HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | RMC SPORT EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
SONDAGGIO
Serie A: quale di questi attaccanti vi ha deluso di più?
  Giovanni Simeone
  Edin Dzeko
  Arkadiusz Milik
  Patrik Schick
  Marko Pjaca
  Paulo Dybala
  Duvan Zapata
  Keita Balde Diao
  Simone Zaza

La Giovane Italia
Editoriale

Juve e la Champions, una storia stucchevole. Intanto Ronaldo fa fuori uno fra Dybala e Mandzukic. Emre Can e Matuidi per dare sostanza. Inzaghi già a rischio non solo per la telefonata con Lotito. Inter, la prima l’ha sbagliata Spalletti...

24.08.2018 00:00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 93114 volte
© foto di Federico De Luca

Continuare a sentire o a leggere che la Juventus ha preso Cristiano Ronaldo per vincere la Champions League è ormai una storia vecchia e logora. Per niente originale, per molti versi inutile e fondamentalmente sbagliata. Purtroppo la Champions è diventata un’ossessione per molti bianconeri, l’anno prossimo saranno 23 stagioni fa quando la Juve riuscì a vincere e tutto diventa comprensibile, ma ridurre l’ingaggio di Cr7 a un unico obiettivo è assolutamente ingenuo e controproducente. E se poi non dovesse vincerla? Gli stessi diranno che Ronaldo non è quel giocatore così determinante. Scene già viste, discorsi già sentiti. Credo invece che Cr7 faccia parte di una discorso più ampio, sia la certificazione che la Juventus è entrata stabilmente nel gruppo delle società top in Europa e può permettersi l’ingaggio di certi giocatori e soprattutto lo stipendio di certi giocatori. Poi, ovvio, più qualità immetti e più possibilità ci sono di vincere, ma nel calcio sappiamo che certe operazioni messe in piedi a tavolino difficilmente funzionano. E poi ha detto bene Allegri, per una società come la Juventus tutti gli anni la vittoria della Champions, come del campionato o della coppa Italia deve essere un obiettivo.
Dico questo perché si rischia di non capire che un giocatore da solo può aiutare fortemente nel processo di crescita, ma con un giocatore solo non vinci anche se si chiama Cristiano Ronaldo. In caso contrario si rischierebbe l’ingenuità di Bonucci che l’anno scorso andando al Milan disse quell’infelice frase “io sposto gli equilibri”, salvo poi vedere che equilibri non ne ha spostati. Morale? Ronaldo può diventare devastante e può incidere per tutto il suo potenziale soltanto se verrà messo in condizione di esprimersi al meglio e dietro avrà una squadra che lo assiste alla ricerca dell’equilibrio.
Contro il Chievo a tratti si è vista tutta la potenzialità di questa squadra e, naturalmente, i colpi di Cristiano. Ma s’è visto soprattutto che Allegri deve risolvere in fretta il primo dubbio: è meglio far giocare Cr7 da centroavanti o sull’esterno come giocava più spesso nel Real? Se dobbiamo rimanere all’analisi di domenica la risposta è facile: Ronaldo ha inciso di più sull’esterno. Da centroavanti soffre la mancanza di spazio nel quale far scattare la sua rapidità, è costantemente raddoppiato se non triplicato e, soprattutto, non ha trovato in Dybala quella spalla capace di portargli via dei marcatori o aprirgli degli spazi con il suo movimento o con le penetrazioni verticali. Quella sorta di 4-2-4 con Cuadrado e Douglas Costa sugli esterni è efficace sulla carta, ma in campo ha reso meno. Anche Cuadrado, come Dybala, non è stato così efficace, ma, mi direte, è tutto normale in inizio stagione e questo è vero. Ma faccio un’analisi tattica perché la Juventus ha bisogno da subito di una fisionomia precisa, poi cambiare moduli e schemi sarà normale, ma all’inizio servono certezze.
E la certezza oggi sembra il movimento di Cristiano che dall’esterno converge e salta l’uomo per andare al tiro o al cross. Nel 4-3-3 che giocava l’ultimo Real di Cristiano, c’era comunque un centroavanti chiamato Benzema e se anche Cristiano finiva spesso l’azione in mezzo all’area, la forza fisica del francese era un alleato importante. Per questo, secondo me, Mandzukic potrebbe diventare determinante proprio nella veste di centroavanti che fa gol, d’accordo, ma che soprattutto sposta le difese per i tagli e gli inserimenti di Cristiano. Se vogliamo tirare le prime somme o chiudere il discorso, sta nascendo una difficile convivenza tra il croato e l’argentino. Lo abbiamo già scritto l’anno scorso e il discorso è rimasto in sospeso, per trovare posto stabile in questa Juve Dybala ancora di più oggi, dovrà diventare presto determinante nelle giocate e essere lucido tatticamente. Sarà difficile, infatti, vedere Allegri con il 4-2-3-1 per mettere in campo contemporaneamente Cr7 con dietro Douglas Costa o Cuadrado a destra, Dybala in mezzo e Mandzukic a sinistra. Sarebbe una squadra troppo sbilanciata e forse non si risolverebbe il problema del dove far giocare Ronaldo.
