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Editoriale

Inter ma a cosa ti serve Oriali? Juve, due top player in estate per essere perfetta. Bari, che disastro! Alessandria a 90 minuti dal suicidio perfetto

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
01.05.2017 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 50715 volte
© foto di Federico De Luca

I soldi non sono tutto nella vita e, probabilmente, in futuro l'Inter vincerà tutto ma - fino ad oggi - i cinesi nerazzurri sembrano ricchi e ingenui. Quelli rossoneri, invece, poveri ma scafati e astuti. Senza fare paragoni inutili, Mister Zhang non sta capendo molto di come funziona l'Inter. Vive dall'altra parte del mondo, lo vediamo una volta ogni due mesi e ha lasciato che a gestire l'impero nerazzurro sia il figlio, il quale probabilmente ha grandi qualità ma, finora, sembra che l'unica evidente sia quella di avere un padre intelligente e ricco. Non volendo giudicare il ragazzo dall'apparenza lo giudichiamo dai fatti. Cosa sta facendo per risolvere i problemi dell'Inter? Che idee ha del futuro e soprattutto che idee si è fatto per costruire la prossima stagione? Sinceramente Zhang sembra nel frullatore e l'unica cosa che dovrebbe evitare la sta facendo. Ausilio ha rinnovato fino al 2020 e non abbiamo nulla da ridire se non constatare la lunghezza del contratto e il rinnovo fatto su basi poco convincenti. La squadra non gira e molti acquisti strapagati sono risultati dei flop. Ora Zhang, se l'idea è stata sua, ci ripropone come un film di Totò, Lele Oriali. I film di Totò almeno facevano ridere e - seppur in bianco e nero - li rivedi con piacere. Riportare Oriali all'Inter ha il sapore della solita minestra riscaldata male e finita nel piatto sbagliato. Oriali non serve a questa Inter. E' una figura inutile. O, almeno, se volete è un doppione. Infatti, come avrete notato, chiede garanzie sul suo ruolo. Se prendi Oriali devi far fuori Zanetti e non sarebbe del tutto sbagliato visto che è una bandiera che non sventola e serve a poco; ma - più che prendere Oriali - l'Inter deve prendere un Direttore Generale esperto e navigato. Uno che conosca bilanci e che possa affiancare Ausilio nelle trattative, altrimenti a Piero la prossima estate gli portano via anche le mutande sapendo che l'Inter ha i soldi ma poca capacità. I club europei non sono sprovveduti. Tutti sanno che all'Inter ci sono i soldi ma passano per troppe mani: da Kia ad Ausilio, da Zhang a Gardini e ne esce una frittura mista. L'Inter ha bisogno di semplicità e libertà di manovra. Non servono duemila figure. Poche ma buone. Vada per il rinnovo di Ausilio ma ad Ausilio serve un DG capace. Finora la figura di Gardini non è risultata idonea per un progetto così ambizioso e, dispiace per il buon Zanetti, ma grandi dirigenti non si diventa acquisendo coppe e presenze in campo con la fascia di capitano. Non siamo al supermercato dove più collezioni bollini e più hai premi da ritirare. Almeno così credo che funzioni visto che mia moglie ogni tanto riempie le schede e, spesso, si presenta con qualche pentola nuova. "Amore, ma ancora una pentola? Sì, perché ho diritto ad un omaggio avendo conquistato il 50esimo bollino". Oriali appartiene al passato, Oriali non ha lo spessore per questa Inter ma soprattutto è un ibrido. Non ha capacità da Direttore Generale, non ha capacità amministrative e non è un tecnico che può fare le trattative. Se poi serve per alzare la lavagnetta dei cambi ben venga. Ma per questo bastava l'ex arbitro Romeo.
