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Editoriale

Juve: gli avversari "che si scansano" e una verità incontestabile. Inter: il "male oscuro" raccontato da un tifoso. Milan: occhio alle parole di Gattuso. Napoli: Sarri e la frase "senza paura". E sui diritti tv...

06.02.2018 00:00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 38410 volte
© foto di Alessio Alaimo

Ciao. Siccome è finito il calcio mercato non gliene frega più un babaus a nessuno. C’è il calcio giocato, ma quello non va più di moda. Per fortuna hanno inventato il Superbowl. Il Superbowl è quella cosa che da qualche anno tutti dicono “figata il Superbowl!”, fanno gli esperti, ma poi a conti fatti l’unico che sa qualcosa è Bagatta. Io, per dire, tutte le volte penso “Ok, quest’anno capisco”, ma poi capisco sempre l’anno prossimo. Perché fanno un concerto a fine primo tempo, sono scemi? Perché il pallone è bislungo? Perché vince sempre quello che ha la storia familiare più triste? Perché le azioni durano sempre tre secondi ma nessuno dice “cheppalle…”? Perché i tifosi non si urlano l’un l’altro “vi rooompereeemo il culooo!” come da noi? Sono tutte questioni di una certa importanza che, però, metteremo da parte al pari della questione vaccini, del razzismo, dello ius soli, della campagna elettorale e di tutte quelle faccende che fino a ieri erano importanti ma da oggi no. Da oggi c’è solo Sanremo.

Sanremo è l’opposto del Superbowl: mentre per il Superbowl tutti fanno i grandi esperti e dicono “certo che lo vedo!” ma poi si addormentano alla prima interruzione (e cioè dopo 3 secondi), Sanremo è quella cosa che tutti dicono “ma secondo te guardo quella troiata?”, ma poi la guardano e ascoltano perfino Ron o Red Canzian.

Anche per Sanremo vale l’importante legge che regola tutti i social network: bisogna insultare tutti, sempre e comunque, bisogna creare il caso, altrimenti cala l’interesse e tutti si annoiano. A partire da oggi ci accorgeremo che il passerotto di Baglioni faceva parte di una specie protetta, che la Hunziker è finta-bionda, che lo scimmione di Gabbani è stato clonato e che quello che 32423 anni fa voleva buttarsi dal terrazzino, oggi è un dirigente Rai con la 14esima.

L’unico che sarà salvato dalle polemiche era, è e sarà nell’eternità il Maestro Peppe Vessicchio, perché tutti vogliono bene al Maestro Peppe Vessicchio.

Il Maestro Peppe Vessicchio meriterebbe un editoriale a parte, ma molti contesterebbero la scelta al grido di “Ma qui si deve parlare di mercato, cazzo! La vuoi capire o no?”. E non servirebbe dire “oh, abbiamo raccontato per un mese un sacco di balle su giocatori inutili che poi non hanno cambiato squadra e valgono un’unghia del Maestro Peppe Vessicchio” perché in troppi non capirebbero. E allora parliamo di calcio.

“BRUTTA” (ALESSANDRO CANINO, SANREMO 1992)

L’Inter è talmente brutta da far cadere le braccia: ai tifosi, a chi scrive, ai tifosi che scrivono. Ognuno ha le sue teorie, le sue tesi, le sue verità. Questa settimana mi sembrerebbe sciocco e stucchevole proporvi quel che penso da oltre un mese (“l’attaccamento alla maglia”, “la paura”, il morbo post-triplete” eccetera eccetera), preferisco pescare nel mucchio di mail che mi sono arrivate di tifosi più delusi che incazzati, perché spiegano molto meglio di quanto potrei fare con la penna il distacco attuale tra l’amore di chi “c’è da sempre” e la pochezza di chi sembra essersi già arreso.

“Caro Biasin, sabato notte tornato dal "Meazza" non riuscivo a dormire dal nervoso e mi è venuto un sospetto. Sono andato nella libreria a prendere gli almanacchi Panini, ecco il risultato: dal dopo Leonardo (2010/11) nei 6 successivi campionati (escluso l'attuale) il nostro "cammino" nei gironi di ritorno è stato sempre pessimo, nonostante il cambio di ben 11 allenatori, 3 proprietà, svariati dirigenti e innumerevoli calciatori. Al massimo abbiamo accumulato 29 punti. Il “migliore” dei risultati nei gironi di ritorno è stato il sesto posto del campionato 2015/16. Così gli altri anni: 2011/12 14esimi; 2012/13 15esimi; 2013/14 decimi; 2014/15 ottavi; 2016/17 settimi. Non si tratta di “posizioni finali” ma di quelle relative al solo girone di ritorno dove sistematicamente la squadra "svacca" se non addirittura “muore”. Ecco perché non mi meraviglierei affatto se anche quest’anno finisse alla solita maniera. La paura del baratro la leggo negli almanacchi, ma anche e soprattutto negli occhi e nell’atteggiamento di chi sabato è sceso in campo senza uno spirito, una minima cazzo di reattività, niente di niente. È ovvio che domenica alle ore 15 sarò ancora al “secondo blu” a sostenere questi cialtroni, perché io sono malato d'interite acuta cronica e l'ho trasmessa a mio figlio (Eugenio che ha 31 anni ed è più "malato di me"). Un grosso abbraccio Fabrizio e perdona lo sfogo”.
Rosario Galderisi, tifoso interista over 60.