Mi aspetto già dei correttivi domani contro la Lazio. La squadra di Inzaghi ha il centrocampo molto folto, gioca con una punta e un centrocampista in appoggio, mi aspetto nella Juve una mossa per bilanciare e non andare in inferiorità numerica. Di sicuro uscirà uno fra Cuadrado e Douglas Costa, entrerà un centrocampista e se Matuidi non è ancora pronto, Emre Can a Verona ha fatto tutto benissimo nei pochi minuti giocati. Se Mandzukic è pronto l’ideale sarebbe schierare il 4-3-3 con l’attacco formato da Cuadrado a destra, col croato in mezzo e Ronaldo a sinistra. A centrocampo Khedira, Pjanic e uno fra Matuidi e Can. C’è poi l’opzione 4-4-2 con Ronaldo centroavanti, Dybala dietro e Cuadrado esterno nei quattro, ma in fase d’attacco chiedere a Matuidi o Can di attaccare a sinistra potrebbe essere difficile. A meno che non spinga di più Alex Sandro tenendo un centrocampista bloccato. L’analisi intanto ci dice che Allegri ha moltissime soluzioni tattiche che negli anni passati non aveva e conferma che Ronaldo sulla sinistra faciliterebbe molte cose. Vedremo.
La partita sarà complicata dalla Lazio che arriva ferita, in condizioni non ottimali. La sconfitta con il Napoli ha fatto male a tutti, ma forse i problemi affondano nella qualificazione Champions sfumata nell’ultima giornata per il gol di Vecino. Lotito pregustava i cinquanta milioni dell’Uefa, la crescita del fatturato, l’ingresso fra le squadre vip che avrebbe dato un ulteriore slancio economico oltre che tecnico. E in una stagione positivissima per molti aspetti, il presidente ha comunque trovato modo di essere deluso dal rallentamento finale della sua squadra, da alcune partite buttate. Morale? Inzaghi ha fatto bene, ma per Lotito poteva fare di più. Ha commesso errori decisivi. Le scorie sono arrivate fino alla telefonata rubata dell’altro giorno, ma che nel gruppo non ci fossero la serenità e la carica dell’anno scorso si era già percepito. La campagna acquisti al minimo doveva già essere un motivo di riflessione e la telenovela Milinkovic di sicuro non ha aiutato. C’è la sensazione che se dovesse perdere anche domani, zero punti in due gare, per la Lazio potrebbero già arrivare momenti complicati. Idem per il rapporto Lotito-Inzaghi. Sarà fondamentale vedere se i giocatori avranno quella reazione fortissima che si aspetta.
Verifica importante anche per l’Inter. Battere il Torino non sarà facile, affrontarlo già con l’ansia da prestazione un’aggravante. La sconfitta con il Sassuolo non fa cambiare quanto detto in piena estate, l’Inter ha un grande organico e ha fatto un mercato-top, ma i problemi vanno risolti in fretta. A Sassuolo la partita l’ha persa soprattutto Spalletti. Discutibile la scelta di far giocare dall’inizio ben quattro nuovi più Dalbert. Ancora più discutibile mettere assieme dietro a Icardi tre che mai avevano giocato assieme come Politano, Lautaro e Asamoah. Quest’ultimo doveva giocare basso al posto di Dalbert. Ma credo che Spalletti sia stato fregato dall’ansia di far giocare subito Lautaro che ha fatto benissimo in precampionato. E invece una squadra non a posto fisicamente aveva bisogno di maggior equilibrio e maggiori certezze. Il giovane argentino deve ancora imparare molto del nostro campionato, potrebbe essere più utile per lui un inserimento graduale, a partita in corso, o almeno un apprendimento e qui sono d’accordo con Allegri che i nuovi li dosa e li istruisce a lungo.
Anche se davanti c’era il Sassuolo, un’altra ingenuità è stata schierare assieme Brozovic a corto di allenamento e Vecino un altro reduce dal mondiale. Serviva un centrocampista in più, un Gagliardini o anche un compassato Borja che in certe situazioni può ancora far comodo. Tutto e subito è un rischio che Spalletti non doveva e non deve correre. L’Inter è forte, ma deve avere il giusto tempo di crescita.
Passiamo all’altra super sfida: Napoli-Milan. Ancelotti contro Gattuso. Rischiano i rossoneri perché non hanno ancora il ritmo campionato, sono al debutto, e devono ritrovare certezze. Se è vero che Higuain ha sempre il veleno addosso quando vede De Laurentiis e potrebbe ancora far male, è altrettanto vero che il Napoli ha mostrato personalità contro la Lazio e trovato subito una nuova guida stabile e carismatica in Ancelotti. I dubbi sul cambio tra Sarri e Ancelotti mi ricordano il passaggio tra Sacchi e Capello al Milan all’inizio degli anni novanta. Quel Milan incantava, comunque Sacchi avrebbe voluto cambiare qualcosa, soprattutto Van Basten. Finì con Sacchi in nazionale e Capello al Milan. Gioco meno spettacolare, d’accordo, ma Capello alla fine vinse molto più di Sacchi. La storia anche nel calcio a volte si ripete. Il Napoli di Ancelotti sicuramente non toccherà i livelli di perfezione e spettacolarità del calcio di Sarri, ma avrà qualità diverse e alla fine potrebbe anche risultare più efficace e magari riuscire in quello che a Sarri non è riuscito: vincere.


