HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
SONDAGGIO
"Messi venga in Italia". CR7 lancia la sfida, credete sia possibile?
  E' solo una provocazione, Messi chiuderà al Barcellona
  In caso di addio, andrà da Guardiola
  Perché non 'con' CR7? La Juve dovrebbe pensarci
  Superato il FFP, può essere il regalo di Elliott al Milan
  Suning può provarci: Messi all'Inter contro CR7 alla Juve
  Messi come Diego. Perché non chiudere al Napoli?
  Andrà al PSG se lasceranno Mbappé o Neymar

La Giovane Italia
Editoriale

Gattuso ha un alleato inaspettato per conservare il posto: eccolo. Antonio Conte sarebbe pronto, ma… La Juventus si gioca tutto per la Champions: ma se non parte nessuno, i conti rischiano

25.07.2018 00:00 di Tancredi Palmeri  Twitter:    articolo letto 54551 volte

Mai Rino Gattuso avrebbe pensato che al 25 luglio 2018 il suo maggiore alleato per tenersi il posto in panchina sarebbe stato non Marco Fassone, non Massimo Mirabelli, e nemmeno nessuno del consiglio di amministrazione, visto che sono tutti andati.
No, si chiama Roman Abramovich l’uomo che Gattuso deve ringraziare a tutt’oggi se è ancora l’allenatore del Milan. Nessuna mancanza di rispetto verso Ringhio, impossibile da non amare, ma una nuova proprietà ha il diritto di partire con gli uomini che preferisce, e non c’è niente di peggio che iniziare una stagione con un allenatore che non ha il massimo appoggio da parte della società. Non se lo possono permettere i grandi club con fondamenta tecniche solide, figuriamoci quelli che arrivano da stagioni incerte.
Il Milan che ha scelto Ivan Gazidis amministratore delegato dall’Arsenal, Umberto Gandini direttore generale dalla Roma, Leonardo direttore sportivo dal buen retiro, e forse Paolo Maldini come trait d’union con la squadra, il nuovo Milan di Elliott ha scelto Antonio Conte come nuovo allenatore.
E forse è la scelta migliore: per quello che c’è su piazza, ma in fondo a prescindere anche se altri più prestigiosi fossero a disposizione, perché Conte ha quell’istinto assassino per le stagioni da azzannare che si adatta perfettamente a questo Milan né carne né pesce, con vario potenziale inespresso e troppa poca personalità e intensità tattica per poterlo esprimere.
E forse ad Antonio Conte la sfida calzerebbe perfettamente: come nella Juve 2011, nell’Italia 2016, o il Chelsea seguente, Conte ha bisogno di una truppa semi sfiduciata da motivare e con la fame per tornare in alto e la rabbia per tenere la testa bassa.
Ma Roman Abramovich vuole bene a Rino Gattuso: o quantomeno vuole bene al suo conto in banca, guardato a vista dalla plenipotenziaria Marina Granovskaja e sistematicamente dissanguato dai periodici allenatori. E Roman Abramovich non regalerà mai a Conte gli 11 milioni di € che mancano ancora da saldargli (il contratto scadeva nel 2019) solo per fargli un favore e lasciarlo libero di inseguire il suo destino, tanto più che Conte minaccia di adire vie legali per l’esonero a ritiro iniziato.
Così come Conte non rinuncerà allo stipendio dovuto, primo perché provateci voi a rinunciare a 11 milioni, e secondo perché sapete bene come le questioni di orgoglio contino particolarmente per Andonio.
Ma per lui conta ancora di più allenare, per non parlare della sfida impossibile di rovinare la festa all’ex datore di lavoro avvelenato, nell’anno che si preannuncia il più glorioso possibile per la Juventus. E quindi una piccola ragionevole buonuscita dal Chelsea potrebbe girare il chiavistello di Milanello - e fare perdere l’ultimo alleato a Rino Gattuso.

