VERSIONE MOBILE
  HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | TMW RADIO EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
SONDAGGIO
Serie A 2017/2018 al via: chi vince il campionato?
  Juventus
  Napoli
  Roma
  Milan
  Inter
  Lazio
  Altro

TMW Mob
Editoriale

Juve: polemiche a raffica, un arrivo e un solo vero pericolo. Milan: la svolta, le ultime sul closing e i segreti di Mr Li. Inter: si sogna un colpo da sceicchi (ma occhio alle bufale)! Napoli sospeso tra Sarri e Higuain

28.03.2017 00:00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 32033 volte
© foto di Alessio Alaimo

In quel tempo c'era la pausa per la Nazionale. E la pausa per la Nazionale portava polemiche sterili e invenzioni di mercato. E tu chiamavi i direttori sportivi e chiedevi "si parla molto di mercato, dimmi tutto!". E loro: "C'è la pausa per la nazionale, siamo in vacanza, vatti a fare un giro anche tu, ti conviene".
E allora l'ho fatto. Ho preso un volo low cost.
Sui voli low cost il volo costa poco per definizione. A volte nulla. "Vieni, te lo regaliamo, siamo buoni". E dovresti farti delle domande, ma non te le fai.
Il problema è il sottotitolo, il non detto: "Benvenuto su questo volo low cost, sappi che proveremo a fotterti dei soldi e se non ci riusciremo ti romperemo il cazzo fino alla morte".
Postulati per voli low cost
1) Non importa quanto grande o ordinata sia la tua valigia, proveranno comunque a farla passare come “bagaglio fuori misura” o “bagaglio di troppo” (“Lei ha due bagagli a mano, deve pagare”. “Ma quello che tengo nella mano destra è mio figlio Mario, 4 anni”. “Quattro anni? Peserà almeno 20 kg, qui scatta il supplemento”).
2) Non importa quanto sonno tu abbia, “loro” riusciranno a tenerti sveglio (“prova i nuovi gratta e vinci in volo! Non vinci un cazzo ma provali! Prova il toast in volo! Costa 15 euro ma ti regaliamo anche un gratta e vinci! Compra i nostri profumi, etti di salame, armi, reni, stecche di sigarette in volo! Compra qualcosa maledetto!”).
3) Non importa quale tratta tu stia percorrendo, l’assistente di volo penserà comunque di essere il nuovo Fiorello (“Ciao amici! Un applauso al comandante che ha appena superato l’esame dall’oculista ahahahahahha!”. Nessuno ride. “Non ridete? E allora faccio partire il nastro del gratta e vinci”. E lo fa partire davvero).
4) Non importa quale posto ti abbiano assegnato, in quella zona si congelerà (“Mi scusi, qui fa molto freddo, si può fare qualcosa?”. “Sì, le posso portare un plaid, lo vuole?”. “Grazie, che gentile!”. “Fanno sette euro”. “Ma, come… Allora no…”. “Ci metto sopra anche un gratta e vinci in volo. È chiaramente un affare”. “No grazie, non insista”. “Benissimo, le serve un rene?”).
5) Non importa che atterraggio di merda abbia concluso il comandante, ci sarà sempre un minchione pronto a far partire l'agghiacciante "applauso al comandante". Forse perché è gratis.

E comunque, nonostante tutto, grazie voli low cost: senza di voi il mondo sarebbe più grande.

QUI MILAN

Ben ritrovati. Siamo alla millesima puntata della novella closing. Nell’altalena degli umori (“oggi fa tutto schifo”, “oggi è tutto bello”) siamo giunti a un svolta (magari fino alla prossima, per carità, ma di svolta si tratta).
In attesa del 14 aprile (data fissata per chiudere la questione) vi riporto quello che ho scoperto e sono riuscito a capire, per quel che può valere.
Yonghong Li non è un minchione. Magari non ha i soldi di Berlusconi o quelli di Trump, ma neppure cena a scatolette. E voi direte: “E sticazzi?”. Risposta legittima.
La premesse aveva un senso per rispondere a quelli che “oddio, in che mani rischia di finire il Diavolo!”. Nelle mani di un affarista, magari anche spregiudicato (non disdegna affatto la Borsa), ma non certo in quelle di un “truffatore a prescindere”.
Brevissimo ritratto del broker cinese, se mai ve ne fregasse qualcosa (fonte Tobia De Stefano - Libero): Li è il principale azionista del Guizhou Fuquan Group, molto forte nel business minerario. Ha una partecipazione del 20% nella più grande azienda di produzione di bottiglie di plastica del Paese (i principali clienti sono la Pepsi e la Coca Cola) e ha grossi interessi nell’immobiliare: tra le altre cose, è tra i proprietari di uno dei maggiori centri commerciali di Guangzhou (la città più ricca della Cina meridionale). Patrimonio stimabile: circa 700 milioni di dollari.
E voi direte: “Che ci fai con 700 milioni se solo il Milan ne costa di più”? Obiezione accolta.
Yonghong Li, semplicemente, tenta di fare un affare, la qual cosa non significa per forza “è un disperato” né “il Milan è nella merda” per tutta una serie di motivi che vi riporto così come mi sono stati spiegati.
A) Effettivamente il piano A (soldi provenienti da una tonnellata di investitori cinesi) è andato a puttane. La causa – provata e raccontata da persone molto più autorevoli di me – dipende dal "protezionismo" del governo cinese che a fine 2016 ha bloccato l’esportazione di capitali e bla bla bla. Cose che ormai sapete a memoria.
B) Nonostante questo e quel problema, il 3 di marzo “i cinesi” erano arrivati a raccogliere buona parte del grano, eccezion fatta per il “fettone” da 180 milioni, promesso da uno dei finanziatori poi clamorosamente “evaporati”.
C) Con il rischio concreto che tutto saltasse (corpose caparre comprese), Marco Fassone è “sceso in campo” direttamente per stringere contatti con i fondi Elliott e Blue Skye. L’ad in pectore deve avere avuto argomenti convincenti se è vero come è vero che spendendo il nome dello stesso Li è riuscito a farsi erogare un prestito da 300 milioni (180 per chiudere il closing, il resto in vista della gestione della stagione sportiva 2017-18).

