VERSIONE MOBILE
  HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | TMW RADIO EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
SONDAGGIO
Chi vincerà la Champions League 2017/2018?
  Real Madrid
  Barcellona
  Bayern Monaco
  Manchester United
  Manchester City
  Juventus
  Chelsea
  PSG
  Atletico Madrid
  Roma
  Napoli
  Monaco
  Liverpool
  Borussia Dortmund
  Altro

TMW Mob
Editoriale

Guarin, Vucinic e un giorno di ordinaria follia: tutto sull'affare che ha sporcato l'immagine dell'Inter. E ora arriva Thohir con un piano... brasiliano. Juve regina, ma c'è un epurato. E al Milan...

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista tv per Mediaset Premium e Telelombardia.
21.01.2014 00:00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 92768 volte
© foto di Federico De Luca

Nella notte tra domenica e lunedì pensavo al Tmw che avete sotto gli occhi. "Di cosa scrivo? Della prima di Seedorf e degli scenari Milan, tanto al mercato non succede una beata fava". Così ho fatto: di cose rossonere - se volete buttar via cinque minuti - potete leggere nella seconda parte di questo editoriale che mi piace intitolare "Thohir, nel calcio non c'è il draft".

La giornata di ieri, vissuta sullo scambione Guarin-Vucinic, è stata allucinante per quattro categorie di persone. 1) Chi fa il mio mestiere. 2) I tifosi dell'Inter. 3) I tifosi della Juve. 4) Il resto dei tifosi.
Il primo gruppo, quello dei giornalisti, ha bestemmiato come solo certi portuali marsigliesi sanno fare per l'alternarsi di notizie, smentite, cambiamenti, minchiate varie. Fattacci nostri: in fondo per campare mica spacchiamo pietre.
Il quarto gruppo ha assistito a distanza: c'è chi si è fatto risate grasse, chi se n'è fregato, chi ha detto la sua. Più o meno erano tutti d'accordo: "La Juve fa l'affare, l'Inter la prende in saccoccia".
Poi c'erano i tifosi della Juve: giustamente appagati. La Signora si libera di un buon attaccante divenuto rincalzo di lusso e porta a casa un fior di centrocampista. Un po' anarchico, certo, ma ancora nel pieno delle forze e assolutamente "raddrizzabile" sotto la guida di Conte. Col passare delle ore nella testa dei bianconeri si è fatto largo un dubbione amletico: "Ma se arriva Guarin significa che uno tra Marchisio e Pogba partirà?". Probabilmente sì, a giugno. Il prescelto sarà con tutta probabilità Marchisio, già precettato dal Monaco. Una scelta comprensibile: con il grano intascato si "sosterrà" l'arrivo di Nani o Menez (favorito il primo).
Ma son quisquilie rispetto a quello che è successo in casa Inter, al delirio, all'anarchia societaria che in un solo pomeriggio ha minato la credibilità di un club già trafitto da parecchi anni di mala gestione e amministrazione "creativa".
Abbiamo visto giocatori svuotare armadietti, dirigenti fare affari, rimangiarsi la parola, tornare indietro. Abbiamo "osservato" un presidente che a migliaia di chilometri di distanza prima ha detto "facciamolo", poi se l'è fatta sotto perché ha annusato la rabbia della gente semplicemente dando un'occhiata ai social network più famosi (e anche a quelli meno famosi). Abbiamo ascoltato le dichiarazioni dell'ex presidente Moratti che invitava l'amico Erick a venire presto in Italia; lui che qualche tempo fa aveva detto: "Lascio l'Inter in buone mani". Abbiamo, in definitiva, assistito alla "morte sportiva" dell'Inter, una società gloriosa che oggi è retta solo dai suoi tifosi, gli unici abbastanza lucidi per capire che qualcosa non va. Gli stessi si sono fatti promotori di un messaggio totalmente condivisibile: "Fate chiarezza altrimenti ci incazziamo come bisce". Oggi si bissa con la conclusione della trattativa e il contentino del conguaglio: una vittoria di Pirro, se a Giacarta sanno chi era.
Solo che al momento è impossibile "fare chiarezza", semplicemente perché "fare chiarezza" significherebbe dire la verità. E dire la verità, a volte, fa paura.
C'è chi dice "è tutta colpa di Moratti", chi "l'indonesiano ha già rotto le balle". In concreto sappiamo che ognuno s'è fatto o si sta facendo gli affaracci suoi. Moratti aveva bisogno di coprire una voragine. L'ha fatto e ha stretto la mano a un presunto magnate fino a quel momento sconosciuto ai più. S'è fidato e ora, forse, s'è già pentito.
Il club è passato nelle mani di un uomo dalle migliori intenzioni. Si chiama Erick Thohir e non è un benefattore: vuol fare affari. Nella sua testa ha un piano meraviglioso: compro un club glorioso, ripiano i debiti con la legge del "acquisto giocatori solo se li vendo", ricostruisco dalle macerie, faccio crescere il marchio Inter, poi proverò a vincere. Un piano da Libro Cuore: onesto, sincero. Un piano che - diciamolo - francamente si può realizzare solo nel mondo fatato dei Mini Poni, e anche laggiù, in mezzo alle praterie e agli unicorni, ci vorrebbero almeno dieci anni.
Thohir vuol fare le cose con calma ma di calcio non sa niente, soprattutto di calcio italiano. Lo invitiamo ad assistere a un assemblea di Lega, a una riunione di quelle piene di capoccioni che si spartiscono i quattrini dei diritti tv. Capirebbe che fare affari col calcio è impossibile, soprattutto se gestisci un club che non ha tempo di aspettare, che al coretto "chi non salta lossonelo è" sorride la prima volta, ma la seconda smette e pretende fatti. I presidenti di calcio non sono imprenditori, o anche sì, ma quando trattano di petrolio o metallurgia. Quando trattano di cose pallonare sanno che andranno in perdita, al massimo alla pari se per caso arriveranno le vittorie e i trofei in serie. Certo non resteranno a galla con la logica del "vendo tutto che tanto è l'anno zero".
Venerdì (forse prima) Thohir sarà a Milano. Crediamo che anche a distanza abbia capito che qualcosa non va, che il suo piano illuminato probabilmente è già andato a farsi benedire. Dovrà trovare una soluzione, dovrà sorridere meno e fare più fatti, dovrà fare di tutto per accaparrarsi Hernanes (i contatti con la Lazio sono in aumento), dovrà curare una ferita bestiale inflitta all'immagine dell'Inter: una società che merita rispetto orca miseria.

