HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
SONDAGGIO
"Messi venga in Italia". CR7 lancia la sfida, credete sia possibile?
  E' solo una provocazione, Messi chiuderà al Barcellona
  In caso di addio, andrà da Guardiola
  Perché non 'con' CR7? La Juve dovrebbe pensarci
  Superato il FFP, può essere il regalo di Elliott al Milan
  Suning può provarci: Messi all'Inter contro CR7 alla Juve
  Messi come Diego. Perché non chiudere al Napoli?
  Andrà al PSG se lasceranno Mbappé o Neymar

La Giovane Italia
Editoriale

Juve: la panchina d’oro, i cervelli di ghisa. Inter: le scelte di Spalletti (e un segreto…). Milan: il (troppo) rigore di Higuain. Arbitri: l’esempio di Irrati

13.11.2018 00:00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 23481 volte
© foto di Alessio Alaimo

Quando c’è la Sosta per la Nazionale a nessuno frega nulla di qualunque cosa, si fa finta di appassionarsi a temi come “Balotelli può essere ancora il futuro degli azzurri?” o “ci sono troppi stranieri!”, o “bisogna puntare sui vivai!”. Ma poi ti rendi conto che il buon Marione tra breve diventerà nonno e che i vivai sono un’entità astratta che, appunto, serve solo a riempire questi momenti di nulla (“diamo importanza ai vivai, per carità!”. Mah).

Comunque, Ventura si è dimesso. Pellissier via Instagram gli ha fatto sapere che gli vuole molto bene. Più o meno. Un anno fa esatto (13/11/2017) noialtri si perdeva contro la Svezia. Un anno dopo siamo ancora qui a parlare di Ventura, dei vivai e del “futuro azzurro”. La verità è che il futuro non esiste, è sempre tutto uguale, ciclico. Fateci caso. Allegri vince tutte le partite, settemila “Panchine d’Oro” di fila, domina col Manchester, ma perde, e le masse dicono “Allegri è il problema della Juve!”. Son matti e neppure pochi!

Lo hanno fatto anche con Spalletti. Cioè, Spalletti arriva all’Inter, la riporta in Champions dopo sette anni di rotture di balle, in questa stagione vince sette partite di fila in campionato, perde a Bergamo (malissimo, per carità), e le masse dicono: “Spalletti è il problema dell’Inter!” o anche “l’Inter farà la solita fine” (solita? L’anno scorso ha raggiunto il suo obiettivo stagionale. Boh…). Il dato di fatto è che non si accetta la sconfitta, anche quella “brutta”, che è cosa normale nello sport, soprattutto perché esistono gli avversari. L’Atalanta ha meritato, ha sfruttato la giornata “no” dei suoi avversari, eppure non si dice “Minchia, brava Atalanta”, ma “Spalletti inadeguato, che pena”. Date una carezza a costoro e confidategli il terribile segreto: Spalletti sbaglierà ancora, i giocatori pure, l’Inter perderà altre partite. Accadrà, potete starne certi, perché è normale. Chi non riesce a reggere questo “peso” e trasforma tutto in “tragedia” può soltanto fare una cosa: tifare gli Harlem Globetrotters, quelli vincono sempre.

E Higuain? Fino a ieri l’altro era iddio del calcio, sceso in terra per salvare il Milan, poi sbaglia miseramente la partita con la Juve e finisce nelle mani “delle masse”: “Higuain non è un vero campione! Sia messo agli atti!”. Poi certo, tirare un rigore contro il tuo ex compagno di squadra non è scelta geniale, ma da lì a trasformare il Pipita in un “problema” è quantomeno esagerato. O ancora il solito Gattuso. Ora, ditemi voi che cosa deve fare un cristiano a cui la iella ha tolto metà della rosa titolare: auto-schierarsi? Il suo Milan perde con i 7 volte campioni d’Italia e qua e là si torna a mormorare “sì, mah, però… magari un cambio in panchina…”. Il solito insomma.

Va sempre così, ma è normale, altrimenti non ci sarebbe nulla di cui parlare. Pensate che noia se vivessimo in un mondo in cui tutti usano il raziocinio (“Spalletti e i suoi hanno sbagliato la partita con l’Atalanta, ma forse è merito dell’Atalanta e comunque la classifica dice che i nerazzurri stanno facendo bene. Sei d’accordo?”. “Sì, ma dammi un appiglio per fare della polemica per l’amor del cielo!”). In effetti non sarebbe divertente.

Comunque, dicevamo, è tutto ciclico: Baudo torna a condurre Sanremo (quello dei Giovani, ma pur sempre Sanremo), c’è il Maurizio Costanzo Show come 30 anni fa, ci sono le polemiche arbitrali. Ecco, le polemiche sugli arbitri sono la grande costante del mondo pallonaro. Per dire, l’arbitro Mazzoleni prende alcune decisioni discutibili a San Siro, la reazione dei tifosi rossoneri è comprensibile (“Benatia andava espulso!”), solo che poi c’è chi se ne approfitta e invece di dire “cazzo fa Mazzoleni?”, trasforma il tutto in “la Juve viene scientemente favorita dagli arbitri”. Il cortocircuito è evidente, si preferisce credere al complotto piuttosto che vedere le cose per quello che sono: i fischietti sbagliano spesso e ovunque e il loro problema, al limite, è che non vogliono farsi aiutare. Per questo oggi non ci va di scrivere “lui è fesso, l’altro pure”, semmai preferiamo mettere in vetrina Irrati Massimiliano da Pistoia. Evviva Irrati, abbasso la Sosta per la Nazionale (Twitter: @FBiasin).

