikola Kalinic
  Duvan Zapata
  Leonardo Pavoletti
  Gonzalo Higuain
  Altro

TMW Mob
Editoriale

Gagliardini-Caldara, una simpatica zuffa a suon di milioni. Le spallucce di Montella, le spallucce del Milan. La Champions della Juve passa da Dybala

14.01.2017 00:00 di Mauro Suma   articolo letto 24557 volte

Una volta si cantava vengo anch'io no tu no. Oggi si canticchia all'avversario l'hai pagato di più tu, no invece tu. Non sappiamo chi si contenterà, ma certamente chi gode è l'Atalanta. Visto che il motivo del contendere è chi ha speso di più fra Inter e Juventus, fra Gagliardini e Caldara, su un punto non c'è il minimo dubbio: ha incassato tutto e solo proprio il Club bergamasco. Che, nella storia, ha avuto il merito di sfornare Donadoni e Bonaventura, Pazzini e Montolivo, Morfeo e Ganz, giocatori cioè risolti, compiuti, definiti, per lo più Nazionali. Ma dallo stesso vivaio sono usciti anche Donati e Zenoni, Lazzari e Dalla Bona, Peluso e Padoin, Rossini e Cigarini, giocatori cioè rispettabilissimi ma senza i picchi di rendimento che giustificherebbero gli investimenti appena fatti per Caldara e Gagliardini. Fra i quali c'è già una differenza: sul piano mediatico, non certo da parte interista, c'è stato chi ha giustificato l'esborso per Caldara, salvo poi un minuto dopo criticare quello per Gagliardini. Sul piano dei giocatori, invece, Caldara ha mosso i primi passi in silenzio, anche perchè sbarcherà a Torino fra un anno e mezzo, mentre sul neo-interista è partita una grancassa mica male. I giovani meritano sempre incoraggiamenti, e questo vale assolutamente anche per Gagliardini. Quello che lascia abbastanza di stucco, non da parte sua, ma dai propri ambienti mediatici, è la ricerca del paragone con Manuel Locatelli. Che ha tre anni di meno, che ha sempre e solo giocato nel Milan e che si è preso anzitempo grosse responsabilità. Ognuno faccia la sua strada e a medio termine si tireranno le somme. Dice, Juventus e Inter imitano il Milan nella politica dei giovani italiani. Non tanto, da Donnarumma a Calabria, da De Sciglio a Locatelli, con la sola eccezione di Romagnoli, il Milan i suoi giovani se li alleva per lo più in casa, non ha come regola quella di acquistarli a suon di 20-25 milioni cadauno.

Ogni volta che il Milan vince una partita, parte una Guantanamera niente male. Dallo stile di Lapadula all'infortunio di Alex Sandro, dai gol nel secondo tempo (notoriamente valgono solo nei primi tempi, i gol, nel calcio) al Torino che si suicida, la nenia non cambia mai. Il Milan non ha mai meriti, eppure se avesse giocato e magari vinto a Bologna sarebbe terzo, eppure è nei Quarti di finale di Coppa Italia dopo aver eliminato il Torino (un anno fa negli Ottavi il Milan vinse a Genova contro la Samp), eppure ha vinto la Supercoppa di Lega. E l'ostentazione della minimizzazione, con il quale il gruppo di Montella ha imparato a convivere e che soprattutto ritiene con la massima disinvoltura estraneo alla propria annata. Altro discorso è quello extra campo. Fino a poco tempo fa, non mancavano mai le bacchettate sulle dita per i soldi spesi. Oggi, invece, l'accusa è esattamente quella di non spendere. Appena qualcuno spende, è bravo. Il Milan che invece non spende, un pirla o quasi. In realtà dovrebbe essere un titolo di merito avere una spina dorsale (Donnarumma, Paletta, Romagnoli, Bonaventura, Locatelli, Suso) costata 31,5 milioni di euro sul mercato, poco, pochissimo, più del solo Gabigol. Troppo ragionevole, vero? Bisogna invece, a forza, fare i giochi delle tre carte con i punti di forza e i punti deboli. Tornando alle cose semplici, nel Milan c'è l'allenatore giusto al momento giusto (anche se lui saprebbe far bene anche in un Milan, con tutto il rispetto, di maggiore qualità e prestigio), c'è la squadra e ci sono i singoli. A guardar bene, anche il gioco e il gruppo. Non ci sono i fuoriclasse di altre epoche, ma bisogna saper contestualizzare da una parte e amare lo stesso dall'altra. Se invece il nasino di chi giudica i rossoneri non riesce a raddrizzarsi e se il pancino di chi li "ama" continua a far male, tutto questo continuerà a essere un non problema per uno spogliatoio ormai poco interessato al resto e molto appassionato di sè stesso.

