HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
SONDAGGIO
Lotta per l'Europa: Inter e Milan andranno in Champions?
  Sì, arriveranno entrambe in Champions League
  Solo l'Inter riuscirà nell'obiettivo
  Niente Inter: sarà solo il Milan a raggiungerla
  Nessuna delle due riuscirà ad andarci

La Giovane Italia
Editoriale

Juve: la "consapevolezza" di Allegri tra Ronaldo e Dybala. Inter: allarme Spalletti, ecco cosa succede. Milan: quante ovvietà su Gattuso. Napoli: il solito errore di valutazione. E Borriello...

28.08.2018 00:00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 58518 volte
© foto di Alessio Alaimo

Ciao. Ho fatto delle verifiche. Ho visto che i miei colleghi di editoriale – tutti nettamente più professionali del sottoscritto – non vanno mai oltre le 3500 battute. Io solo per scrivere queste due righe ne ho buttate via 300. Ma ora basta, sono stufo. Il calcio merita “sintesi”, tuttomercatoweb non si merita parole buttate al vento, fregnacce, serve più concretezza e quindi andiamo al sodo.

(Nel frattempo Pastore ha fatto gol di tacco. Che meraviglia).

Dicevamo, andiamo al sodo. L’Inter è in drammatica difficoltà. Oddio, questo potrebbe sembrare un giudizio davvero troppo severo, in fondo siamo solo alla seconda giornata, ma prevenire è meglio che curare eccetera eccetera. Contro il Torino i nerazzurri sono sembrati la versione calcistica del celebre “Fracchia la Belva Umana” (1981, regia di Neri Parenti): nel primo tempo sono stati la Belva Umana (dominatori, cattivi, persino spietati), nel secondo Fracchia (fantozziani). La sensazione è che il tecnico dell’Inter, pur bravissimo (chi lo mette in discussione lo fa perché ha manie di grandezza e vorrebbe essere al suo posto), sia in questo momento alle prese con un’imprevedibile ma tangibile “indigestione tecnica”. Un anno fa aveva 14, massimo 15 giocatori “spendibili sul campo” e quelli schierava, quest’anno se ne ritrova 4 o 5 di più e sembra vittima della “sindrome del goloso davanti al vassoio dei pasticcini”: mentre perde tempo a decidere se è meglio il cannoncino o il bigné si fa fottere da un Mazzarri qualunque (con tutto il rispetto per il buon Walter, concretissimo).

Il tecnico del Torino dopo un primo tempo osceno ha imposto ai suoi dei banali correttivi, quasi avesse pensato “questa è persa, tentiamo il tutto per tutto”; dall’altra parte ha trovato uno Spalletti poco reattivo, che ha lasciato il controllo del centrocampo ai granata (Gagliardini perché non gioca più? Ha la pertosse? Il vaiolo?), ha ritardato l’ingresso di Lautaro Martinez fino a renderlo inutile o quasi (in 3 minuti ha comunque fatto vedere di che pasta è fatto), soprattutto non è riuscito a dare ai suoi gli strumenti utili per trasformare una “morbida” partita casalinga (al 45’ vinceva 2-0), in una partita “finita”.

I nerazzurri di fronte a un mese di osanna mediatici (“quest’Inter è fortissima!”) invece di acquisire certezze se la sono fatta sotto, sono andati nel panico, sono tornati alle incertezze di gennaio, si sono sbriciolati come frolla di fronte all’errore del loro portiere che è sì grave, ma non decisivo (sei 2-1 in casa tua, sei l’Inter, che problema c’è?). L’Inter è in difficoltà psicologica e fisica, ma non tecnica. L’anno scorso vinceva perché correva di più, quest’anno è indietro di fiato e soprattutto di attributi. Su questo deve lavorare Spalletti prima che le rotture di balle e i critici prendano definitivamente il sopravvento: faccia capire ai suoi che “Pazza Inter” è un motto buono per i titolisti, ma non può essere la realtà. I pazzi vanno bene in manicomio, non vincono le partite (e comunque Adam Sandler la prossima volta stia pure a casa sua che è meglio).

(Nel frattempo Zapata sembra Weah).

