HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
SONDAGGIO
"Messi venga in Italia". CR7 lancia la sfida, credete sia possibile?
  E' solo una provocazione, Messi chiuderà al Barcellona
  In caso di addio, andrà da Guardiola
  Perché non 'con' CR7? La Juve dovrebbe pensarci
  Superato il FFP, può essere il regalo di Elliott al Milan
  Suning può provarci: Messi all'Inter contro CR7 alla Juve
  Messi come Diego. Perché non chiudere al Napoli?
  Andrà al PSG se lasceranno Mbappé o Neymar

La Giovane Italia
Editoriale

Inter, i tre errori imperdonabili. Napoli, maledetto gennaio: errori di gioventù. Alleanze ai fili della regolarità. Dal Presidente al Commissario: ma queste riforme chi le fa?

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
05.02.2018 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 25663 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Se fai due punti con Spal e Crotone, allora, non siamo ancora autorizzati a pronunciare la parola "crisi" ma ci siamo molto vicini. L'Inter è scomparsa. Troppo bella, oltre ogni sogno, nel girone di andata. Troppo brutta a dicembre e gennaio. L'Inter non è quella che lottava per il primo posto e non è questa che fa fatica a segnare e al primo errore viene punita. Spalletti non ha colpe. Anzi. Uno, al suo posto, forse si sarebbe anche dimesso. E' stato tradito in estate ed è stato tradito, un'altra volta, a gennaio. Era arrivato a Milano con promesse certe. Nomi forti e progetti ambiziosi. Poi si sono tirati indietro. Ha condotto la squadra fino in cima, in attesa di rinforzi. Non sono arrivati e il mancato colpo Pastore è stato più un danno di immagine che tecnico. Il tifoso ora è nervoso. Si sente preso in giro. Anche perché se vai a San Siro in 60.000 hai diritto di parlare. Le tifoserie che vanno, invece, in mille devono solo tacere. Gli interisti avevano sognato. Forse troppo. Questa squadra non è da scudetto ma tra le prime 4 può ancora rientrare. E' l'obiettivo minimo stagionale. Va raggiunto. Senza se e senza ma. Non ha grandi colpe neanche il duo Sabatini-Ausilio. Loro si attengono alle direttive di Suning. Sicuramente la trattativa Pastore andava gestita meglio e se il 30 gennaio trovi apertura da tutte le parti, il 31 devi chiuderla. Questa è stata la macchia più grande di questo mercato invernale. L'Inter si è persa sul mercato e in campo. Non ha più idee e non ha più gioco. Può raggiungere l'obiettivo ma deve cambiare da subito atteggiamento. Serve più fiducia e c'è bisogno di rivedere la mano di Spalletti.
Il mercato di gennaio non ha lasciato il segno, per molti, ma ha lasciato grosse cicatrici. L'Inter esce ridimensionata dai non acquisti, il Milan avrebbe dovuto regalare almeno una mezzala a Gattuso, invece, regali non erano previsti, la Roma ha fatto danni e la trattativa Dzeko è stata gestita in maniera superficiale. Chi ne esce molto male è il Napoli. La squadra aveva bisogno di rinforzi perché l'occasione di vincere lo scudetto non ricapiterà molte volte. La Juventus è un trattore e, in questa fase della stagione, non perde punti. Il Sassuolo era poca cosa, a dimostrazione che il problema non era in panchina. Con Bucchi, almeno, la squadra aveva perso i punti ma non la faccia. Fin quando Carnevali non si libererà di Angelozzi, il cielo sarà sempre nuvoloso. Tornando al Napoli. Sarri aveva bisogno di uno, forse due acquisti, per completare la rosa. Gli azzurri ne escono molto male. Due le ragioni: prendere un buco da Verdi che gioca nel Bologna dovrebbe far riflettere tutti. Inseguire Politano, fino alle 23.00, offrire 27 milioni più bonus e farsi deridere dal Sassuolo non può essere da Napoli. Squadra prima in classifica in serie A. Oltre al danno tecnico, c'è il danno della figuraccia. Per fortuna il Sassuolo non ha venduto Politano ma qui siamo alla follia di tutti. La prima cosa folle è offrire 27 milioni di euro, più bonus, per Politano. L'altra cosa folle è rifiutarli. Le strategie politiche e di mercato non dovrebbero avere prezzo. Se fossi stato in Carnevali, all'offerta di 27 milioni del Napoli, avrei preso il contratto e portato in bocca al Melia. Altro che posta telematica. Quando ti ricapiterà più di vendere P-O-L-I-T-A-N-O a 27 milioni? Giuntoli è un ottimo Dirigente e lo dimostra costantemente. Vede il calcio con i suoi occhi ed è un grande intenditore. Dove deve migliorare? Sicuramente nelle trattative. Non può sedersi al tavolo del Sassuolo alle 21.00 del 31 gennaio sapendo già di essere in una trappola. Ha alzato la posta e ha offerto molti più soldi del reale valore del ragazzo. Seppure fossi pronto a strapagarlo non lo hai neanche preso. Robe da Oronzo Canà in giro per il Melià. Una piccola parentesi sulle alleanze tra i club. Iniziano a disturbarci un pochino. Va bene avere una società serbatoio per i giovani e prenderli quando maturano. Va bene avere un filo diretto con un club piuttosto che un altro. Ma ci sono alcune sinergie che iniziano a diventare "scomode". Il Sassuolo è troppo vicino alla Juventus e, ripeto, se rifiuti dal Napoli 27 milioni per Politano, fossi in Squinzi, pretenderei che in estate me ne porti 30 la Juventus. Troppo forte anche il legame tra Napoli e Chievo Verona, dove addirittura il Direttore del Chievo viene indicato dal Direttore del Napoli. Perché sappiamo tutti come fa Romairone a ritrovarsi in serie A. Qualche anno fa avremmo gridato allo scandalo. Oggi va tutto bene a tutti. Purtroppo non conosciamo le mezze misure.
Lunedì scorso vi avevo preannunciato che sarebbe stato un lunedì nero. E' stato nerissimo. Niente Presidente e, in un colpo solo, tutti bruciati: Tommasi, Gravina e Sibilia. Serviva un solo nome e sarebbe stata festa per tutti. Tommasi è entrato nella storia del calcio italiano. Tre elezioni federali, tre batoste. L'ultima da protagonista. Damiano ha vinto. Gravina e Sibilia dovevano fare l'accordo ma non dopo la seconda votazione. A quel punto, il numero 1 della serie C ha dimostrato integrità morale e abbiamo apprezzato che non si sia "venduto" per una poltrona. Il divano della C sarà, sicuramente, più comodo. Ora avanti con il Commissario. Vedremo. Una cosa è certa, questo calcio ha bisogno di riforme e cambiamenti. Ecco alcuni punti di riflessione:
- Riduzione dei club di A: da 20 a 18
- Riduzione dei club di B: da 22 a 20
- Inserimento delle seconde squadre
- Far giocare il campionato Primavera nello stadio dei grandi
- Abolire fondo pensionistico dell'AIC e creare una seconda vita ai calciatori che smettono
- Abolire le garanzie bancarie su trasferimenti interni
- Obbligo di almeno 4-5 italiani in serie A: a cascata aiuterebbe tutto il sistema
- Punti di penalizzazione a chi non rispetta i pagamenti sui trasferimenti
- Agevolazione per ingressi allo stadio: basta tornelli e controlli da DIA
- Abolire un girone di serie C
- Dividere la serie D in due: elite e serie D normale. 4 gironi per la D elite, 6 gironi per la D normale
- Dare un significato ai play off di D con promozioni vere e non fittizie
- Dare la possibilità di trasferimenti in prestito tra professionisti e dilettanti
- Abolire la regola degli Under in C e D. O almeno diminuire il numero sull'obbligo