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

C’è solo una cosa bella della Sosta per la Nazionale. No, non è vero, non c’è. Tra l’altro sarà la 2323esima quest’anno. Si sono moltiplicate. O forse è solo un’impressione. 13.11 - Juve: la panchina d’oro, i cervelli di ghisa. Inter: le scelte di Spalletti (e un segreto…). Milan: il (troppo) rigore di Higuain. Arbitri: l’esempio di IrraQuando c’è la Sosta per la Nazionale a nessuno frega nulla di qualunque cosa, si fa finta di appassionarsi a temi come “Balotelli...

Editoriale DI: Michele Criscitiello

Milan, no a Ibra. Napoli, un salto nel fango. Spal, l'unica società che ha sfruttato il triplo salto. Liverani, oro di Lecce. Gravina, ecco il primo colpo: Brunelli dalla Lega 12.11 - Arriva la sosta, nel momento meno opportuno, e come sempre si tornerà a parlare di calciomercato. La Juventus cerca un centrocampista, l'Inter in teoria è a posto così, la Roma necessita di almeno due tasselli, mentre il Napoli potrebbe aver bisogno di un vice Milik che, a gennaio,...

Editoriale DI: Raimondo De Magistris

En plein probabile, chi l'avrebbe mai detto: la Serie A è di nuovo la casa dei grandi difensori. De Laurentiis aveva ragione: Ancelotti vale un top player. Calo Juventus? Non c'è da fidarsi 11.11 - Kalidou Koulibaly, Milan Skriniar e Kostas Manolas. Poi la difesa della Juventus che può andare ad Harvard per dare lezioni sulla fase difensiva. Sono loro il miglior spot di una Serie A che quest'anno in Champions ha buone possibilità di portare tutte le squadre almeno agli ottavi...