PERCHÈ LO FAI (MARCO MASINI, SANREMO 1991)

Bruno Peres ha fatto una puttanata con la sua Lamborghini: lo avete letto, inutile tornare sulla cosa. È già stato punito dalla Roma. Ecco, non stiamo qui a fare la morale a nessuno, soprattutto perché non sappiamo cosa avremmo fatto noi a 27 anni se avessimo avuto una Lamborghini, ma sfruttiamo la puttanata di Peres per fare un applauso a Dzeko, che segna meno, sbaglia la mira, tutto quello che vi pare, ma in questo mese ha dato una dimostrazione di attaccamento che va oltre le cronache di mercato. I gol sono importanti, ma non ci sono solo quelli.

SINCERITA’ (ARISA, SANREMO 2009)

Maurizio Sarri batte il Benevento e parla a modo suo: “Ora pensiamo alla Lazio, se qualcuno dovrà riposare lo farà giovedì contro il Lipsia”. Questa frase può dare fastidio a tanti, ma è una dimostrazione di lucidità senza precedenti. Il Napoli per provare a raggiungere il paradiso (lo scudetto) sceglie di allentare la presa su tutto il resto. È un azzardo, se le cose non dovessero funzionare gli diranno “che cazzata che hai fatto”, ma è anche l’unico modo di non avere rimpianti: “Mettiamo il 100% in campionato perché solo con il 100% si può tentare l’impresa”. Il resto dovrebbe farlo Aurelio De Laurentiis, presidente contestato: ha scelto di non spendere somme spropositiate e forse ha fatto bene, ma certe decisioni andrebbero comunicate meglio.

VADO AL MASSIMO (VASCO ROSSI, SANREMO 1982)

L’Italia è quel Paese dove una squadra vince 7-0, ma non è merito suo, è colpa degli altri che si sono “scansati”. Succede che codesto verbo (“scansare”) venga utilizzato da qualche tempo per identificare quelle avversarie della Juventus che in qualche modo si consegnano all’avversario, non combattono, alzano bandiera bianca: la cosa sarebbe divertente se non fosse che qualcuno ci crede per davvero. Domenica la Juve ha battuto il Sassuolo per 7-0 perché gli emiliani sono questi: una squadra al 15° posto in classifica che crolla secondo pronostico nello stadio dove perdono quasi tutti.

Noi altri facciamo dietrologia perché abbiamo bisogno di una polemica di cui nutrirci: settimana scorsa ce l’ha offerta “l’utilizzo del Var”, questa volta il cazzeggio sullo «scansamento», come se fosse anormale che ex giocatori del Real Madrid come Higuain o Khedira schiantassero - con tutti il rispetto - Lemos e Magnanelli. L’”anormalità", scusate ancora, è che non ci riescano Roma e Inter.

SI PUÒ DARE DI PIÙ (MORANDI-RUGGERI-TOZZI, SANREMO 1987)

La bellezza di una squadra che fino a un mese fa era tutto tranne che “una squadra”, è mangiarsi le mani per due punti persi per “eccesso di attributi”. La classifica del Milan non è una favola, quello che sta facendo “il gruppo Milan”, invece, quasi. Il Milan in pochissimo tempo è diventato “cattivo” come il suo allenatore, gli assomiglia: questa cosa difficilmente porterà i rossoneri in Champions League, ma ha fatto ritrovare il sorriso ai suoi tifosi. Gattuso che lavora con la società (Strinic in scadenza con la Samp è una possibilità concreta per giugno), se ne frega di chi ora gli dice “bravo” e dice “si deve dare di più” è la dimostrazione vivente che spesso la soluzione migliore alla “fame” non è l’”aragosta", ma il “pane e salame”.

LA TERRA DEI CACHI (ELIO E LE STORIE TESE, SANREMO 1996)

L’Italia è il Paese dove arriva un gruppo spagnolo, si prende i diritti del prossimo triennio in tv e li rivende agli italiani. Molto bene.