La lista potrebbe continuare ma per il resto ci penserà il nuovo Commissario, al quale auguriamo buona fortuna e diamo il benvenuto in questo mondo di pazzi.


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

La vittoria di Allegri e la sconfitta di Spalletti. Cancelo, rimpianto nerazzurro e clamorosamente sottovalutato in Europa. Agnelli-Zhang segnano la fine della storica rivalità tra Juventus e Inter? 09.12 - Il tempo dei bilanci di fine anno si avvicina ma è chiaro che tracciare una linea su quel che è stato di questo 2018 non sia complicato. La gara di due sere fa di Torino ne è la chiara fotografia: il coraggio non basta, la Juventus prepara Capodanno da febbraio mentre le altre sono...

Editoriale DI: Niccolò Ceccarini

Napoli e Giuntoli il matrimonio va avanti, si lavora ancora per Zielinski. Milan, per Cahill c’è l’ok del Chelsea ma resta l’ostacolo ingaggio. La Juventus ripensa a Isco. Roma anche Weigl nella lista di Monchi. Fiorentina su Sansone 08.12 - Meno di un mese e il mercato sarà di nuovo aperto. E allora parto subito con il Napoli e con Cristiano Giuntoli. Un matrimonio destinato a durare ancora a lungo. Con De Laurentiis il feeling è forte e le parti sono vicine a prolungare il rapporto per continuare un ciclo che si è aperto...

