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Editoriale

Giocano tutti per la Juventus. Gennaio, mese della verità per tutti. Traballa l'impero di Lotito. Ecco il nuovo Presidente della Lega Pro! Samp, una società alla deriva. In B, arbitri allo sbando...

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
07.12.2015 11.22 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 74588 volte
© foto di Federico De Luca

L'Inter ha fatto l'abbonamento all'1-0 e con una difesa accorta riesce a dare continuità di risultati. Mancini vuole arrivare fino in fondo e allo scudetto ci crede davvero. Fa bene perché Napoli e Roma, alla lunga, rischiano di pagare le pressioni delle loro piazze e chi non è abituato a vincere rischia scivoloni improvvisi. Il Napoli ha una grande squadra e organizzazione societaria per poter arrivare fino alla bandiera a scacchi. La Roma non ha nulla. Non ha un allenatore capace, ha un Direttore Sportivo che più c'è confusione e più va in confusione e un Presidente che vive dall'altra parte del mondo. Giocano tutti per la Juventus. Il Napoli si sveglia a Bologna solo quando hanno già servito a tavola i tortellini, la Roma non vince più e la Juve torna da Roma con un carico di aspettative elevatissimo per gennaio. Il mese più importante, ormai, si avvicina. C'è chi cerca la svolta e chi la consacrazione. Gennaio è fondamentale per tutti. Il Milan deve comprare almeno un difensore e un centrocampista. La gestione di Rodrigo Ely è stata pessima da parte di Mihajolovic. Doveva essere il nuovo che avanza e invece l'ha affossato al primo errore: adesso si cerca una sistemazione in serie B. Vie di mezzo mai. L'Inter potrà essere la protagonista del mercato di riparazione mentre la Juventus probabilmente preferisce aspettare i mesi caldi. La Lazio è allo sbando e l'impero di Claudio Lotito traballa seriamente. Aveva e ha il controllo del calcio italiano ma dai piani alti dello sport hanno deciso che Lotito ha stufato. Gli stanno preparando il piattino da servire con il capitone e la voce è arrivata anche a lui. Qui il calcio lascia spazio e tempo alla politica. A Roma Lotito è forte ma stanno aumentando i poteri del Nord che con Lotito non hanno insaturato un gran feeling. La forza del presidente biancoceleste è che il calcio lo sa, comunque, fare e quest'anno non gliene va bene una. Pioli sta mollando e anche i piani della Salernitana sono diversi da quelli di inizio campionato. Lotito, dal canto suo, è convinto che il potere è ancora nelle sue mani e ha ragione ma inizia a sentire puzza di bruciato. Due politici gli hanno già voltato le spalle e il Coni ha idee diverse da lui. Con le elezioni presidenziali capiremo che fine faranno i capi di oggi. Ad esempio, si sta decidendo per il nuovo Presidente della Lega Pro. Sempre i potenti e non i capi hanno deciso che quello che fu il ruolo di Mario Macalli dovrà essere di Raffaele Pagnozzi, colui che perse per 5 voti la Presidenza del Coni nel 2013. Il mondo è piccolo e i protagonisti sono sempre gli stessi. Roma ha deciso che Pagnozzi dovrà guidare la Lega Pro. Così sarà. Lotito perde amici e consensi. L'impero di Claudio è sotto attacco e questa volta rischia di finire male. Bisognerebbe far intervenire il Presidente del Coni, Malagò, sulle società di comodo e le fiduciarie che gestiscono i club di serie A ma il silenzio è sempre l'unica forza dei deboli. Non abbiamo ancora capito come il Verona, negli anni, sia stato rimesso in piedi. Non abbiamo capito cosa avesse a che fare Volpi con il rilancio del Verona, la figura di Sogliano che per un po' ha fatto da tramite sull'asse Spezia-Verona e oggi non otteniamo una risposta da Ferrero su chi sia davvero il proprietario della Samp. Il closing si avvicina e giustamente "er viperetta" prova a racimolare più soldi possibili dal suo ritorno all'ombra. Il calcio gli ha dato visibilità ma gli ha fatto anche perdere credibilità. A volte il ritorno di immagine può essere anche un boomerang che ti finisce dritto in fronte. Da questa storia il vero colpevole, tuttavia, non è Massimo Ferrero che prima non era nessuno e oggi lo fermano per strada a chiedergli l'autografo per i suoi balletti e la sua sciarpa in testa mentre fa le corna al mondo. Il vero colpevole è Garrone che non ha mai fatto chiarezza sui soldi lasciati in eredità a Ferrero e non ha mai spiegato perché ha scelto proprio Ferrero come suo erede. Ora dovrebbe spiegare anche quanto e cosa manca per portare dentro alla Samp Volpi e gli amici di Volpi. Tutti sappiamo ma nessuno scrive. Nel frattempo c'è una società che naviga a vista e un Direttore Sportivo che prende schiaffi a destra e sinistra. Proprio perché parliamo liberamente di amici e meno amici, non capiamo la figura di Carletto Osti. I tifosi più scaramantici staranno pensando che Osti era il DS del Treviso fallito e del Lecce scomparso in serie C, noi non siamo scaramantici e ci limitiamo ad osservare che un vero Direttore Sportivo dovrebbe prendere decisioni di mercato e gestire lo spogliatoio insieme all'allenatore. A Genova tutto ciò non succede. Un peccato che un Direttore si accontenti di lavorare senza svolgere la professione. Osti ha grandi capacità ma sono anni che non le mette in evidenza. Persona seria e preparata non avrebbe bisogno della balia di Walter il magnifico. Nel mondo del calcio lo definiscono "il prete", insieme a "er viperetta" formano una coppia ambigua. Chi avalla i folli è più folle del folle stesso. Il Sassuolo non ha vinto a Genova, ha passeggiato. Lo scorso anno Ferrero faceva ridere, adesso fa piangere.
In chiusura una parentesi dedicata alla serie B: il Presidente Abodi è da apprezzare quando organizza gli incontri tra giornalisti e designatore a Coverciano ma al prossimo incontro dovrebbero partecipare anche gli arbitri stessi. I promossi dalla C alla B sono un disastro. Si salva Rapuano, giovane e bravo. Dopo le prime due giornate avevo eletto i miei peggiori arbitri della categoria: Illuzzi di Molfetta e Ros di Pordenone. Questo week end hanno confermato di essere assolutamente inadeguati. Illuzzi oltre che scarso è anche presuntuoso. Corre male, non segue il gioco e vuole fare il protagonista a tutti i costi. Il classico ragazzo che vive in famiglia fino ai 40 anni, quando andava al bar da ragazzino avrà preso gli schiaffetti dietro la testa e con gli amici non poteva giocare a calcio perché scarso e lo hanno messo a fare l'arbitro. Uno così difficilmente si vede sui campi. Se bisogna rovinare una partita il designatore manda Illuzzi e va sul sicuro. Una garanzia. E' ancora in tempo per trovarsi una professione seria. Ros a Cagliari ha fatto danni veri. Un altro che con la categoria ha poco da condividere. Intervengano Abodi e la Can, perché gente così non rovina solo un campionato ma rovina le aziende. Ben vengano arbitri non bravissimi ma almeno umili ed educati. Quello che più dà fastidio è il loro essere protagonisti in un mondo dove dovrebbero essere il più invisibili possibile. Arbitri in B bravi ce ne sono ma purtroppo sono ancora in minoranza. Tutti dovrebbero prendere esempio da Rizzoli; ha conquistato il mondo ed è più umile dei due sopracitati.

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