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La Giovane Italia
Editoriale

I colpi di Leo, il ruolo di Paolo, il lavoro di Rino: notte prima degli esami

10.08.2018 07:30 di Luca Serafini   articolo letto 16469 volte

Tra una settimana è campionato. Possiamo davvero dire che l’estate è volata, sotto questa cappa di afa con ventate di grande ottimismo. Di meritato sollievo. Mi fanno ridere i censori del ruolo di Paolo Maldini, come se avere una figura di riferimento così autorevole non fosse già di per sè una garanzia. Aveva rifiutato il fasullo Milan cinese, più brianzolo che mai, per mancanza di compiti propri e strategie societarie: è evidente che se oggi Paolo è di nuovo qui, significa che le due condizioni sono state soddisfatte. Punto e a capo.

Il mercato procede camminando sulle uova del FPF e delle esigenze oggettive di squadra: Leonardo ci danza sulle punte, non vi saranno sprechi né di energie né di denaro. Semmai, sbocciano segnali di vicinanza e solidarietà a Rino Gattuso che sarebbe francamente sorprendente non esistessero: umano e comprensibile che la nuova proprietà aspirasse al “suo” tecnico, Antonio Conte, ma chiunque abbia avvicinato l’ex tecnico di Juve e Chelsea in questi ultimi mesi, si è sempre sentito rispondere lo stesso ritornello: prima deve risolvere le sue questioni con Abramovich. Lo ha detto a Perez, Costacurta e probabilmente anche a Singer. Il lavoro di Rino in questi mesi è stato però troppo importante e in perfetta sintonia con il nuovo corso, per essere spazzato via: ha ridato spina dorsale e senso di appartenenza a una squadra e a uno spogliatoio ridotti a mammolette dagli ultimi allenatori e dai fantasmi dirigenziali. 

Ora si tratta di trovare sbocchi funzionali non solo a Higuain, ma a tutto il reparto di attacco dove le soluzioni appaiono più ridotte rispetto a quelle difensive. In questo senso il lavoro degli esterni è fondamentale e per questo, aspettando Conti, è ora che Rodriguez salga a livello delle sue prestazioni in Nazionale e Calabria abbia la consacrazione definitiva, con un occhio di riguardo a Strinic autore di un ottimo Mondiale. 

Dopo di che, il centrocampo sarà rinforzato ancora, ma Biglia ha il dovere di trovare continuità di livello e Kessie sbrogli qualche matassa di troppo che gli obnubila le idee in alcuni momenti di trance agonistica. 

La base era buona e Leonardo la sta migliorando non poco. Teniamo le bocche cucite sugli obiettivi: ripetere 2 volte il girone di ritorno della scorsa stagione vorrebbe dire tornare là dove con Leonardo, Maldini e Gattuso giocatori ci eravamo lasciati e dove vivevamo come a casa nostra. 

Chiudo con il consueto pensiero extracalcio. In queste settimane in cui retorica e squallido panorama ideologico si mescolano sulla pelle della tolleranza, della civiltà, del buon senso, non cadete nelle trappole della propaganda o della becera opposizione: aggrappatevi alla vostra educazione, alla vostra cultura, ragionando e giudicando con la vostra testa. Perché noi gente comune, non avendo interessi di partito se non quelli di arrivare a fine mese, dobbiamo saper distinguere da soli tra verità e mercificazione. Tra razzismo e difficoltà di integrazione. Perché siamo noi a vivere la strada ogni giorno, non i politici né tanto meno i giornalisti di regime. Quale esso sia. 


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