Ma l’anno più glorioso possibile per la Juventus e Andrea Agnelli vuol dire anche eliminare le ultime possibili incognite nella via verso la Champions e verso il Triplete. Per intenderci, Bonucci non sarà più quello di 2 anni fa, ma rimane e a ragione ancora il centrale titolare della Nazionale, con Chiellini, e l’anno scorso la tenuta mentale di Benatia nei pochi momenti decisivi è costata 2 trofei e stava per costare il terzo. Dunque la Champions vale bene un perdono - tanto più che è Bonucci ad aver bussato alla porta, non certo la Juve ad essere andata a cercarlo.
Il Milan lo scambierebbe per soldi con Higuain, offrendo magari più anni di contratto al Pipita ma al 60% dello stipendio. Higuain preferibbe il Chelsea, i proprietari milanisti preferirebbero Morata, ma per ora quelle due piste non si sbloccano, e allora tutto può avvenire. Anche perché la Juve deve dare via Higuain. E non solo: guardando ai conti, dovrebbero partire almeno altri due big (o un big e due di seconda linea, se davvero la Juve è così brava a farsi dare 50 milioni per Rugani).
Perché signori non prendiamoci in giro: è vero che Cristiano Ronaldo fa aumentare fatturato e entrate, ma non esiste credere che un Cristiano si ripaghi da solo, o solo vendendo Higuain, in una società così attenta ai conti come la Juventus.
Poi certo, tutto è possibile: è possibile che Andrea Agnelli abbia deciso di giocarsi il bluff quest’anno, uscire secco dai parametri per poi rientrarci in tromba il prossimo anno ottimizzando la vendita di un altro big magari il cui prezzo è stato alzato dalla vittoria di una Champions. Tutto è possibile.
E in fondo, una Champions val bene un anno vissuto pericolosamente (finanziariamente).


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Juve: la miglior risposta al sorteggio è quella meno scontata, parola di Allegri. Inter: la cifra sul rinnovo di Icardi, le voci (esagerate) su Spalletti. Milan: la "resistenza" di Gattuso in attesa del mercato. Var: basta ostruzionismo 18.12 - Ciao. Siamo entrati nei clamorosi sette giorni del “tanti auguri a te e ai tuoi cari” che alcuni temerari trasformano da subito in “buon Natale, ma anche buon anno nuovo, a te e ai tuoi cari”. La maggior parte della gente che ti dice “a te e ai tuoi cari” odia te e anche i tuoi cari,...

Editoriale DI: Michele Criscitiello

Disfatta europea figlia di un campionato inutile e di un sistema morto. Spalletti-Gattuso: due pesi e due misure. Gravina, servono fatti. Anche in Kosovo il mercato chiude il 31. Lega Pro, la Capotondi e il paracadute... 17.12 - Inutile girarci intorno. Possiamo dire che il PSV è diventato il Barcellona o che ad Atene il rigore non c'era ma la verità è una sola: non possiamo ridurci a tifare il Barcellona o ad attaccare l'arbitro per passare il turno in Champions League ed Europa League in situazioni di estrema...

Editoriale DI: Andrea Losapio

Chi deciderà all'Inter? Spalletti rischia e non poco. Il Milan viene colpito dall'UEFA, ma non affondato. Settimana nera in Europa, ma nulla è perduto 16.12 - Il tentativo è stato quello di introdurlo con tranquillità, come una figura che mancava in una già nutrita dirigenza. Ma l'arrivo di Giuseppe Marotta rivoluziona le decisioni all'Inter, per forza di cose. Niente scossoni, nessun addio brusco, ma lo stop dei rinnovi contrattuali e...

