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Editoriale

Juve: Allegri e la "grana" Dybala. Inter: il senso delle parole di Spalletti. Milan: Gattuso non è solo "grinta". Occhio agli Euro-sorteggi...

12.12.2017 00:00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 28957 volte
© foto di Alessio Alaimo

Ciao. Oggi c’è Inter-Pordenone di Coppa Italia. La Coppa Italia è molto considerata dai nostri capi del calcio: fanno giocare l’ottavo di finale in casa della più forte. Di martedì. Alle nove antelucane. Con -12 gradi e l’incubo “gelicidio”.
Il gelicidio fa paura a tutti. Tutti ne parlano. Il gelicidio è cliccatissimo, lo buttano dentro in tutti i tg. Ieri mattina ho acceso la tv, dicevano “state attenti, l’acqua tocca il suolo, si trasforma in ghiaccio e sono cazzi vostri. Non andate in strada ma se proprio dovete allora prendete il carrarmato”. Il gelicidio è la versione invernale del “dite ai vecchi di non uscire a ferragosto a mezzogiorno e con il maglione di lana. Ditegli anche di bere l’acqua e non il vin brulé”. Solo che il gelicidio nell’elenco degli “allarmi mediatici” esiste da meno anni e deve ingranare, non fa ancora così paura. Infatti non ho visto in giro gente in carrarmato. Magari nei prossimi anni.

Comunque c’è Inter-Pordenone. Molti fanno ironia perché ieri ci sono stati i sorteggi della Champions e quelli del Pordenone si sono inventati il montaggio con l’abbinata “Inter-Pordenone” sotto “Real-Psg”. Quelli del Pordenone sono dei geni della comunicazione e in questi giorni hanno fatto molta ironia, ma al quinto giorno di ironia sono già saltati fuori alcuni che “adesso basta, va bene ridere ma il calcio è una cosa seria”. Amici del Pordenone, accettate un consiglio: restate lontani dal calcio che conta, perché non vi merita e rischia solo di rovinarvi.

Al “calcio che conta” interessano solo le considerazioni serissime. Uno dei messaggi molto celebrati e veicolati nelle ultime 48 ore è “siccome Juve-Inter è finita 0-0 e il derby di Manchester invece no, allora il nostro calcio fa schifo”. Per carità, si sono viste partite assai più divertenti, ma chi l’ha detto che “divertente” sia sinonimo di “grande calcio”? Il match più divertente al quale ho assistito, per dire, è stato Oratorio Sant’Andrea vs Oratorio Sant’Agata. Era l’estate del 1991 e quel Grest finì nel sangue: finalissima in campo neutro (oratorio Don Guanella), sette contro sette, menischi volanti, tentativi di omicidio. Sul 10 a 10 Don Orione urlò: “Chi segna ha vinto!”. A bordo campo fiumi di Spuma, Goleador e anche qualche sigaretta al rosmarino. Finì con un calcio di rigore tirato dal portiere: 11-10, festeggiamenti belluini, lancio non richiesto di maglie sudate, calci in culo tra chierichetti. Ecco, quella fu una partita davvero spettacolare, ma vi assicuro che in panchina non c’era Sacchi. Il nostro calcio non è il “più bello”, ma proviamo a non darci dei coglioni da soli tutte le volte.

A Rino Gattuso, per dire, il tema “ragioniamo su quale calcio sia più affascinante” non frega per nulla e anche il gelicidio gli fa un baffo. Ha detto: “Potevo restare in panchina a torso nudo”. A Rino Gattuso gli vuoi bene perché non utilizza filtri e se ne fotte se lo metti “sull’altalena mediatica”. L’altalena mediatica è quella cosa che in una settimana ti fa passare da “possibile salvatore” a “inadatto, richiamiamo subito Montella” a “che bella la grinta di Gattuso in Milan-Bologna, può essere il Conte del Milan!”.

Rino Gattuso non si farà fottere dalla coglionella e, soprattutto, ho come la sensazione che sia stufo di sentirsi dire “che bella grinta!”. Il 4-3-3 grazie al quale ha battuto il Bologna non finirà nella hall of fame delle “cose belle del calcio”, ma ha dato un senso logico a una squadra che ha bisogno di certezze. È un inizio, e per come si erano messe le cose è già moltissimo.

