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Editoriale

I ritorni in Italia dalla Cina alla Spagna, Benitez e il futuro a Napoli e di Napoli, la Juve fra difesa e strategia

Nato a Terni il 6 maggio 1976, lavora a Sky come vice caporedattore e si occupa del coordinamento del telegiornale. Tra i volti più conosciuti del calciomercato per l'emittente di Rupert Murdoch.
18.12.2014 00:00 di Luca Marchetti   articolo letto 28305 volte
© foto di Federico De Luca

Gennaio, si sa, è il mercato delle opportunità da cogliere. Opportunità per poter chi ha bisogno di migliorare qualitativamente la propria situazione.
Due vengono dalla Cina: e si chiamano Diamanti e Gilardino. Da cogliere per Verona e Atalanta, quelle che su questi due nomi hanno messo gli occhi da un po' di tempo. L'avventura in Cina, dopo la vittoria del campionato, potrebbe essere già conclusa, nonostante sia stata molto remunerativa. Il richiamo del calcio italiano si fa sentire. Soprattutto ora che Lippi non c'è più e il feeling con il nuovo allenatore Cannavaro è da costruire. Insomma: se l'offerta dovesse essere interessante, almeno tecnicamente, il loro ritorno è tutt'altro che lontano.
E chissà che non possa inserirsi in questa scia anche il Milan. Non tanto per Gila che in rossonero ha già dato, quanto per Diamanti. Al momento è soltanto un'idea, ma il passaggio all'albero di Natale, da parte di Inzaghi, potrebbe rappresentare un alleato per Alino. Una trattativa, eventualmente, da costruire. Anche capire quello che pensa Inzaghi è da prendere in considerazione, visto che comunque la sua idea (all'inizio dell'anno) partiva da un 4-3-3 con ali larghe.
Ecco perché nei giorni scorsi il Milan ha provato a mettere in piedi una trattativa con l'Atletico. Torres in cambio di Cerci. I due delusi dal mercato estivo: nessuno dei due è riuscito a ritargliarsi uno spazio importante nel nuovo club. Tornare nel proprio paese potrebbe significare riprendere sprint e vitalità. Ma al momento all'Atletico non interessa per niente. Intanto si lavora sui parametri zero: nel mirino Munoz, difensore del Palermo
Anche la Juventus si sta guardando intorno. La priorità va al difensore centrale e i nomi in area Juve sono sempre gli stessi su cui i bianconeri lavoreranno in silenzio cercando di avvicinarsi con la solita politica dei piccoli passi (Rolando e Murillo). Poi ci sono i continui rapporti con il Sassuolo: in settimana incontro per parlare di nuovo di situazioni da estate. Zaza, Berardi e anche Vrsaljko. Sempre meglio mantenere i buoni rapporti: le opportunità ci sono, ma molto dipenderà anche dalle altre mosse dei bianconeri. Dalla fascia destra (Montoya) e attacco potrebbero essere molte le strategie da qui alla prossima estate.
Il Napoli ha praticamente preso Gabbiadini (si continua a lavorare) tanto che la Samp ha già trovato come sostituirlo: Correa è una realtà, Muriel un'opportunità. E questa è sicuramente una brillante idea per le qualità del ragazzo che potrebbe esaltarsi nel contesto blucerchiato. Al momento non tornano i numeri, ma i contatti sono continui.
Come continui sono i contatti fra Napoli e Strinic. Il ragazzo si libera a zero a dicembre: è un'ottima opportunità (a proposito…) da cogliere. Ma si sa, i work in progress del Napoli hanno sempre le stesse tempistiche. Ecco perché spunta un'altra pista, quella di Avelar, ora al Cagliari. Sempre meglio avere una pista di riserva. Ma quello che tiene banco di più a Napoli è il contratto di Benitez: lui in conferenza stampa ha ribadito che onora il contratto con il Napoli (a scadenza però a giugno) e rinforza la propria posizione. Ha rifiutato due squadre negli ultimi 15 giorni: ora manca il passo successivo. Mettersi a un tavolo con De Laurentiis per parlare di un orizzonte temporale più lungo del prossimo giugno.
In chiusura due considerazioni. Una sul Parma che ufficialmente è cambiato di mano e che nella giornata di venerdì dovrebbe svelare i nomi degli imprenditori che hanno rilevato la società dalle mani di Ghirardi. Ma è stata una giornata strana: se da una parte c'erano delle dichiarazioni ufficiali del nuovo presidente sul sito ufficiale gialloblu, dall'altra, intervistato da un sito, Doca diceva che ancora non era chiuso un bel niente. Ha provato a chiudere tutto il (ex) presidente Ghirardi con un'altra nota ufficiale: tutto fatto davanti a un notaio, non capiamo le dichiarazioni di Doca. Non le capiamo neanche noi. Speriamo che venerdì tutto sia chiaro, soprattutto per interesse di Parma e del Parma. La sicurezza della famiglia Ghirardi è granitica, difficile aspettarsi sorprese, lo sarebbero anche per lui…
La seconda è sullo stato di salute del calcio italiano e le coppe Europee c'entrano poco. C'è un dato su cui riflettere visto che si parla tanto di riforme che possono cambiare (e migliorare) la qualità della nostra Nazionale. Negli ultimi 5 anni gli espatriati sono aumentati di 12 punti percentuali. Quasi un esodo. Da fermare, per far crescere i nostri talenti in Italia. Stage o non stage, Conte potrebbe avere una Nazionale con un gruppo più forte. E i ritorni non è detto che debbano venire solo dalla Cina…


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