Ora il resto, se vi va.
Intanto vado a ringraziare i ragazzi di "Chiamarsi bomber tra amici senza apparenti meriti sportivi" (seguitissimo gruppo su feisbuc) per aver dato eco a una cazzata detta da me medesimo domenica sera durante la prima del "cappottatissimo" Clarence Seedorf. Ecco la cazzata: "Honda sembra Birsa con un buon ufficio stampa". La cosa non è piaciuta a tutti, soprattutto a Birsa. Ma tanto lo sloveno non ha un buon ufficio stampa e quindi 'sticiufoli. Quanto a Keisuke confidiamo sul fatto che non sappia l'italiano. E non lo sappia il suo ufficio stampa. Per non saper né leggere né scrivere e evitare l'ira funesta del Sol Levante andiamo col rattoppo: "Honda sembra Savicevic con due chili di brasato sullo stomaco". Per la proprietà transitiva "Birsa con un buon ufficio stampa sembra Savicevic con due chili di brasato sullo stomaco".
E vabbè, anche per oggi a boiate siamo partiti bene. Ma ci facciamo subito seri perché abbiamo notizie succose su Seedorf, vittorioso alla "prima" come solo i predestinati e assai elegante avvolto nel cappotto di gnu che a venderlo ti compri almeno un terzino di discreta fattura.
Diciamola tutta, il ragazzo ci sa fare. Mica per quel che il Milan ha fatto vedere in campo (ottimi quindici minuti iniziali, buon primo tempo in generale, pessima ripresa), ma perché ha certamente fatto tornare il sorriso al suo presidente. Merito del risultato, merito del possesso palla, merito della ostentata "classe" a bordo campo e in conferenza stampa (sì, conta anche quella), merito del lato B assai pronunciato (senza quello non si va da nessuna parte), merito soprattutto del naturale ottimismo offerto a chilate dall'antivirus Clarence, lui che all'interno dello spogliatoio rossonero alternerà la carota al bastone. Non il suo. Si spera.
Di sicuro sappiamo che a dar man forte al neo mister presto arriveranno Stam e Crespo, con Tassotti destinato a seguire Allegri al termine della stagione nonostante le parole lusinghiere dello stesso Seedorf. Per Davids, invece, niente da fare: al massimo avrà in dono un biglietto omaggio per visitare "la casa del cappotto di una certa importanza", esclusivissimo negozio dove si rifornisce il panterone rossonero. Nel frattempo abbiamo verificato per chi fosse interessato: il cappotto di Clarence c'è anche da uomo.

