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Juve e Roma, la forza della rosa, Napoli un altro colpo, i gioielli del Torino e i malesseri in casa Milan...

21.12.2017 00:00 di Luca Marchetti   articolo letto 17022 volte
© foto di Federico De Luca

Il fermento, inutile nasconderlo, neanche troppo nascosto. È tornato Dybala. Funziona da punta centrale, funziona da rifinitore. La cura di Allegri, come sperava per primo l’allenatore bianconero, funziona. Ma sinceramente in pochi avevano dubbi, i primi che non ne avevano neanche uno erano i compagni di squadra che lo hanno sempre difeso dalle critiche. Ora la Juve oltre Dybala si può godere un Higuain affamato, un Bernardeschi in grande spolvero e un Douglas Costa più “cattivo” che mai. E come se non bastasse la settima partita consecutiva senza subire reti. Dovessimo giudicare Juve Roma dalla coppa Italia ci sarebbero già delle indicazioni importanti. Ma, la difesa della Roma non sarà la stessa che contro il Torino, e anche a Roma si è rivisto al gol Schick, si preannunciano scintille. Sarà la partita dei due allenatori che hanno fatto della rosa allargata la loro forza stagionale. Ora obiettivamente hanno l’imbarazzo della scelta perché sono stati entrambi bravi (seppur con dosi di qualità tecnica a disposizione diversa) a utilizzare tutti e a renderli tutti indispensabili. Non sappiamo ad oggi se ci sarà spazio per la presunta voglia di rivincita di Schick, o se Dybala ha talmente convinto Allegri da essere riproposto. Ma di sicuro Juve e Roma in questi prossimi giorni non penseranno al mercato: la partita non sarà decisiva, ma importante sì.
Dalla coppa Italia abbiamo continuato a conoscere un altro personaggio che immaginiamo a questo punto possa recitare un ruolo sempre più importante nel Torino e perché non nel calcio italiano in generale: Edera. Esordio in A, contro la Roma nel 2016. L’anno prima, contribui in maniera decisiva a far vincere al Toro il campionato Primavera, segnando il rigore decisivo contro la Lazio di Inzaghi. Sempre contro Inzaghi e sempre all’Olimpico ha segnato 10 giorni fa il suo primo gol in A, si è ripetuto contro la Roma segnando (sempre all’Olimpico) il gol che ha permesso al Torino di qualificarsi. Che abbia la Capitale nel destino mi pare piuttosto evidente, come sono evidenti le sue qualità. E così il Toro continua ad allevare talenti. In attesa di quelli che sono già esplosi e che proseguiranno nella scia che ha reso il lavoro di Cairo e Petrachi eccezionale: da Ogbonna (senza voler per forza voler arrivare fino a Rosina...) nel 13/14 alla Juve per 15 milioni, l’anno successivo fu il turno di Immobile al Borussia Dortmund e Cerci all’Ateltico Madrid (32 milioni), poi Darmian al Manchester (18). Nel 16/17 Glik al Monaco e Bruno Peres alla Roma (più di 25 milioni in due) e Maksimovic al Napoli (qui 26 milioni fra prestito e obbligo di riscatto) fino ad arrivare a Zappacosta venduto al Chelsea per 25 milioni la scorsa estate. Un Toro che sa vendere bene, che sa soprattutto valorizzare bene, senza perdere competitività e continuando ad investire. Ecco, Edera potrebbe aggiungersi alla lista dei gioielli di Cairo. Insieme a Vadja Milinkovic Savic. Lo scorso turno di coppa Italia avevamo imparato che sapeva tirare bene le punizioni, stavolta abbiamo capito che sa anche parare (pure i rigori).
Non ha avuto le stesse serate trionfali Bonucci nel Milan. Anzi. Era lui il simbolo di questo nuovo corso. Il grande entusiasmo di quest’estate ormai sembra un ricordo lontanissimo e da quello che abbiamo capito in giornata un po’ di malessere ce l’ha anche lo stesso Leo. Ci mancherebbe pure che non lo avesse, sarebbe decisamente strano il contrario. Ma un conto è essere insoddisfatti, un conto avere il mal di pancia per cambiare aria. La smentita arriva secca da entrambe le parti: lato società e lato giocatore. A questi aggiungiamo noi una considerazione meramente economica. Bonucci è stato pagato dal Milan 42 milioni e guadagna circa 8 milioni di euro all’anno. Questi sono i contorni dell’operazione di quest’estate: non sono proprio molte le squadre che potrebbero permettersene una del genere...
Dopo Ciciretti il Napoli ha preso un altro giocatore, sempre a parametro zero. Non è un nome noto (oddio il nome proprio evoca grandissimi campioni, visto che si chiama Zinedine, proprio come l’idolo di suo fratello, Zidane): Machach, centrocampista di qualità, 21 anni, lo scorso anno 10 presenze con la maglia del Marsiglia, quest’anno 4 apparizioni con il Tolosa, prima di rescindere il contratto. Il Napoli lo stava seguendo da diverso tempo e ha approfittato anche del suo carattere, (che lo ha portato ad essere licenziato dal Tolosa, a causa, a quanto pare di una testata all’allenatore delle giovanili della squadra francese reo di non averlo messo fra i rigoristi di una partita contro l’Ales) per poterlo prendere a zero. In realtà però Machach non sarà a disposizione di Sarri: sarà presumibilmente mandato in prestito per continuare il suo progetto di crescita. Gli obiettivi per la prima squadra del Napoli sono altri, soprattutto in difesa, come Darmian, anche se Sarri ha già dichiarato che aspetta Ghoulam e Milik dal mercato...
Si muove anche il Benevento che prende un altro giocatore. Dopo Guillerme ecco Jean Claude Billong, difensore centrale del Maribor per una cifra intorno ai due milioni di euro. Nonostante una classifica difficilissima il Benevento non vuole darsi per sconfitto.
In B continuano a ballare un po’ di panchine. Passata la burrasca a Pescara, il maltempo si sposta su Terni: molto importante se non decisiva la partita contro la Pro Vercelli per Pochesci. Tenetevi forte, abbiamo appena iniziato.


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