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La Giovane Italia
Editoriale

Il derby di Milano: strade incrociate, obiettivi comuni

18.10.2018 07:22 di Luca Marchetti   articolo letto 8830 volte
© foto di Federico De Luca

Siamo entrati nel vivo: la settimana del derby di Milano. E dopo la pausa per gli impegni della Nazionale, che ci ha regalato una bella vittoria contro la Polonia fatta di speranza e di bel gioco, non poteva tornare con una partita migliore, il campionato di serie A.
Milan e Inter rappresentano la voglia di rinascita del calcio italiano. In un certo senso rappresentano anche il futuro, l'ambizione del nostro pallone. Quella voglia di tornare a giocare nel giardino che si considera proprio... Se la capofila di questo movimento è la Juventus, che con CR7 si è proiettata nell'aristocrazia europea, Milan e Inter vogliono arrivare lì, vogliono tornare lì. E sanno benissimo che non sarà un cammino semplice. Servirà grande competenza, grande pazienza, qualche intuizione particolare e una capacità gestionale e manageriale non indifferente.
Milan e Inter cercano il riscatto, il riscatto completo. Per farlo si sono "dovuti" affidare a una proprietà straniera. Agli antipodi, agli opposti. Una in Cina, l'altra in America dopo aver vissuto esperienze cinesi (?) non proprio edificanti, nonostante le promesse. L'Inter in mano alla famiglia Zhang, una delle più solide realtà dell'Est europeo che ha investito nel calcio prima che le necessità del governo cinese avesse poi altre intenzioni. Ma questo non ha impedito di fare investimenti di primo livello: non tanto e non solo nella squadra (visto che poi c'è da tenere in considerazione anche il FFP) ma sulle infrastrutture e settore giovanile. Il Milan in mano alla famiglia Singer, proprietaria del fondo Elliot, che di mestiere guadagna sugli investimenti quindi a maggior ragione vuole portare il Milan in alto, non soltanto per questioni di prestigio.
L'Inter dopo anni ha trovato un equilibrio (anche dirigenziale) che le ha permesso di costruire una squadra interessante, completa, ancora perfettibile (ci mancherebbe) ma già buona per dire la propria anche in Europa dove le cose si sono messe bene.
Investimenti oculati, prestito molto onerosi con diritti di riscatto hanno "sostituito" gli obblighi di un paio di anni fa. Ma soprattutto sono arrivati i gol della trequarti con Keita, Politano e soprattutto Nainngolan. E' arrivato un giocatore come Lautaro Martinez che ha già meravigliato. Ci sono due parametri zero come De Vrij e Asamoah che hanno dato solidità alla squadra. Il mercato dell'Inter è stato quasi chirurgico e allo stesso tempo ha modificato in maniera molto profonda la rosa. La sinergia fra allenatore e direttori è sembrata perfetta. E' un mercato che ha reso l'Inter più consapevole delle proprie qualità. Poi certamente è il campo a dire l'ultima parola e la vittoria con il Tottenham arrivata all'ultimo respiro in rimonta, con uno stadio che invitava all'impresa ha cambiato la testa dei giocatori nerazzurri che fino a quel momento non avevano certamente brillato.
Una vittoria del genere ancora in casa rossonera non è arrivata: non quella che ti fa svoltare. Ma il Milan si sta costruendo adesso. Giudicare il lavoro di Maldini e Leonardo non sarebbe giusto. Hanno lavorato per 30 giorni circa e sono intervenuti con dei colpi (Higuain su tutti) determinanti, ma dettati anche dalle esigenze del mercato. In realtà rispetto alla passata stagione mancava proprio un bomber (vallo a spiegare al Siviglia perché André Silva non andava bene) perché Gattuso si fida della sua squadra. E al vecchio Milan si possono fare molti rimproveri tranne quello di aver allestito una squadra mediocre. E' chiaro che Higuain cambia la faccia alla squadra, forse anche la mentalità. Ma il contorno, Gattuso compreso, è lo stesso. Ora i due dirigenti rossoneri stanno già lavorando per gennaio, arriverà Paquetà, sanno che devono dare il loro graffio a questa squadra. Una squadra che però ha la sua identità. E anche qui torniamo alla mentalità: sia Maldini che Leonardo ne hanno parlato molto soprattutto in avvio di stagione. La mentalità da Milan e nessuno meglio di loro due più Gattuso può darla alla squadra. Il famoso Milan ai milanisti che è sempre stato uno dei dogmi di Berlusconi.
Sul mercato si scontreranno e si incroceranno ancora, Milan e Inter. Inevitabile: perché hanno lo stesso obiettivo. Tornare grandi.


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