Non sappiamo se Giovanni Branchini sia andato davvero, alla luce del sole (di Gennaio?) ma certamente sotto la luce dei riflettori, a Vinovo per promettere alla Juventus la mano di Mattia De Sciglio. Ma se così fosse, si sbagliano tutti quelli che sono sicurissimi di un divorzio Allegri-Juventus a fine stagione. De Sciglio è infatti il giocatore per eccellenza di Allegri. L'occhio del tecnico livornese lo ha beccato quando Mattia non era costantemente nemmeno titolare nella Primavera del Milan. Quante volte la frase "è di un'altra categoria" è stata accostata dall'allenatore toscano all'esterno milanese. Quindi, se così fosse, i giochi sarebbero tutt'altro che fatti, anche se abbiamo colto anche noi qualche segnale di stanchezza in Allegri. La sua però è una vicenda che non sarà decisa a Gennaio o a Febbraio. Deciderà la Champions, come sempre nelle buone famiglie. Una buona, ma anche una grande avventura primaverile in Champions, non necessariamente vincerla ma contare il più a lungo possibile, riproietterebbe Allegri nel firmamento bianconero. Continuiamo a pensare che, nonostante la sostanza e la legna del croato, per centrare l'obiettivo Allegri debba finalmente affrancarsi da Mandzukic e amalgamare come si deve, in campo e fuori, Pjanic, Higuain e Dybala. Proprio lui, Dybala. Quanto più riuscirà il tecnico a renderlo delizia e quanto meno croce, a quel punto cresceranno le sue percentuali Champions prima e di permanenza poi. Pjanic e Higuain, però, un loro patto di muto rendimento lo hanno già fatto. Li vediamo spesso dialoganti e complici. Dybala è ancora un pò sulle sue. Non sappiamo se per motivi economici o caratteriali, ma la Champions juventina prossima ventura passa da questi equilibri molto delicati. Dybala è decisivo, in certi momenti tocca necessariamente a lui e solo a lui far andare la Juventus da una parte piuttosto che dall'altra. Doha lo ha illustrato e raccontato molto bene.


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
Inter: goduria da derby, ma occhio al tranello! Milan: quel che sarà di Montella. Juve: ricordatevi dello “schema Allegri”. Napoli: l’evoluzione di Sarri (in campo e fuori) 17.10 - Ciao. In questo momento è in onda il mondeinait Verona-Benevento, ma non è che dobbiamo storcere il naso. Abbiamo assistito al derby di Milano, a Roma-Napoli, a Juve-Lazio e comunque poteva andare peggio: poteva esserci Verona-Benevento con la nebbia. Oppure Verona-Benevento con speaker...
Telegram

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Allarme Juve. Simone, prenota il posto di Max. Che goduria questo Napoli. Torino, così in Europa non ci vai... 16.10 - Il paradosso del calcio è sempre lo stesso. Molte favole nascono dalla coincidenza, poi c'è quello bravo che le sfrutta (Simone detto Inzaghino perché in campo dei due era il più scarso, anzi, il meno forte) e chi invece sale sul treno sbagliato nel momento sbagliato (vedi Seedorf,...