Editoriale DI: Enzo Bucchioni

Marotta sfida la Juventus. Duello a tutto mercato per Barella, Chiesa, Milinkovic Savic, Martial e non solo: il sogno è Dybala nerazzurro. Spalletti, i segreti per fermare Allegri. Un Ronaldo dall’altra parte vent’anni dopo il rigore contestato 07.12 - Marotta non è ancora un dirigente dell’Inter, almeno in via ufficiale. Per opportunità sarà presentato soltanto giovedì prossimo, dopo la sfida di questa sera con la Juve, il suo passato ancora vivo e caldo. Tutto sommato la scelta di Suning è condivisibile, nel calcio ci sono già...

Editoriale DI: Luca Marchetti

Vince sempre il più ricco? E come si fa a batterlo? 07.12 - Spesso si fanno discorsi relativi al fatturato e alla capacità di spesa. È evidente che se hai più soldi sei avvantaggiato: diciamo che come minimo puoi permetterti più errori. Ma da qualche tempo a questa parte, soprattutto in Italia, sembra quasi si sia innestato un circolo virtuoso...

Editoriale DI: Tancredi Palmeri

Derby d’Italia: ma davvero l’Inter pensa di avere qualche speranza? La Juve allo Stadium prepara una vittoria dal sapore spietato. Quello che deve temere la Juventus è su Isco: Paratici sta lavorando, ma la situazione è complicata 05.12 - Era dal 2010 che non si giocava un derby d’Italia al venerdì, occasione che può essere di buon auspicio per entrambe: perché era l’ultimo anno in cui un’italiana vinse la Champions, e quell’italiana fu l’Inter - e il derby si anticipò appunto prima della semifinale Inter-Barcellona. Ma...

Editoriale DI: Fabrizio Biasin

Juve: l'incredibile "fame" bianconera e un solo dubbio. Inter: su Spalletti bisogna darsi una regolata. Milan: altalena Gattuso, da "inadatto" a "mister modello". Tutte le rogne del Var... 04.12 - Il problema del Var che fa incazzare tutti come delle bestie (giustamente) è un non-problema, nel senso che non dipende mica dal Var. Prendersela col Var è come prendersela col semaforo che “questo rosso dura troppo! Maledetto!”. Oh, mica lo decide lui. Ecco, qui la questione...

Editoriale DI: Michele Criscitiello

La Juventus non ammazza il campionato ma tutto il sistema. L'inutilità del Var. Milan, serve la svolta a gennaio. Serie B e C, quando le decisioni? 03.12 - Non è un discorso di essere tifosi della Juventus oppure no. Quelli che leggerete sono solo complimenti verso la società, i tifosi, la squadra, Allegri, i magazzinieri, la segreteria, l'ufficio stampa e l'autista della Juventus. Però il problema non è la Juve, il vero problema è che...

Editoriale DI: Raimondo De Magistris

Dai mecenati al FFP, dai crac alla noia. Così non va: come ripensare la Serie A? O si vara la Superlega o si cambiano le regole, guardando a modelli molto diversi come quello NBA 02.12 - È appena iniziato il mese di dicembre, non siamo ancora al giro di boa della Serie A e tra gli italiani che vivono di pane e pallone ci sono due correnti di pensiero. Ci sono coloro che considerano il discorso Scudetto già concluso, chi dice che raggiungere una Juventus che finora...

Editoriale DI: Niccolò Ceccarini

Di Francesco merita ancora fiducia, a gennaio 2 acquisti. L’Inter si inserisce nella corsa a Tonali, per Gabigol spunta l’ipotesi Premier. Milan per la difesa uno tra Christensen e Cahill. Fabregas più di un’idea ma costi alti 01.12 - Di Francesco e il futuro. Un futuro ancora giallorosso. Merita fiducia anche se la sconfitta con il Real ha fatto riemergere i soliti problemi, soprattutto la mancanza di continuità. La partita di martedì sera va analizzata bene. Il primo tempo è stato molto buono. Casomai è inspiegabile...

Editoriale DI: Enzo Bucchioni

Fabregas al Milan, manca solo l’ok di Abramovich. Ibra già fatto. Juve punta i giovani Ndombelè e Gedson Fernandes, Ramsey più vicino, Isco nel mirino. Inter, Marotta vuole Martial. Perisic può partire per Chiesa 30.11 - Il Milan ha buone possibilità di portare a casa a gennaio Cesc Fabregas, 31 anni, panchinaro di lusso del Chelsea. Il centrocampista spagnolo con Sarri gioca pochissimo ed ha capito che il progetto di rilancio dei rossoneri può allungargli una straordinaria carriera. All’inizio della...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
-->