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La Giovane Italia
Editoriale

Inter tra riscatti, governo e sogni… Lazio-de Vrij, dipende da Lotito! Europa League, no alle seconde linee!

14.02.2018 00:00 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    articolo letto 18542 volte

L’Inter, seppur faticando, è tornata a vincere. Da oggetto misterioso, il giovane Karamoh si è trasformato in “enfant prodige”… Mentre Epic Brozovic ha iniziato una guerra con l’intero popolo San Siro (il croato è destinato a perdere, anche malamente), il 19enne francesino, ex Caen, è finito sotto i riflettori. C’è stato un altro ex Caen che aveva brillato nei suoi primi mesi italiani, tale Niang… Parallelismi a parte, Karamoh ha mostrato quella personalità che il tifoso interista pretende dai suoi giocatori in campo. Spalletti potrebbe aver trovato il campioncino che cercava, da affiancare a quel Rafinha dai piedi vellutati, in attesa che Lisandro Lopez convinca pure lui… Insomma, l’Inter è viva e punta in alto. Purtroppo, c’è anche chi rema contro la Beneamata. Dalla Cina sono arrivate pessime notizie: il governo cinese ha confermato la “stretta” sugli investimenti, all’estero, nell’entertainment e, per i cinesi, il calcio è entertainment, non, come da noi, “una questione di vita o morte”. E quindi? Quindi si profila un’estate di “mercato creativo” per il duo Sabatini-Ausilio. Primo problema: il riscatto di Karamoh, Rafinha, Cancelo e Lisandro Lopez. Per il francesino non ci dovrebbero essere grossi problemi, visto che, per “prenderlo in toto”, servono “solamente” sei milioni. Lisandro Lopez costerebbe tre milioni in più, per Cancelo e Rafinha c’è da svenarsi, soprattutto per l’ex Barcellona (bisognerebbe sborsare 35 milioni, non noccioline). Per Cancelo c’è da parlare, invece, con il Valencia (c’è di mezzo il cartellino di Kondogbia). Insomma, con Suning bloccato dal governo cinese (solo da quello?), la domanda è lecita: chi verrà riscattato? E, soprattutto, come? E per la categoria “sogni”? Dall’arrivo del colosso Suning, il popolo nerazzurro si attende il colpo “da novanta”. Per ora si parla di Lautaro Martinez, 20 anni, nativo di Bahia Blanca (mi viene in mente Ginobili dei San Antonio Spurs quando penso a Bahia Blanca). Un bel prospetto, non un campionissimo già affermato. Che il campionissimo affermato sia destinato a partire più che arrivare? Possibile… Vendendo uno tra Icardi (Real Madrid), Skriniar (Barcellona) e Perisic (Manchester United), l’Inter avrebbe i soldi per un discreto mercato (se partisse Maurito, per un super mercato) ma non avrebbe più uno dei suoi pilastri e non sempre si ha la fortuna di trovare dei Karamoh in circolazione…
Parlando di possibili cessioni eccellenti, normale pensare alla Lazio. Felipe Anderson, reintegrato dopo i fatti post Genoa, sarà ceduto (Napoli?), per de Vrij c’è solo da capire se andrà via a parametro zero o “regalando” al club biancoceleste dei milioni (strada più eticamente corretta ma difficilmente praticabile)… Tutto pare dipendere dal buon Lotito. Il patron biancoceleste non sembra tanto incline a riconoscere all’entourage del giocatore i sei milioni di euro che ballano (quanto servirebbe per trovare l’accordo definitivo sul rinnovo). L’olandese, dal canto suo, sa che, là fuori, ci sono tanti club pronti a fargli ponti d’oro per averlo in rosa il prossimo anno… Mai sottovalutare Lotito. E’ come James Bond, non muore mai. Lo possono ferire, malmenare, scaraventare giù da un palazzo di sei piani ma, alla fine, Lotito Bond trova sempre la strada per uscire, da ogni duello, anche il più impossibile, come unico e imperiale vincitore…
Che siano vincitori anche i club italiani ancora in corsa in Europa League. Abbiamo quattro squadre in gioco (su 32 rimaste, non tutte fortissime, per usare un eufemismo). Due di queste (Napoli e Lazio) sembrano favorire gli interessi del campionato (gli azzurri sognano lo Scudetto, i biancocelesti un posto in Champions League), l’Atalanta ha già fatto tantissimo (tutto quello che verrà ora, sarà un ulteriore plauso alla banda nerazzurra di Gasperini) e il Milan si sta ritrovando solamente ora (è ancora in fase di riabilitazione)… Eppure, non arrivare fino in fondo in questa competizione, soprattutto quest’anno, sarebbe un delitto enorme… Possiamo e dobbiamo essere protagonisti. L’Europa League si può vincere, si deve vincere. E’ un obiettivo concreto, reale, fattibile. Quindi, spazio alla formazione migliore, niente seconde linee (ma verrò smentito). Il Siviglia si è garantito la parte migliore della sua storia sui trionfi in Europa League, Monchi lo sa bene… Noi italiani, questa Europa League, l’abbiamo sempre snobbata. Ci piaceva la dicitura Coppa Uefa, fatichiamo a comprendere l’importanza della seconda manifestazione europea. Mi auguro che la fortuna assista le nostre rappresentanti, sarebbe fondamentale, per tutto il movimento italiano, portarsi a casa questo trofeo che riteniamo secondario (solo noi italiani, purtroppo). Ma si vince con le seconde linee? In teoria no…


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