E la squadra? L'ingresso in campo di gattone Silvestre ci fa capire che anche Seedorf ha già bocciato il dolce Rami. Il ragazzo sarà rispedito al mittente, ma la cosa non accadrà prima della fine della stagione. Nonostante tutto il Milan non tornerà sul mercato a meno che non sopraggiunga la possibilità di arrivare a un centrocampista del genere "poca spesa, tanta resa". Parolo è una possibilità che resta concreta, soprattutto se Nocerino accettasse l'eventuale passaggio a Parma per realizzare uno scambione da leccarsi i baffi. Di sicuro sappiamo che da oggi ogni operazione di mercato dovrà avere l'avvallo di Sogliano Sean, futuro ds del Diavolo per stessa ammissione di Galliani. Proprio Sogliano farà di tutto per presentarsi a Milanello a giugno con un regalino niente male: si chiama Iturbe, uno che alla nascita ha evidentemente pescato al distributore di cognomi "nomen omen" come la maiala Peppa Pig.L'esternissimo piace a mezzo mondo, ma la voglia di seguire "babbo" Sean potrebbe fare la differenza. Altro affare possibile in porta: con Abbiati destinato a fare il vice, il n° 1 sarà di Marchetti.

E Balo? L'intesa con Seedorf sembra ottima, ma il sottoscritto non cambia idea: in zona Mondiale Mino lavorerà per il "bye-bye" col benestare dei Berlusconi (babbo e figlia).

Ps. Chiediamo umilmente scusa se ci siamo dilungati fino alla noia, ma stiamo lavorando alacremente per ottenere il dono della sintesi di Carolina Marcialis. (twitter: @FBiasin).


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
Troppe Serie A, il calcio sia riformato subito: chi ha la memoria corta non è De Laurentiis. Juve schiacciasassi e Higuain non è diventato un brocco mentre il Torino è ancora vittima degli eccessi di Mihajlovic. 24.09 - I campionati di Serie A vanno avanti. No, non c'è refuso e neppure stortura in questo attacco ma la pura e semplice, nonché amara, verità. La Juventus, il Napoli e la Roma sono da Champions. Inter e Milan degne di una lega d'alto spessore e perché no pure una Lazio mai doma nonostante...
Telegram

EditorialeDI: Mauro Suma

Andrè Silva: a Suso era andata molto peggio. Moratti: ruolo operativo non significa quote. Napoli: e goditela una volta per tutte! 23.09 - C'è qualcosa di psicologicamente ossessivo e di calcisticamente patologico nei detrattori di Andrè Silva. Dopo la tripletta di Vienna, era la fine del mondo se un talento del genere non giocava contro l'Udinese. Dopo la Spal, è tornato un boomerang da usare contro la campagna acquisti...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Campionato falsato, subito la riforma e premio-promozione. I limiti dell’Inter, a gennaio uno fra Ozil, Draxler e Vidal. Juve, i nodi di un mercato modesto. Howedes rotto, Douglas Costa fantasma. Con Uva in Uefa l’Italia più forte 22.09 - Dopo cinque giornate è già abbastanza chiaro che il campionato è falsato. Facendo una proiezione, a dicembre, ma forse prima, la situazione sarà già ben delineata con 7-8 squadre in corsa per i posti che contano, quattro o cinque in lotta per non retrocedere e le altre (troppe) senza...

