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Editoriale

Juve: a gennaio il mercato "oltre" il mercato. Inter: Bastoni sì e... occhio al nodo Deulofeu. Milan: i nuovi acquisti li porta Gattuso. Napoli: giusto cambiare? E sul Var e Nainggolan...

02.01.2018 00:00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 40652 volte
© foto di Alessio Alaimo

Buon anno a voi e famiglia.

State leggendo che è già il 2 gennaio e tutti si son già dimenticati i buoni propositi ("nel 2018 non mangerò più la Nutella con le acciughe!"), ma qui è ancora l'1 e quindi sopravvivono i buoni propositi.

In una scala da 0 a Nainggolan vi scrivo a un livello di ebbrezza significativo, motivo per cui questa volta farò davvero in fretta per poi tornare a ragionare sui vergognosi trenini presi e deragliati l'altra notte sulle note di Maracaibo ("mare a forza nove").

Dunque, l'Inter ha trovato l'accordo con Lavezzi, lo so che non ci credete e vi sembra impossibile, ma c'è stato questo blitz durato solo 4 anni e alla fine il Pocho vestirà il nerazzurro.
Ovviamente non è vero, ma tutti gli anni esordiamo il primo di gennaio con la storia di Lavezzi all'Inter e ci sembrava giusto mantenere questa bella tradizione.

(Come avrete capito nella scala da zero a Nainggolan siamo molto più vicini a "Nainggolan" che a "zero").

Comunque, l'altra notte ho festeggiato il Capodanno come molti di voi. A Capodanno tutti eseguono un sacco di riti propiziatori tipo quello dei buoni propositi o delle lenticchie con lo zampone "che portano soldi". Altri sparano raudi e mini ciccioli e il giorno dopo consentono ai colleghi giornalisti di turno l'1 gennaio di apparecchiare servizi "classici" del tipo "Tonino ha perso un braccio, Franco tre falangi, Marcello è esploso ma sta bene: il premio Miracolo di Capodanno va a Marcello". L'altro servizio tipico è quello sul primo nato dell'anno nuovo ("alle ore 00.03 è nato il piccolo Calogero, auguri a lui e alla sua famiglia che vince una fornitura da 1000 di pannolini Cagon"). Tutte le volte non riesco a concentrarmi su quel fortunato di Calogero, semmai penso ai genitori del piccolo Fetenzio che insultano il loro piccino perchè è nato alle 23.54 del 31 dicembre e, quindi, non ha fatto vincere nulla ai suoi genitori e in più ha rovinato il Capodanno a tutti (la vendetta nella scelta del nome: Fetenzio).

Un altro servizio tipico è quello sul concertone di Capodanno di Vienna. Tutti fanno finta di essere grandi cultori del genere, ma poi durante l'anno ascoltano Rovazzi o Benji & Fede (sì, anche tu che ieri hai detto "straordinario Muti").

Non mi vengono in mente altri servizi tipici del 1 gennaio, se non quello dove ti fanno vedere i capodanni del mondo e ti dicono che i primi a festeggiare sono stati gli abitanti dell'Isola Salcazzo sita nel Pacifico, mentre gli ultimi quelli dell'Isola Salcazzo-Est, sempre nel Pacifico. Quel servizio lì è sempre uguale tutti gli anni, cambiano solo le immagini del conto alla rovescia a Times Square a New York, ma finisce sempre con "così il mondo ha accolto il nuovo anno!" e quattro maiale che sculettano a Rio.

Come avete potuto capire sto tergiversando perché nella scala da zero a Nainggolan sono oltre il livello "Nainggolan" e non ho voglia di scrivere. Per questo e per altri motivi che ora non mi sovvengono parleremo sì di mercato, ma soprattutto di "cose a caso".

La prima cosa a caso è che se ieri - a partire dalla mattina - avete passato tutto il giorno a fare la morale a Nainggolan e a parlare di mercato ("alla Pizzegonese servirebbe un mediano!"), allora dovete bere molto di più.
La seconda cosa è che se avete superato i tre tweet a sfondo-mercato il primo di gennaio, forse avete delle transaminasi migliori di Nainggolan, ma certamente una vita più infelice.
Lo so, dovrei vergognarmi perché inizia il mese del mercato di riparazione e il mercato di riparazione è una cosa seria, ma come sempre vi invitiamo a non farvi fottere. A gennaio non gira la lira, i presidenti non hanno intenzione di spendere e - come per i regali di Natale - al massimo provvedono con ricicloni o colossali baratti (tu dai a me Tizio, io do a te Caio). Vi diranno che non è vero, che a gennaio si può svoltare, ma è una puttanata: le squadre si costruiscono in estate e a gennaio al limite metti due pezze.
L'Inter, per dire, metterà due pezze (una in difesa e una per dare un'alternativa al gioco "Candreva-cross per Icardi, Perisic-cross per Icardi") cercando di sfruttare qualche opportunità: Bastoni arriverà, per Deulofeu si tenta di trovare una formula (il Barcellona non concede il prestito).
Il Milan farà - giustamente - poco o niente: gli investimenti - corposi - sono già stati fatti e sarebbe sciocco accumulare ulteriore "materiale", anche perché Gattuso ha già dimostrato di poter risvegliare qualche "anima persa".