ADESSO TU (RAMAZZOTTI, SANREMO 1986)

La Figc ha scelto Gigi Di Biagio, almeno per ora: guiderà l’Italia nel post-schifo e nelle amichevoli contro Argentina e Inghilterra, poi lascerà il posto a Roberto Mancini, Ct designato (salvo sorprese). Settimana scorsa ci ha lasciato Vicini Azeglio, ultimo “ct federale”: non ha vinto una mazza, ha lasciato comunque un bel ricordo. Riflettiamo, riflettiamo…

MISTERO (ENRICO RUGGERI, SANREMO 1993)

Abbiamo parlato per un mese di “questo che va di qua, anzi no di là, ma in prestito, anzi no definitivo!”. E poi non è successo quasi nulla. Vi lascio a un pezzo grottesco scritto per “Esquire” qualche giorno fa sulle “improbabili formazioni del turno" appena terminato. Buona lettura, se vi va (twitter: @FBiasin).

Ecco a voi le improbabili formazioni del 23° turno di serie A, disegnate in base alle informazioni/indiscrezioni/voci e agli affari “a un passo!” sparati dai media nel mese di gennaio (e vi assicuriamo che non ci siamo inventati nulla).

Sampdoria-Torino

Samp che prova a riorganizzarsi dopo l’addio di Torreira, ceduto all’Inter dopo lungo corteggiamento. In attacco le fughe di Caprari al Napoli e di Zapata al Borussia Dortmund costringono i blucerchiati a giocare col piccolo Gigi, promosso dagli esordienti. In casa granata, dopo l’addio di Ljajic, grande curiosità a centrocampo: subito titolare l’ex Bologna Donsah.

Inter-Crotone*

Spalletti schiera subito tutti i rinforzi: De Vrij in difesa, Torreira a centrocampo, Pastore sulla trequarti, Sturridge in attacco, Deulofeu da qualche parte, Cristante in groppa a Torreira, un braccio di Barella in mediana, Kovacic davanti alla difesa, Donsah pure lui a centrocampo, ma solo se fa in tempo ad arrivare da Genova. Il vuoto lasciato dal neo bomber del Real, Mauro Icardi, verrà colmato dal nuovo fidanzato di Wanda Nara. Crotone non lo sappiamo, perché ai media non interessa.

Verona-Roma

Il Verona ritrova al centro dell’attacco l’incedibile Pazzini. Diversi problemi per la Roma: senza Dzeko finito al Chelsea e Nainggolan in Cina, Di Francesco deve sperare che Zaza e Berardi trovino subito l’intesa.

Atalanta-Chievo

Cristante ceduto all’Inter e alla Juve crea qualche problema a Gasperini, ma tanto affronta il Chievo che non interessa a nessuno.

Bologna-Fiorentina

Donadoni, furibondo per l’addio di Verdi, schiera subito Pinamonti al centro dell’attacco e spera che la giovane punta non debba giocare il secondo tempo con il Sassuolo. La Fiorentina può contare su Zuculini, prelevato dal Verona. Attenzione a Emiliano Sala del Nantes e Facundo Ferreyra dello Shakhtar: può sembrare che giochino ancora nel Nantes e nello Shakhtar, ma in realtà dovrebbero essere da qualche parte nello spogliatoio di Pioli.

Cagliari-Spal

Il Cagliari prova a ripartire dopo l’addio di Barella, “smembrato” tra Juve, Inter, Roma, Napoli, Manchester City, Manchester United, Real, Barcellona e Psg. Spal non lo sappiamo, perché non interessa ai media tranne quando dicono “ahhhh, il grande passato della Spal”.

Juventus-Sassuolo

Super Juve signori! Per Allegri imbarazzo della scelta dopo gli arrivi di Emre Can, Cristante (a metà con l’Inter), Ferreira Carrasco, Darmian, De Vrij (a metà con l’Inter), Ceballos e altri. Prenderanno tutti il posto di Marchisio, venduto a 12 squadre diverse. Il Sassuolo deve dimenticare Politano, che tra l’altro gioca nella Juve.

Udinese-Milan**

Udinese non lo sappiamo, perché interessa ai giornalisti solo quando scopre i talenti. Nel Milan dopo gli addii di Andre Silva al Barcellona e la “fuga” di Bonucci a Madrid (oltre ad Antonelli, José Mauri, Gustavo Gomez e Zapata), c’è curiosità per vedere chi giocherà.

Benevento-Napoli

Benevento non lo sappiamo, perché non interessa ai media anche se ha comprato 2132 giocatori nuovi. Nel Napoli ballottaggio Deulofeu-Politano-Verdi per un posto in panchina di fianco a Sarri.

Lazio-Genoa

Inzaghi nei guai: dopo le cessioni di De Vrij, Milinkovic-Savic e Luis Alberto, giocano titolari i tre nuovi acquisti di Tare che nessuno conosce e che certamente diventeranno fortissimi. Il Genoa dopo l’addio del presidente Preziosi (uno che mantiene la parola e se dice “vendo”, vende) è già contento così.

*L’Inter potrebbe non scendere in campo perché Zhang ha detto a tutti i giocatori che in realtà sono dello Jiangsu Suning.

**Il Milan potrebbe non scendere in campo perché è tutto un rientro di capitali dal Friuli.


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