EditorialeDI: Luca Marchetti

Il Napoli è devastante, Juve alla tedesca. Il duello è appena iniziato... 21.09 - Impossibile non parlare di calcio giocato nella sera dell'infrasettimanale. Impossibile non parlarne dopo una serata piena di emozioni e che regala al campionato dopo 5 giornate le due prime della classe lassù in testa alla classifica a punteggio pieno con una dimostrazione di forza...

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Inter, buon carattere…. Mondi diversi: Patrick vs Patrik! Sarri perché non parla? E poi CR7 a Lisbona! 20.09 - L’Inter si ferma a quattro vittorie. A Bologna, i nerazzurri non vanno oltre l’1-1. Straordinari i giocatori di Donadoni, bravi a non mollare quelli di Spalletti. Onestamente Icardi (altro gol) e compagni non hanno incantato. Nella prima frazione, il Bologna ha dominato con un Verdi...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Juve: l'incoerenza di chi non vuol vedere (occhio a Higuain...). Inter: c'è un nemico alle porte (ma anche una soluzione). Milan: il rebus del "9" e altre malignità. Napoli: se il problema è fuori dal campo 19.09 - Ciao. Stasera c’è il campionato, domani pure, dunque qualunque cosa io scriva rischia di essere usata contro di me. Per questo e per altri motivi ragioneremo su cose frivole. Per esempio, non so se avete letto, ma la migliore amica della piacente cantante Selena Gomez le ha donato...

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Juve, ormai vincere in Italia non basta. Pecchia e Baroni, i conti non tornano. Sassuolo, il mercato non perdona. Visto Montella? Bastava metterli dentro... 18.09 - La Juventus vince e passeggia in Italia ma, ormai, non basta più. Vedere Dybala segnare e realizzare triplette non fa più un certo effetto perché, anche se il nostro campionato è leggermente migliorato, la Juventus è ancora troppo avanti sulla concorrenza. Certo, il Napoli c'è e anche...

EditorialeDI: Raimondo De Magistris

Allenatori, la rivoluzione silenziosa: il vento è realmente cambiato? Tra podio, sottovalutati e chi ha tutto da dimostrare: ecco il nuovo trend dei presidenti di Serie A 17.09 - Parto da una rapida riflessione, prima di arrivare al nocciolo della questione: se Conte o Simeone a maggio avessero accettato la mega-offerta dell'Inter, questa estate probabilmente solo due club di Serie A avrebbero cambiato allenatore per la stagione appena iniziata. I nerazzurri,...

EditorialeDI: Mauro Suma

Milan, da Romagnoli a Conti. Inter e Juve: primo, minimizzare. Roma, Il Ninja sbuffa 16.09 - Il Milan della scorsa stagione, pur con una rosa più stretta e meno qualitativa, ha superato le lunghe degenze di Montolivo prima, di Bonaventura poi e di Abate da Febbraio in poi. Il Milan di questa stagione è e deve essere in grado, con tutta la sua attrezzatura, di fronteggiare...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Juve, ecco tutti gli errori fatti a Barcellona. Processo a Allegri. Douglas Costa non serve. Paragonare Dybala a Messi è follia. Donnarumma deve scegliere il Milan o Raiola. Inter, contatto per Chiesa 15.09 - Conosciamo troppo bene il calcio per non sapere che tirare conclusioni a settembre è roba da ricovero. Soprattutto quando si parla di Juve e di Allegri. Ricordate l’anno dei dodici punti in dieci partite? E comunque la non brillantezza, le partenze in salita a settembre, sono una...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.