Editoriale DI: Niccolò Ceccarini

Su Skriniar tutte le big d’Europa: City, United, Barcellona e Bayern Monaco, ma la sua volontà è rimanere all’Inter. Il Napoli in pressing su Tonali. Il Milan pensa a Paredes. Juventus, a San Siro prova verità 10.11 - L’Inter è al lavoro per blindare Skriniar. Il difensore slovacco cresce partita dopo partita e ormai è arrivato a un livello altissimo. Anche Spalletti dopo la gara con il Barcellona ha sottolineato che ormai è un giocatore top. Un vero leader della difesa, in grado di unire qualità...

Editoriale DI: Enzo Bucchioni

Contro Mourinho, evviva Mourinho. Si scatena un altro Juventus-Inter. Gli eccessi del tifo da condannare. Bocciato dagli inglesi. Da Mazzone in giù, ma che calcio vogliamo? Il Var in Champions, ora basta, cosa aspettate? 09.11 - Mourinho non è tipo da mezze misure, o lo odi o lo ami, ma questo lo sapevamo già. Il doppio confronto fra Juventus e Manchester è stata l’occasione per rimettere in moto cose antiche, rivalità mai sopite, sgarbi mai digeriti, gesti sopra le righe, un Triplete esagerato, pensieri...

Editoriale DI: Luca Marchetti

Sorprese (e certezze) in Champions: Juve, CR7 e Pellegrini. E una foto - da non conservare - della nostra Serie A 08.11 - Bene: se la giornata di martedì ci aveva confermato che Napoli e Inter non solo hanno una propria posizione in Champions, ma che ce l'hanno anche Icardi e Insigne la sorpresa arriva dalle gare del mercoledì. Anzi le sorprese: una positiva e una negativa. Chiaramente quella negativa...

Editoriale DI: Tancredi Palmeri

Inter, perché aspettare 150 minuti? Mentre a Napoli il confine è solo il cielo. Ecco perché alla Juventus la vittoria contro il Manchester United serve…contro l’Inter. Davvero Mosca ultima chiamata per la Roma e Di Francesco? 07.11 - Il calcio è questione di punti di vista, certamente. Dunque è sicuramente un punto di vista positivo per l’Inter aver rischiato di pareggiare all’83’ al Camp Nou. Così come è sicuramente un punto di vista positivo l’aver tenuto a San Siro il risultato fino al finale di partita. Ma...

Editoriale DI: Fabrizio Biasin

Juve: i problemi di cui non si parla perché tanto... è la Juve. Milan: la zona Champions e le "indiscrezioni" su Wenger. Inter: il giorno del Barcellona. Napoli, vendicaci tutti 06.11 - Prima le cose importanti. Mi scrive Antonio Portaccio, lo trovate su messenger, ha una barba da competizione: “Ciao Fabrizio, io non ti ho scritto per i biglietti per il derby, inoltre ti leggo sempre. Se ci troviamo in giro ti offro un caffè, sono su Milano. Mo’ veniamo al favore,...

Editoriale DI: Michele Criscitiello

La lunga storia di Donadoni, le richieste di rettifiche e le conferme. Inter, Spalletti ha cambiato tutto. Politano, non ti avrei dato un euro. De Zerbi show: Sassuolo è leader 05.11 - Vi devo raccontare questa storia, anche se sono certo vi annoierà. E' talmente banale che l'hanno ingigantita perché, forse, colti nel segno. Avete mai visto un Direttore andare a cena con un allenatore e un procuratore? Qualche volta è successo. Prima puntata: il Milan perde il derby...

Editoriale DI: Andrea Losapio

La Superlega, Football Leaks e il pallone sgonfiato: tutto molto triste. Dopo un decennio abbiamo una candidata alla Champions, forse più di una. Chi prenderà il quarto posto? 04.11 - Der Spiegel e L'Espresso stanno portando avanti, da anni oramai, una battaglia contro i furbetti del pallone. In principio si è parlato di Doyen Sports e Twente, dei rapporti di Radamel Falcao con i fondi di investimento, dell'ascesa dell'Atletico Madrid anche grazie agli investimenti...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
PROSEGUO
Utilizziamo cookie, anche di terze parti, per migliorare l'esperienza di navigazione e per inviarti messaggi promozionali personalizzati.
Proseguendo con la navigazione acconsenti al loro uso in conformità alla nostra Cookie Policy