Le rogne di Spalletti sono le stesse di Gattuso. Cioè, il Milan dopo essere stato in vantaggio per 2-0 perde a Napoli e la conclusione non è “porca miseria che Napoli!” ma “al Milan serve Conte”. L’equilibrio è quella cosa che non ti conviene cercare nel mondo del calcio, perché non esiste. Ricordiamo ai naviganti (e ai critici di ogni razza e religione) che a Napoli nelle ultime tre stagioni hanno perso dalle duemila alle tremila squadre, ricordiamo che un gruppo che aveva problemi fino a un mese fa non può diventare l’Olanda di Cruyff per magia, ricordiamo soprattutto che siamo noi ad aver detto “Beh questo Milan è una squadra che vale il quarto posto!” e “beh, questo Napoli quest’anno vale poco!”, salvo poi cambiare opinione in dieci giorni e invertire la filastrocca (“Il Milan ha troppi problemi…”, “Il Napoli è una certezza…”). Abbiamo più problemi noi di Gattuso, solo che a noi nessuno rompe i maroni.

(Nel frattempo l’Atalanta sembra il Barcellona di Guardiola).

E ancora, a proposito di “previsioni”: di sua maestà la Juventus si è detto “con questa rosa qua utilizzerà il campionato come allenamento per la Champions”. Non siamo ancora a questo punto, ma poco ci manca. È questione di forza, soprattutto di “consapevolezza”. La Juve non va in panico mai, neppure al 90’ (vedi Verona), perché sa quanto vale. C’è una voragine non tanto tecnica quanto mentale tra la squadra di Allegri (anzi, “le” squadre) e le altre. Poi, oh, c’è chi non si accontenta e spinge sul solito tasto: “Allegri non fa giocare bene i suoi!”. Il tecnico pluricampione d’Italia ascolta, se ne frega e intanto fa capire l’antifona: quest’anno non sarà semplice per lui (del resto gli hanno chiesto di vincere tutto), ma neppure per i suoi giocatori. Intoccabili non ce ne sono, neppure Dybala, che solo un anno fa era “il nuovo Messi” (altre iperboli di noi scriventi) e, oggi, è semplicemente un’alternativa. Fa specie vedere l’argentino con le chiappe poggiate in panchina, ma è la riprova del balzo in avanti fatto dalla Juve: l’anno scorso perdeva la finale di Champions contro il Real che spediva James Rodriguez in tribuna, ora si può permettere di affrontare la “bestiola nera” Lazio (“bestia” è un po’ troppo) con Dybala, Douglas Costa, Cuadrado ed Emre Can esclusi dai titolari. Beata la Signora.

Ps. Molti dibattono sul tema “Cancelo è forte o un mezzo bluff?”. Mettiamola così: se le gioca tutte come ha giocato contro la Lazio, il dubbio non si pone.

(Scusate, abbiamo avuto un mancamento. Abbiamo letto che Borriello andrà a giocare ad Ibiza. E’ un genio. Stop).

Fine. Anzi no, ancora due cose.

1) La maglia di Astori dentro lo spogliatoio della Fiorentina. Meraviglia.

2) Siamo stati rapidi. E volevamo resistere. In tutti i modi. Ma alla fine. Anche qui. Non possiamo a meno. Di scrivere. RONALDO. (Twitter: @FBiasin).


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Juventus, risalgono le quotazioni di Conte. Dybala in partenza, Bayern in prima fila ma c’è anche il Liverpool in un possibile scambio con Salah. Per la difesa spunta anche Jérôme Boateng. Marotta e Paratici, che sfida per Chiesa 20.04 - A fine stagione ci sarà un cambiamento inevitabile. Per la Juventus è già cominciata la fase di riflessione. Il primo nodo resta sempre Allegri. E’ vero che ci sono state le conferme del presidente Agnelli e dello stesso allenatore su un futuro ancora bianconero, ma la sensazione...

Editoriale DI: Enzo Bucchioni

Allegri non resterà. Agnelli punta tutto su Conte, l’unico grande motivatore. Arriverà un giocatore super per reparto. Il tentativo per Guardiola di due mesi fa. Napoli, fine del ciclo. Insigne un caso 19.04 - Andrea Agnelli ha confermato Allegri a caldo, subito dopo la bruciante eliminazione dalla Champions e sinceramente penso sia stata soltanto una mossa mediatica. Il tentativo, un classico in questi casi, e niente di più di cercare di deviare l’attenzione dal dramma sportivo per far...