Spalletti, dal canto suo, sta già facendo moltissimo. Il tecnico della capolista gioca allo “stimolo a tutti i costi”, pungola i suoi col sorriso, bastona i comunicatori de “l’Inter è da quinto posto, anzi no, ora è da scudetto”, risponde via Instagram ai “gufi che attendono il primo inciampo” e, insomma, si diverte a fare Mourinho. In maniera decisamente diversa, però: mentre il portoghese esasperava determinate uscite per tamponare il pressing mediatico, l’uomo di Certaldo sembra rivolgersi direttamente ai suoi, bravissimi a recepire la lezione ma ancora “inquinati” dalle scorie della passata stagione. Spalletti dice “dovete crederci” e lo pensa sul serio, sa che per conquistare il quarto posto (obiettivo annunciato) o qualcosa di più (lo scudetto) è indispensabile uno scatto mentale che deve passare anche da un atto d’arroganza: “Se vogliamo essere i più forti dobbiamo prima di tutto convincerci di esserlo”. Trattasi di filosofia spicciola, per carità, ma Spalletti oggi può permettersi questo ed altro.

Allegri ha provato a smontare le certezze nerazzurre, ha mostrato la grandezza della sua Juve ma si è dovuto accontentare dello 0-0. Ora si trova tra le mani la grana Dybala che "deve fare più sacrifici nella vita privata" (parola di Nedved). L’argentino era partito a razzo in questa stagione, poi si è perso nei paragoni con Messi (molto colpa di noi scribacchini) e così via. Il tecnico della Juve sta provando a bissare la famosa “cura Higuain” che somiglia molto alla “cura Ludovico” di Arancia Meccanica: pare che Allegri obblighi i giocatori a vedere i filmati delle sgroppate di Mandzukic sulla fascia. Ecco, se avete un euro da buttare scommettetelo sull'allenatore, fallisce raramente.
Chiudiamo con l’attualità. L’attualità ci porta a parlare dei sorteggioni di coppa. Quando escono le abbinate tutti dicono “l’urna è stata fortunata” oppure “l’urna è stata sfortunata”. Siccome il rischio è quello di fare una figura di merda, evitiamo di dire passerà “questo o quello” e valuteremo la vostra fortuna in base alle località oggetto della vostra euro-trasferta (Un asterisco per la trasferta peggiore, sei per la migliore).

Il Milan sfida il Ludogorets il 15/02 nella città di Razgrad. Razgrad è un posto abbastanza di merda in Bulgaria con 33mila abitanti. Google consiglia il Night Club Soho, ma il rischio “fottiamo l’occidentale” è elevato. Fate molta attenzione. (**)

La Lazio sfida la Steaua sempre il 15/02 a Bucarest. Bucarest è una città molto sottovalutata, il mio amico Cosmin dice che si sta trasformando nella “Miami dell’Est”. Gli ho risposto “non c’è il mare a Bucarest”, ha replicato “dettagli”. Per scegliere un locale da proporvi ho scritto su Google “Bucarest di notte”, alla fine ho dovuto cancellare la cronologia per timore che arrivasse la Postale. (******)

L’Atalanta sfida il Borussia ancora il 15/02 a Dortmund. Mio cugino mi ha detto che Dortmund è una città orrenda, ma mi ha anche detto “metti sei asterischi perché in Germania un modo per divertirsi si trova”. Non ho capito, ma mi adeguo. (******)

Il Napoli sfida il Lipsia il 22/02 a Lipsia. Vale il ragionamento fatto per l’Atalanta, in più trattasi di città universitaria e quindi troverai sicuramente qualche festa di ubriaconi nella quale passare una serata altamente culturale. (******)

La Roma sfida lo Shakhtar il 21/02 a Donetsk. Donetsk è una città dell’Ucraina. Non ho mai sentito uno tornare dall’Ucraina e dire “che posto di merda*”. Pare che al “Richard pub" te la tirino dietro. La birra. (******)

La Juve sfida il Tottenham il 07/03 a Londra. Londra è molto cara. Se la vostra fidanzata vi dice “è molto cara, non puoi andare” tu inventa che hai vinto un concorso e offre tutto lo “Juve Club Ottavi di Champions Fortunati”. Su Londra mi rifiuto di dare suggerimenti (******).

Tutte le trasferte hanno sei asterischi tranne quella di Razgrad, ma la verità è che levarsi dalle balle con gli amici è sempre bello e quindi con un gesto di grande fiducia saliamo da due a sei asterischi. Bulgaria, sorprendici.

Fine. La rubrica “notizie cliccatissime sui siti sportivi” entra in sciopero perché dovremmo far vincere “Cecilia Rodriguez in discoteca, gestaccio ai contestatori” e non ce la sentiamo. Scusate.

*Non conosco nessuno che sia stato in Ucraina

Twitter: @FBiasin


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