Editoriale DI: Niccolò Ceccarini

Milan, Quagliarella ipotesi concreta, a centrocampo possibile nome a sorpresa. Juventus, Pogba pista forte per giugno ma attenzione anche a Rabiot se non rinnova con il Psg. Di Francesco, decisiva la sfida con il Genoa 15.12 - Ibra non arriverà e il Milan sta già lavorando su altri fronti. Anche perché il mercato è alle porte e il tempo comincia a stringere. Fabio Quagliarella ad ora è un’ipotesi concreta. Per l’attaccante c’è un discorso aperto con la Samp per il rinnovo di un anno ma la strada è ancora...

Editoriale DI: Enzo Bucchioni

Conte non prende l’Inter in corsa. Il piano di Marotta per convincerlo. Da Pogba a Chiesa, da Milinkovic Savic a Modric, tutte le piste. Via Icardi per fare cassa? Spalletti si salva se arriva terzo e vince in Europa. Di Francesco, ultima chiamata 14.12 - Beppe Marotta si è presentano con un’idea impegnativa: Sono qui per un progetto vincente. E già. E’ dal 2010 che i tifosi dell’Inter aspettano qualcosa di vincente e per riprovarci i nerazzurri hanno scelto non a caso, ma il numero Uno, quello che ha riportato in alto la Juventus...

Editoriale DI: Luca Marchetti

Le incertezze della Champions: la cura non è solo il mercato... 13.12 - Possiamo dirlo senza mezzi termini: peggio di così difficilmente poteva andare. Martedì sera le due italiane non sono riuscite a qualificarsi nonostante avessero avuto tutto a disposizione, non soltanto in questo turno di Champions, ma anche i precedenti. Mercoledì Juve e Roma si...

Editoriale DI: Tancredi Palmeri

Spalletti il grande imputato: il limite di carattere dell’Inter dell’ultimo mese rispecchia il valore della squadra o i limiti del tecnico? Napoli a testa alta, pagato solo il rodaggio iniziale di Ancelotti.Europa League: perché fa per il Napoli 12.12 - Cos’è peggio nella vita: un due di picche, o rimanere con il dubbio che sarebbe potuta andare bene se ci avessi provato? L’Inter esce dalla Champions manco fosse un adolescente impacciato, che si intreccia le mani mentre cerca in tasca il coraggio per rivolgere la parola alla ragazzina...

Editoriale DI: Fabrizio Biasin

Juve: Chiellini e altri difensori. Inter: 10 "segreti" sulla festa di Wanda Nara (e uno su Spalletti). Milan: Donnarumma, Abate... e un dato di fatto su Ibra. Napoli: forza Ancelotti, fai impazzire i critici 11.12 - Ciao. Sono stato al compleanno di Wanda Nara. Giuro. Mi ha invitato perché è gentile. E quindi non dovrei, ma vi racconto tutto il torbido di una festa che ha fatto molto parlare e ha indignato i più. Giustamente, tra l’altro: un capitano che va alla festa di sua moglie non si era...

Editoriale DI: Michele Criscitiello

Juve-Inter, la differenza tra il gioco e la vittoria. Roma, non c'è nulla. Napoli, devi farcela. Bigon e la meritocrazia: misteri del calcio 10.12 - La differenza tra la Juventus e l'Italia non sta solo nella classifica. Sarebbe riduttivo per una squadra che a dicembre, in campionato, ha vinto tutte le partite e pareggiata una. Se il calcio fosse un'equazione, allora, avremmo risolto molti problemi e ci saremmo messi l'anima in...

Editoriale DI: Marco Conterio

La vittoria di Allegri e la sconfitta di Spalletti. Cancelo, rimpianto nerazzurro e clamorosamente sottovalutato in Europa. Agnelli-Zhang segnano la fine della storica rivalità tra Juventus e Inter? 09.12 - Il tempo dei bilanci di fine anno si avvicina ma è chiaro che tracciare una linea su quel che è stato di questo 2018 non sia complicato. La gara di due sere fa di Torino ne è la chiara fotografia: il coraggio non basta, la Juventus prepara Capodanno da febbraio mentre le altre sono...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
-->