(da Esquire.it) L’esempio massimo di libertà, ribellione, buonsenso, “correttezza nella scorrettezza” si chiama Irrati di Pistoia, arbitro illuminato. Direttore di gara di Roma-Samp 4-1, ha ricevuto votazioni scadenti da illustri critici e giornalisti, al punto che su alcuni quotidiani assai importanti è stato così giudicato: “Stranamente insicuro, si affida al Var due volte, anche se per episodi soltanto dubbi, consentendogli in entrambe le occasioni di sconfessarlo. Solo una giornata storta? Voto 5”. Giornata storta? Giornata storica!

Irrati da Pistoia è esempio massimo di arbitro che ha capito a cosa serve il Var, ovvero a dare una mano a noialtri poveri umani imperfetti. A un bel punto del secondo tempo fischia un rigore per un fallo di Manolas su Gaston Ramirez, pare abbastanza sicuro a dirla tutta. I giocatori della Roma dicono “cavolo fischi?” e quello non gli risponde “levatevi dalle balle, sono Irrati di Pistoia e faccio come mi pare!”, ma sceglie di immergersi nella vasca dell’umiltà. Per capirci, ben sapendo che Iddio ci ha finalmente dotato di tecnologia, decide di rubare agli astanti un minuto di tempo in nome della giustizia e va a rivedersi le immagini: le guarda, cambia idea rispetto alla sua decisione iniziale e, infine, toglie il rigore anche a costo di sentirsi dire “ué, non ci avevi capito niente eh?”.

Irrati da Pistoia fa tutto questo per una questione di correttezza, che viene prima dell’autonomia arbitrale in nome della quale troppo spesso i fischietti rinunciano a dire “scusate, mi sono sbagliato”.

Pensate un po’, il paradosso di tutta la faccenda è che Irrati e i varisti a lui associati (Rocchi in questo caso) contravvengono a una regola, ovvero quella che impedirebbe a un arbitro di tornare su una sua decisione e ai varisti di rompergli le balle a meno che si tratti di “chiaro ed evidente errore” (in questo caso probabilmente la sua decisione iniziale era sbagliata, ma non “certamente sbagliata”). Irrati se ne fotte, pensa “magari ci ho preso, ma per mia garanzia e quella di chi ci sta guardando vado a rivedermi le immagini, anche solo perché da un anno a questa parte le hanno messe a disposizione” e in questo modo dà un esempio a tutti quanti i suoi colleghi.

Ora, si dirà, non è giusto, perché lui lo ha scelto di dare un cazzotto al regolamento ma gli altri no, e così fischiettando si rischia di avere un torneo a doppio-giudizio, con arbitri che se la tirano e non vanno mai a vedere (anche perché garantiti dal nuovo protocollo) e altri “alla Irrati” che fanno il tifo per la tecnologia e per la vecchia modalità di utilizzo del Var, quella dell’anno passato. Ebbene, avete ragione, così non va bene: bisogna uniformarsi, ma tocca farlo in nome del buonsenso e il buonsenso è quello di Irrati da Pistoia, il Che Guevara della tecnologia in campo, già eletto miglior varista del pianeta (ai Mondiali, nel famoso stanzino, era il gran visir del moviolone), ribelle al quale neanche per idea noialtri diamo 5 in pagella e, anzi, “date un premio a quell’uomo”, fatelo subito prima che qualche fetentone faccia passare il concetto “dell’arbitro insicuro che si affida al Var”. Oh, sia chiaro: l’arbitro che si affida al Var non è insicuro, è semplicemente intelligente.

Ps. Abbiamo controllato, Massimiliano Irrati è nato a Firenze, ma per una questione di “Sezione Aia di appartenenza” viene definito “di Pistoia”. Strani questi arbitri…


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

La vittoria di Allegri e la sconfitta di Spalletti. Cancelo, rimpianto nerazzurro e clamorosamente sottovalutato in Europa. Agnelli-Zhang segnano la fine della storica rivalità tra Juventus e Inter? 09.12 - Il tempo dei bilanci di fine anno si avvicina ma è chiaro che tracciare una linea su quel che è stato di questo 2018 non sia complicato. La gara di due sere fa di Torino ne è la chiara fotografia: il coraggio non basta, la Juventus prepara Capodanno da febbraio mentre le altre sono...