Complimenti ad Allegri che non si attacca all'errore arbitrale per giustificare la mancata vittoria di Bergamo. Cambio di mentalità che aiuta la squadra a crescere. La Juventus può arrivare fino in fondo e la strada verso il triplete è ancora lunga, ma sicuramente la direzione imboccata è quella giusta. Ci portiamo avanti sul mercato, anche se - a differenza di tutte le altre squadre italiane - non ha senso parlare oggi del mercato della Juventus. Per rendere infallibile questa squadra occorrerebbe un centrocampista (Tolisso è perfetto), un difensore (per il dopo Barzagli) e anche, sembra una bestemmia, iniziare a pensare ad un grande portiere, siccome Gigi non è eterno. Premesso che non credo che Donnarumma possa rappresentare la giusta idea per la Juventus (Donnarumma deve restare al Milan, al massimo deve cambiare agente, non squadra), i bianconeri devono porsi la domanda che mai avrebbero voluto porsi: chi dopo Buffon? La Juventus deve rinforzare il centrocampo ma soprattutto deve lavorare oggi per il futuro prossimo. Allegri non può e non deve lasciare la Juventus. Il progetto non è finito, è appena iniziato. Marotta deve blindare il Mister che sicuramente non è indispensabile, come non lo era Conte, ma oggi è importante per non cambiare dinamiche ed organizzazione interna allo spogliatoio. Il nemico principale della Juventus è la stessa Juventus stessa. Quando le cose vanno troppo bene qualcuno, che in passato ha fallito, prova a rimettere le mani nella marmellata. Andrea Agnelli ha riportato la Juventus a grandi livelli europei e i meriti sono tutti i suoi. Oggi, nella dinastia Agnelli-Elkann, è l'unico capace di gestire la macchina Juventus. Deve stare attento, però, a non far salire nessuno su una macchina che viaggia alla stessa velocità di un frecciarossa.
Scendendo in serie B, finora, non ci siamo mai occupati del Bari. Vi spiego il perché: quando subentrano un Presidente nuovo, un Direttore nuovo e un (due) allenatore nuovo non è mai semplice fare bene al primo colpo. Infatti la prima stagione bisogna considerarla sempre di transizione per poter commettere degli errori che non devi commettere poi l'anno dopo. Ci piace ricordare il primo anno difficile di Marotta alla Juve (settimo), il primo anno in C del Napoli di De Laurentiis e Marino (finale persa con l'Avellino), il primo anno dei Pozzo a Udine e Giulini a Cagliari (retrocesso in B). Il primo anno è sempre terribilmente duro. Questo non toglie che il Bari è stato, finora, disastroso. Ha sbagliato tutto quello che c'era da sbagliare. Calciatori molli, allenatori che non incidono - eppure parliamo di Stellone e Colantuono che sono ottimi tecnici - e Sogliano che finora non ha inciso. Stagione da 4, in una piazza che non ti aspetta. Se, però, a Bari avranno la pazienza di aspettare il prossimo anno si potranno togliere delle belle soddisfazioni. Molto dipenderà dalla solidità di Giancaspro che, sinceramente, non conosciamo. Sarà importante non cambiare Direttore per non buttare al vento un altro anno.
Il vero disastro di questa stagione, dalla A alla C, ha un solo nome: Alessandria! L'unico girone scontato della serie C era quello A dove l'Alessandria avrebbe dovuto vincere a mani basse. Cosa che ha fatto fino a metà stagione. Poi si è spenta la lampadina ed è andato tutto in corto circuito. Senza una spiegazione logica. L'Alessandria, nei singoli, ha una squadra che farebbe bene in B ad alto livello, ha speso 8-9 milioni di euro e non aveva un girone infernale. Se sabato la Cremonese dovesse vincere sarà serie B, per i grigi sarà il disastro. Anche sabato scorso l'Alessandria con il minimo avrebbe potuto vincere il campionato ma anche a Roma ha perso 2 punti fondamentali senza sfruttare il favore del Livorno. Braglia non ha capito nulla da dicembre in poi e ha pagato con l'esonero. Se prendi Evacuo in C e gli fai fare la riserva di Bocalon significa che devi essere rinchiuso a Coverciano. Il problema dell'Alessandria è il gruppo che, nonostante tanti big, non riesce a gestire la pressione e viene meno sempre sul più bello. Come il Benevento di qualche anno fa che non vedeva mai la luce in C. Non c'è una spiegazione logica ad un suicidio premeditato. Perché buttarsi dal settimo piano a 20 anni quando la vita ti sta dando tutto? Calcisticamente è quello che ha fatto una squadra che aveva tutto per andare in B e non troviamo spiegazioni ad un fallimento così clamoroso. Ora tocca a Tesser spingere Pillon (che ovviamente non ha neanche l'1% di colpe) dal settimo piano.


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