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La Giovane Italia
Editoriale

Higuain-Milan, questo matrimonio si deve fare. Le altre cessioni della Juventus. Inter: arriva Modric o esce Perisic? La Roma non può perdere N’Zonzi. De Laurentiis e il Bari si consolano

01.08.2018 00:00 di Tancredi Palmeri  Twitter:    articolo letto 55566 volte

Uno scoglio di 4 milioni e mezzo di € non può arginare il mare di 144 ore di trattativa tra Juventus e Milan per muovere tutto il giro di Higuain, Bonucci e Caldara. Non si fanno trattative per un totale di 135 milioni di € di cartellino per poi arenarsi su 4 milioni e mezzo. Che per carità sono 4 milioni e mezzo, e dunque si negozierà maledettamente, ma andrà come deve andare.
E non fatevi sviare dalle parole di Marotta, che sulla conclusione di Higuain al Milan ha detto: “Mica tanto”. Marotta non è là per simpatia: è là perché sa far quadrare i conti, e per un tavolo di trattativa di 4 milioni e mezzo vale tutto, anche le bugie più grosse.
Finirà come deve finire, se la Juve sarà formidabile non scucirà un centesimo, sennò nella normalità si chiuderà a un paio di milioni di buonuscita.
Andrà come deve andare, per due motivi:
1) Pensate al Milan, dov’era 15 giorni fa: fuori dall’Europa, senza sapere quanti soldi avesse in tasca, e pensate a dov’è adesso, con Higuain e Caldara a prezzo modico. Davvero complimenti a Leonardo.
2) Ma soprattutto la Juventus ha bisogno di dare via Higuain, e ha bisogno di dare via Caldara: sono soldi che entrano, è uno stipendio pesante che si libera, ed è una plusvalenza secca che Caldara porta in dote. E non è che di questa ci sia un bisogno: no, c’è assoluta necessità.

Perché era a dir poco infantile che qualcuno si illudesse che l’acquisto di Cristiano Ronaldo fosse indolore: sì, eleva il fatturato, e lo eleverà ancora di più. Ma tempo al tempo, Cristiano non si ripaga da solo immediatamente, e non con uno stipendio del valore totale di 60 milioni. Alla Juve manca ancora molto, moltissimo per rientrare nei paletti. Almeno un’altra cessione eccellente è necessaria se non si vuole rischiare grosso con il fair play, o sennò un paio di cessioni ottime. Perché i famigerati 55 milioni del Chelsea per Rugani ancora non si sono visti, e parenti volatili sono i 20 milioni per Sturaro. Poi la dirigenza è una garanzia, perché nel gioco dei numeri riesce a infilarti Bonucci titolare, però se vengono spesi così tanti giorni per questa trattativa nonostante ne manchino solo 17 alla fine del mercato, vuol dire che c’è una dannata necessità di far quadrare i conti.

Nel frattempo sbiella il mondo Inter per la notizia dei contatti con Modric. E’ vero che anche Juventus-Cristiano Ronaldo era fantacalcio, ma qua mancano così tante basi logiche e economiche che sembra davvero un tentativo per farsi dire di no (o magari per prendersi un applauso a gratis).
Qui lo dico e non lo nego: se mi sbaglierò sulla concretezza di questa trattativa, se veramente arriverà Modric, pagherò pegno con una penitenza proposta dai lettori.
Piuttosto: il mercato della Premier chiude tra soli 8 giorni, e il grande amore Mourinho può essere la grande fregatura per l’Inter. Mourinho continua a insistere per due acquisti, il tempo stringe, la posizione dove il Manchester United cerca uomini è proprio sull’offensiva destra. E last but not least, il Manchester United è clamorosamente famoso per i panic buying dell’ultimissimo minuto, gli acquisti sul filo di lana magari a prezzi esorbitanti. Riuscirebbe l’Inter a respingere un assalto da 70 milioni o più per Perisic? Occhio alle uscite prima delle entrate…

Se a Milano il dt Ausilio magari si prenderà applausi facili per Modric, a Roma invece Monchi deve tornare in cima dopo lo smacco Malcom. Il suo lavoro non si discute, ma quello che è successo brucia a tutti, tecnicamente e moralmente.
Anche per questo la Roma non può perdere N’Zonzi, oltre al fatto che un regista granitico in mezzo serve come il pane. L’accordo con il giocatore c’è; con il Siviglia ballano circa 7 milioni di differenza. Una seconda défaillance sarebbe un pessimo messaggio all’ambiente.

Nel frattempo a Napoli tutto tace. Tranne De Laurentiis, verrebbe da dire. Se si tergiversa su Ochoa e Arias, non è per niente un buon segno. Ha preso il Bari nel frattempo il presidentissimo napoletano.
Per il Bari la cosa migliore sarebbe stata l’investimento di Andrea Radrizzani: ma istituzioni e vecchi proprietari l’hanno fatto scappare. E allora bisogna consolarsi con quello che c’è.
Tra le 11 proposte rimaste - alcune davvero ridicole - le più serie erano quelle di De Laurentiis e Lotito. In questa maniera, c’è un percorso aperto verso la Serie B. Certo, oltre non si sale. Ma visto dove è sceso il Bari, va bene anche così.


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