Editoriale DI: Niccolò Ceccarini

Napoli e Giuntoli il matrimonio va avanti, si lavora ancora per Zielinski. Milan, per Cahill c’è l’ok del Chelsea ma resta l’ostacolo ingaggio. La Juventus ripensa a Isco. Roma anche Weigl nella lista di Monchi. Fiorentina su Sansone 08.12 - Meno di un mese e il mercato sarà di nuovo aperto. E allora parto subito con il Napoli e con Cristiano Giuntoli. Un matrimonio destinato a durare ancora a lungo. Con De Laurentiis il feeling è forte e le parti sono vicine a prolungare il rapporto per continuare un ciclo che si è aperto...

Editoriale DI: Enzo Bucchioni

Marotta sfida la Juventus. Duello a tutto mercato per Barella, Chiesa, Milinkovic Savic, Martial e non solo: il sogno è Dybala nerazzurro. Spalletti, i segreti per fermare Allegri. Un Ronaldo dall’altra parte vent’anni dopo il rigore contestato 07.12 - Marotta non è ancora un dirigente dell’Inter, almeno in via ufficiale. Per opportunità sarà presentato soltanto giovedì prossimo, dopo la sfida di questa sera con la Juve, il suo passato ancora vivo e caldo. Tutto sommato la scelta di Suning è condivisibile, nel calcio ci sono già...

Editoriale DI: Luca Marchetti

Vince sempre il più ricco? E come si fa a batterlo? 07.12 - Spesso si fanno discorsi relativi al fatturato e alla capacità di spesa. È evidente che se hai più soldi sei avvantaggiato: diciamo che come minimo puoi permetterti più errori. Ma da qualche tempo a questa parte, soprattutto in Italia, sembra quasi si sia innestato un circolo virtuoso...

Editoriale DI: Tancredi Palmeri

Derby d’Italia: ma davvero l’Inter pensa di avere qualche speranza? La Juve allo Stadium prepara una vittoria dal sapore spietato. Quello che deve temere la Juventus è su Isco: Paratici sta lavorando, ma la situazione è complicata 05.12 - Era dal 2010 che non si giocava un derby d’Italia al venerdì, occasione che può essere di buon auspicio per entrambe: perché era l’ultimo anno in cui un’italiana vinse la Champions, e quell’italiana fu l’Inter - e il derby si anticipò appunto prima della semifinale Inter-Barcellona. Ma...

Editoriale DI: Fabrizio Biasin

Juve: l'incredibile "fame" bianconera e un solo dubbio. Inter: su Spalletti bisogna darsi una regolata. Milan: altalena Gattuso, da "inadatto" a "mister modello". Tutte le rogne del Var... 04.12 - Il problema del Var che fa incazzare tutti come delle bestie (giustamente) è un non-problema, nel senso che non dipende mica dal Var. Prendersela col Var è come prendersela col semaforo che “questo rosso dura troppo! Maledetto!”. Oh, mica lo decide lui. Ecco, qui la questione...

Editoriale DI: Michele Criscitiello

La Juventus non ammazza il campionato ma tutto il sistema. L'inutilità del Var. Milan, serve la svolta a gennaio. Serie B e C, quando le decisioni? 03.12 - Non è un discorso di essere tifosi della Juventus oppure no. Quelli che leggerete sono solo complimenti verso la società, i tifosi, la squadra, Allegri, i magazzinieri, la segreteria, l'ufficio stampa e l'autista della Juventus. Però il problema non è la Juve, il vero problema è che...

Editoriale DI: Raimondo De Magistris

Dai mecenati al FFP, dai crac alla noia. Così non va: come ripensare la Serie A? O si vara la Superlega o si cambiano le regole, guardando a modelli molto diversi come quello NBA 02.12 - È appena iniziato il mese di dicembre, non siamo ancora al giro di boa della Serie A e tra gli italiani che vivono di pane e pallone ci sono due correnti di pensiero. Ci sono coloro che considerano il discorso Scudetto già concluso, chi dice che raggiungere una Juventus che finora...

Editoriale DI: Niccolò Ceccarini

Di Francesco merita ancora fiducia, a gennaio 2 acquisti. L’Inter si inserisce nella corsa a Tonali, per Gabigol spunta l’ipotesi Premier. Milan per la difesa uno tra Christensen e Cahill. Fabregas più di un’idea ma costi alti 01.12 - Di Francesco e il futuro. Un futuro ancora giallorosso. Merita fiducia anche se la sconfitta con il Real ha fatto riemergere i soliti problemi, soprattutto la mancanza di continuità. La partita di martedì sera va analizzata bene. Il primo tempo è stato molto buono. Casomai è inspiegabile...

Editoriale DI: Enzo Bucchioni

Fabregas al Milan, manca solo l’ok di Abramovich. Ibra già fatto. Juve punta i giovani Ndombelè e Gedson Fernandes, Ramsey più vicino, Isco nel mirino. Inter, Marotta vuole Martial. Perisic può partire per Chiesa 30.11 - Il Milan ha buone possibilità di portare a casa a gennaio Cesc Fabregas, 31 anni, panchinaro di lusso del Chelsea. Il centrocampista spagnolo con Sarri gioca pochissimo ed ha capito che il progetto di rilancio dei rossoneri può allungargli una straordinaria carriera. All’inizio della...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
-->