EditorialeDI: Raimondo De Magistris

La moda delle clausole e i giocatori che trattano l'addio (al momento del rinnovo...) prima dei club: così il calciomercato sta cambiando le sue regole e i suoi codici. Donnarumma come Higuain e Neymar: Raiola non ha cambiato idea 15.10 - Non viviamo certamente nel miglior periodo storico possibile. Se ci pensate, a guardarle per un attimo con un occhio quanto possibile esterno, le relazioni umane sono giunte oggi a un livello quantomeno buffo. Tendente al preoccupante. Tutto si svolge tramite il medium dei...

EditorialeDI: Mauro Suma

Andrè Silva, turbolenze e derby. Juve: giri di valzer sulla VAR. Sarri: facile essere belli? 14.10 - Montella non vuole più essere "usato" per detrarre qualcosa ad Andrè Silva. E dal momento che il giocatore sta raggiungendo livelli di rendimento molto importanti, non ci sarà più la sponda del tecnico rossonero. Chi vorrà storcere il naso su Andrè Silva, dopo 9 gol in 10 partite...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Donnarumma andrà via, è lui il big sacrificato dal Milan. Petkovic farà il traghettatore, c’è l’ok. Inter, per la difesa attenti a Jedvaj del Bayer. Capello fa tremare Ventura 13.10 - Fassone è di sicuro un ottimo dirigente e il curriculum parla, ma nelle ultime interviste non ha dato il meglio di sé. Forse risente del momento del Milan. Dopo la sconfitta di Genova, ho già detto, ha sbagliato nel mettere in discussione pubblicamente tutto e tutti. Certe cose vanno...

EditorialeDI: Luca Marchetti

Pressione per sei: il campionato riparte col botto! Incroci e scontri, arriva il primo bivio. Con una considerazione (ancora) sulla Nazionale... 12.10 - Riapre il campionato. E come riapre. Le prime sei della classifica contro, e potrebbe succedere di tutto. Potrebbe esserci la fuga del Napoli o potrebbero esserci (potenzialmente, visto che la Roma deve recuperare un turno) 4 squadre in 2 punti, oppure ancora 3 squadre in testa alla...

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Italia-Conte? Mai nella vita… Spareggi? Evitiamo James McClean! Istituiamo la Pallina d’Oro! Avete sentito? Ibra è uno Jedi… 11.10 - Ho un sogno: trasformarmi in Ant-Man, rimpicciolirmi e ascoltare lo sfogo, tra le propria mura, di Giampiero (Ventura) con la propria consorte Luciana… In TV, il nostro CT, cerca di mantenere il classico aplomb inglese ma, ne sono certo, nella sua mente ha un Santo per ognuno… Appena...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Juve: che vergogna a Bruxelles. Inter: la ridicola “insidia” di Spalletti. Napoli: il top player che non c’era. Pausa per la Nazionale: istruzioni per l’uso (la strana scelta di Ventura) 10.10 - Ciao. È appena terminata Albania-Italia. Capite benissimo che il tempo è poco. Mentre Candreva la buttava dentro, su Canale 5 Belen e la Blasi limonavano. Gliel’ha chiesto Signorini in “onore dell’omosessualità”. Loro hanno eseguito e tutti erano felici e applaudivano. Io mica...

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Pallotta predica bene e razzola male. Più che un'avventura sembra una disav-ventura. Milan, un derby per la svolta. Allegri, comunque vada a fine stagione è consigliato l'addio 09.10 - La polemica della scorsa estate che fece rumore. Pallotta, Presidente della Roma, che grida allo scandalo per le spese folli del Milan che non rispettavano alcuni parametri economici. Detto da un Presidente non è mai bello. Ci furono botta e risposta alla distanza, Fassone che replicò...

EditorialeDI: Andrea Losapio

La condizione ci seppellirà. Il Napoli è avanti, la Juve gode del fattore Allegri, la Roma è fuori dal fair play: quali conseguenze? 08.10 - Quello che è successo a Torino è spettrale. C'erano giornalisti che chiedevano e Ventura che non sapeva rispondere, come se quasi non gli importasse. Certo, la vittoria con la Bosnia - da parte del Belgio, non di un'Italia sciupona - apre le porte ai playoff della selezione del tecnico,...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.