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Editoriale

Ibra, no del Milan senza soci. Idea Napoli se parte Higuain. Pogba, una strategia nuova. Mancini tentato dall'Arsenal. I piani della Fiorentina non portano a Corvino. Nazionale, Guidolin no

Giornalista professionista e scrittore, editorialista del Quotidiano Sportivo che ha rifondato e diretto per cinque anni. Opinionista radio e tv. Twitter @EnzoBucchioni
01.04.2016 08.00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 45306 volte
© foto di Federico De Luca

L'irruzione in Italia di Mino Raiola ha dato una bella accelerata alle idee di mercato e alle possibili soluzioni operative per l'estate prossima. E' ovvio che molto girerà attorno agli unici due campioni rimasti nella nostra serie A, vale a dire Pogba e Higuain, valutati più o meno cento milioni l'uno. Nessuna decisione è ancora stata presa, naturalmente molto dipenderà da come finirà la stagione, ma intanto si comincia a ragionare.

Guarda caso il procuratore di Pogba è proprio Mino Raiola che ha inoltre il non piccolo problema di trovare una sistemazione importante per Ibrahimovic che dopo quattro anni lascerà il Psg.

Raiola l'altro giorno è stato a Vinovo, poi anche a Milanello dove ha parcheggiato (in tutti i sensi) Balotelli che il Milan non confermerà. Di Balotelli, però, si è parlato poco.

Il nome più caldo è invece quello di Ibrahimovic che al Milan tornerebbe volentieri, soprattutto la moglie è pazza di Milano. Raiola deve aver capito che l'operazione con i rossoneri è praticamente impossibile. Oggi Ibra guadagna 12 milioni più bonus che lo portano attorno ai quindici e anche se dovesse accontentarsi (!) di qualcosa meno, facciamo dieci?, con un contratto come minimo biennale, questa è un'operazione che vale quasi cinquanta milioni. E' vero che il cartellino non incide, ma è chiaro che in questo momento il Milan non può permettersi un giocatore del genere che, fra l'altro, viaggia sui 35 anni . Senza un socio (dove è finito mister Bee?) capace di immettere liquidità e senza la Champions con i suoi cinquanta milioni, il Milan è destinato a campionati di assoluta autarchia.

Quando parla Berlusconi va sempre ascoltato e interpretato. Ieri è stato chiarissimo, senza soci, ha parlato di squadra italiana e giovane. Come dire, facciamo con quel che passa il nostro calcio, soprattutto puntiamo su ingaggi moderati. In questa ottica si inserisce anche una ritrovata disponibilità verso Mihajlovic. Mandarlo via vuol dire pagargli un bel po' di soldi e un nuovo tecnico richiederebbe altri investimenti. Niente sogni, dunque. Non è il momento e vien da sorridere quando, oltre a Ibra, vedo grandi nomi accostati ai rossoneri. Chi li suggerisce mister Bee in persona?

Logico quindi che Raiola pensi anche ad altre soluzioni. Il nome del Napoli non è venuto a caso e parlare di cinema non è solo una battuta caustica. Portare Ibra a Napoli saprebbe tanto di cinepanettone o telenovela. Lo svedese potrebbe essere l'unico giocatore in grado di far digerire ai tifosi un ipotetico addio di Higuain.

Ma l'argentino se ne andrà? Non chiedetelo al Napoli, si innervosisce. C'è una clausola da 94 milioni e chi lo vuole si deve organizzare, il resto in questo momento nessuno lo sa. Se gli azzurri dovessero vincere lo scudetto per Higuain sarebbe più facile salutare in gloria. Invece con il secondo posto l'argentino sarebbe disponibile a restare? De Laurentiis sta provando a prolungare il contratto alzando ingaggio e clausola, ma la trattativa è difficile. In entrambi i casi una carta pronta come Ibra potrebbe servire.

Scendendo più in basso, sempre il Napoli sta provando con l'Udinese a chiudere con Zielinski che gioca a Empoli e Sarri utilizzava come trequartista. Visti i buoni rapporti si può fare.

Tornando a Raiola, con la Juventus sta cercando di mettere a segno una nuova strategia. I bianconeri pensano sempre alla cessione con il reinvestimento dei cento milioni su 3-4 giocatori di alto livello. Operazione possibile e logica che però alzerebbe il monte ingaggi a dismisura. Quindi se Pogba non dovesse chiedere aumenti eccessivi ed è davvero felice di stare a Torino, le risorse finanziarie per un trequartista, un difensore e un esterno di difesa potrebbero arrivare al bonus Champions e da altre operazioni in uscita. Oppure da pagamenti dilazionati. Una mano potrebbe darla proprio Raiola portando a Torino giocatori della sua scuderia come Mikitharyan e convincendo Pogba ad aspettare un altro anno per decollare. Perché questo? La Juve l'anno prossimo vuole puntare sulla Champions, non sarebbe logico smontare ancora la squadra, ma anzi, andrebbe solo rinforzata come detto in alcuni ruoli, per essere ancora più competitiva. Lo scenario è aperto, anche gli Europei potrebbero suggerire nuove indicazioni.

Aperta anche la situazione all'Inter. I nerazzurri stanno lavorando di pari passo con l'Uefa per evitare sanzioni e restare nei limiti finanziari prescritti. Il futuro non prevede grandi investimenti se non ci saranno cessioni importanti (Icardi ?) e Mancini aspetta di conoscere la situazione nei dettagli. C'è ancora una speranza di centrare quel terzo posto che potrebbe cambiare gli scenari, ma nessuno si illude. Difficile in questa situazione, ad esempio, convincere Tourè a venire all'Inter. Che farà Mancini con programmi moderati? Dall'Inghilterra rimbalzano voci, ci sarebbe pronta per lui la panchina dell'Arsenal. Mancini sarebbe il dopo Wenger secondo alcuni tabloid, ma siamo a livello di idea.

Per ora non è venuta invece alla Fiorentina l'idea di riprendere Corvino. La stima è alta, i rapporti cordiali, i contatti ci sono sempre stati, ma l'organizzazione societaria viola che non prevede un unico responsabile dell'area tecnica non sarà cambiata. Non crediamo che Corvino sarebbe disposto a lavorare senza pieni poteri. Comunque gira sempre l'ipotesi di un cambio dopo quattro anni belli con Pradè. Ma, come sopra, anche per la Fiorentina molto dipenderà dal campionato. Se i viola arrivassero terzi (un trionfo, praticamente) un cambio sarebbe ingiustificato.

Il cambio di Conte, invece è stato obbligato. Tavecchio ha tante idee e tutte confuse. Due anni fa ha sfruttato il nome di Conte per metterselo all'occhiello come un fiore, oggi è impossibile. Non ci sono i soldi e i grandi allenatori non si impegnano con questa federazione minore. Ieri girava il nome di Guidolin, ormai Tavecchio li sente tutti. Guidolin è un allenatore bravissimo, ma allenatore. Avrà il tempo per lavorare e gli stage si faranno? Per noi no. Quel genere di tecnico in nazionale fa fatica, ma vallo a spiegare a Tavecchio e al suo fido consigliori Lotito. L'Italia del pallone è nelle loro mani e poi qualcuno si chiede ancora perchè Conte è andato al Chelsea....

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