Editoriale DI: Luca Marchetti

La Juve, la Champions, i soldi e il mercato. I programmi della Roma e la “nuova” recompra 18.04 - La mancata qualificazione alle semifinali per la Juventus non è semplicemente una sconfitta che fa male. Perché tradisce le aspettative dei tifosi della Juventus, prima ancora che le ambizioni della società a del suo presidente Agnelli. L’Ajax ha frantumato la Juventus, ha scoperto...

Editoriale DI: Tancredi Palmeri

E’ la disfatta di Allegri, checché ne dica Agnelli: vincere non era l’unica cosa che conta? La Juventus ha giocato solo quando ha dovuto reagire. Rilassatasi con l’Ajax, è crollata. Gli juventini vogliono Allegri? 17.04 - Il ranking. Il nuovo tormentone è il ranking. Uscire da questa disfatta - né più, né meno - contro l’Ajax, e parlare da parte di Agnelli di ranking e degli ultimi cinque anni sempre nei Quarti, ha lo stesso effetto dell’ingaggiare un make-up artist da Oscar per fare agghindare un...

Editoriale DI: Fabrizio Biasin

Juve: i rischi della super sfida e il moralismo senza senso sui “ragazzotti”. Inter: la verità tra le parole di Marotta (Icardi, Spalletti e... Conte). Milan: il futuro di Gattuso, spiegato nel presente. Napoli: la coerenza non è un optional 16.04 - Mentre scriviamo brucia Notre Dame e c’è davvero poco da ridere. Qualcuno fa grassa ironia “in fondo non è morto nessuno!”. Ah, pisquani, quanta pochezza. Brucia Notre Dame e noi siam qui a parlare di pallone, del resto di arte capiamo nulla, ma che fastidio accendere la tv e vedere...

Editoriale DI: Michele Criscitiello

Milan, angeli e demoni. Inter, traguardo vicino. Napoli, che horror! Chievo giustamente in B. Gravina, prima i veri problemi poi il resto... 15.04 - Le lotte per il quarto posto, e per il terzultimo, sono le uniche rimaste a farci divertire. Penserete, giustamente, come sia caduta in basso la serie A. Vero! La Juventus, ormai, deve fare i calcoli per quando festeggiare. Deve decidere solo la data e si organizza per la passerella,...

Editoriale DI: Raimondo De Magistris

La formazione di Allegri è il frutto di un campionato che non funziona. Vincere così non aiuta nessuno, nemmeno la Juve. E Andrea Agnelli lo sa bene... 14.04 - Un esordiente nel massimo campionato con la maglia della Juventus, due esordienti assoluti in Serie A, più Hans Nicolussi Caviglia. Centrocampista classe 2000 che prima di ieri sera aveva giocato in Serie A solo dieci minuti contro l'Udinese (quando il risultato era 4-0). A Ferrara,...

Editoriale DI: Niccolò Ceccarini

Inter, è Lukaku la prima scelta se parte Icardi. Dzeko e Zapata le altre ipotesi. Juventus, per il centrocampo si continua a monitorare Ndombele del Lione. Svolta Mertens, l’attaccante belga ora potrebbe rimanere. Giuntoli al lavoro per Callejon 13.04 - La fine del campionato è dietro l’angolo e una decisione deve essere presa per forza. La svolta tra l’Inter e Icardi sta per arrivare. L’addio resta l’ipotesi più probabile ma non scontata. Icardi è un grande bomber, ha 26 anni e ora più che mai è un’occasione di mercato per tante...

Editoriale DI: Enzo Bucchioni

Juve, il Real vuole Kean. De Ligt, passi avanti. Conte, scatto della Roma. Un piano con Faggiano come ds. L’ombra del Qatar. Ma l’Inter vuole chiudere in fretta. Skriniar rinnova, Chiesa più lontano. Pioli-Fiorentina alle carte bollate 12.04 - La Juve deve fare in fretta a rinnovare il contratto di Moise Kean in scadenza fra un anno. Dopo la raffica di gol e le capacità tecniche e fisiche messe in mostra dal ragazzo del 2000, mezza Europa lo sta monitorando, ma in particolare è scattata l’attenzione del Real Madrid. Zidane...

Editoriale DI: Luca Marchetti

La Juve, la legge di CR7 e le panchine che cambiano in Serie A 11.04 - Tiene duro la Juventus, CR7 ci mette sempre la sua firma per un gol che fra una settimana potrebbe valere moltissimo. La Juve tocca con mano la freschezza dei giovani talenti olandesi, ma ha assolutamente imparato la lezione impartita al Real Madrid negli ottavi di finale. Non ha...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510