La Juve è una macchina quasi perfetta nei titolari e nelle sue alternative, complice la non-sosta ha anticipato il tipico "cambio di marcia alla Allegri" e lavorerà solo su giocatori di terza fascia (come sempre proverà a portare a casa il meglio dei talenti che si sono messi in mostra in provincia e in serie B. Non molti, per dire la verità).

Il Napoli porterà a casa il bomber di scorta Inglese - ora però infortunato - e poco altro. Del resto la squadra-record dell'anno solare 2017 ha dimostrato di non avere tutti questi limiti strutturali e numerici sbandierati dai più.

Occhio infine alle romane: potrebbero essere le vere protagoniste in quanto a movimenti in entrata e uscita.

Il resto è fuffa: mia madre triste perché "c'erano l'Amadeus e la Panicucci... ma il D'Alessio? Cosa hanno fatto al D'Alessio!" (Gigi piace molto alle madri); mia madre triste perché Briatore e la Gregoraci si son lasciati ("erano una così bella coppia...", "hai bevuto come Nainggolan mamma?"); mia madre felice perché Al Bano e Romina Power sono tornati insieme ("mamma non sono tornati insieme, è tutta un'operazione per fare del grano facile... poi ti spiego", "no,si amano!"); mia madre curiosa perché tutti scrivono "Gino" su Instagram ("mamma, fatti i cazzi tuoi che campi cent'anni") e così via.
Buon anno, felicitazioni, siamo tutti più belli e buoni e il 2018 sarà certamente un anno migliore del 2017, che a sua volta è stato migliore del 2016 e tutta questa serie di puttanate che si ripetono ad ogni festività fino a quando gli straordinari Re Magi decidono di spazzare via la retorica e farci tornare cattivi come belve umane a colpi di mirra.

Che poi, io non so cosa sia la mirra, ma secondo me quel birichino di Radja si è fatto un sorso anche di quella.

Vi lascio al Var e a quattro righe scritte per "Esquire" il 31 dicembre: la tecnologia aiuta le persone normali a sentirsi più tutelate, stana coloro che soffrono di "manie di persecuzione" e - a nostro modo di vedere - vince a mani basse il premio "Cosa del 2017".

Buon anno a tutti, questa volta per davvero, con l'augurio di non dover essere a tutti i costi "più buoni" ma di provare ad essere sempre "voi stessi" (Twitter: @FBiasin).

Grazie, perché l'altranno non c'eri.

Grazie perché non ti lamenti anche se ogni settimana di maltrattano, ti insultano, dicono "chi ce l'ha mandata!" e non capiscono che senza di te, quest'anno, sarebbe stato un colossale puttanaio.

Grazie per non rispondere mai alle provocazioni, a quelli che dicono "si stava meglio quando si stava peggio!".

Grazie per aver scelto noi italiani, per aver accettato il nostro invito a essere quelli che "per una volta" - e nonostante tutto - sono i primi che guardano "oltre", all'innovazione.

Grazie per i tuoi sforzi, il tuo tentativo di portarci fuori dal Medioevo pallonaro, che molti schifano in quanto assuefatti da ragionamenti "piccini", del genere "ecco! Anche lei è a uso e consumo degli inciuci di Palazzo!".

Grazie per il tuo essere super partes a prescindere, perché al massimo sono i tuoi utilizzatori a cadere in fallo, ma certo non tu che te ne fotti dei colori delle maglie e della merdosa sudditanza.

Grazie per averci dato la possibilità di "rivedere" e cambiare idea in nome della Giustizia che, in teoria, è obiettivo numero uno nella vita e nello sport.

Grazie per tutti gli errori che in futuro ci permetterai di evitare e, ascoltaci: se per caso sbaglieranno ad utilizzarti e qualcuno ti darà della stronza beh, perdonalo, perché non sa che tu non provi sentimenti e la colpa, semmai, è degli stessi che ci sono sempre stati, non certo tua.

E infine grazie, perché sei la cosa più importante che il calcio italiano ha potuto abbracciare in questo mefitico 2017 (non certo la qualificazione ai Mondiali, ahinoi!) e perché ci stai aiutando a essere migliori.

C'è chi ti ha già accolto, altri piano piano si accoderanno e non ti offendere se, invece, qualcuno non ti accetterà mai: non ce l'ha con te, ma vive un conflitto legato alle "manovre di Palazzo" e agli inciuci che non gli consentirebbe neanche di credere nel buon Dio come arbitro supremo ("danneggia le romane per un pregresso con tal Pilato...").

Grazie tecnologia in campo, perché è passata metà stagione e sei già stata in grado di dividere le coscienze tra chi ti ama e chi ti teme (e dovrebbe domandarsi perché).

E forse il problema è proprio questo, il fatto che tu sia riuscita a mostrare cosa sia realmente il moviolone: un rituale mediatico e consolatorio a uso e consumo di chi, nonostante tutto, ha necessità carnale di sentirsi vittima di una persecuzione.


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