Il punto C) deve far gridare di gioia i tifosi del Diavolo? No, ci mancherebbe, ma neanche buttarli nello sconforto per tutta un’altra serie di motivi.

D) Il prestito erogato dal fondo hedge Elliott e dalla società di investimento specializzata nelle ristrutturazioni aziendali Blue Skye comporta effettivamente interessi che oscillano tra il 7 e l’11,5%, ma questo non significa “oddio è la fine”, semmai che nella peggiore delle ipotesi il Milan diventerà proprietà del fondo stesso, un po’ come accadde alla Roma con Unicredit.
E) I 120 milioni che tendenzialmente dovrebbero servire per gestire la prossima stagione non sono molti, ma neppure così pochi. Con una liquidità – spariamo a caso – di circa 60 milioni si possono ipotizzare acquisti di discreto livello. Se, per dire, compro Musacchio a 25 e dilaziono il pagamento in tre anni, verso meno di 10 milioni per il bilancio in corso e me ne restano più di 50. Morale: difficile ipotizzare acquisti alla Messi e Ronaldo, più logico aspettarsi una gestione oculata e – lo sperano i diretti interessati – il più possibile "virtuosa" (primo appuntamento il rinnovo di Donnarumma, mentre De Sciglio è con un piede e mezzo alla Juve. Tra i papabili in entrata, invece, c’è Kolasinac dello Schalke).
F) La leggenda metropolitana del “sono soldi di Silvio che rientrano” forse inizierà a perdere qualche sostenitore. Tutto si può dire ma non che questa operazione (difficile, se vogliamo persino strampalata) non esista. A meno che non si ritengano gli americani di Elliott (per citare solo una delle serissime parti coinvolte) complici di una mega-truffona internazionale. Su, per cortesia…

Chi scrive capisce perfettamente che questo non è quello che un tifoso del Milan vorrebbe sentirsi dire (“compreremo tutti! Vinceremo subito ogni cosa!”), ma un quadro molto più “realistico” e con un obiettivo molto ben evidente.
Mr Li, con tutti i doverosi distinguo, è un altro Thohir. Così come l’indonesiano dell’Inter ha navigato in acque tempestose e traghettato i nerazzurri nel porto Suning, l’uomo di Hong Kong proverà: 1) a coinvolgere nuovi soci cinesi (se, come pensano i più, il governo di Pechino nel prossimo futuro allenterà le restrizioni). 2) Tenterà la quotazione in Borsa. 3) Cercherà nuovi partner confidando nello sviluppo del calcio in oriente.

È tutto questo elettrizzante? No, non lo è, ma comunque è “qualcosa”. E “qualcosa” – pur con tutti i rischi del caso – è molto più di “andiamo avanti così che tanto a galla si resta” perché è vero, “a galla si resta”, ma prima o poi viene la fastidiosissima pelle cotta.

QUI JUVE

Abbiamo passato una settimana carica di veleno. Strano. Si è parlato di Barzagli che a luglio era un eroe e ora l’ultimo dei furbetti; di Agnelli che ha incontrato, anzi no, anzi sì “ma non da solo” questo e quel capo curva; di Allegri che se ne va, anzi resta, anzi va ma solo se perde col Barcellona; di Dybala che rinnova, anzi no, anzi sì, ma solo per essere venduto meglio ecc ecc…
Poche idee e molto confuse.
Al momento abbiamo solo qualche convinzione (o quasi, non si sa mai) che buttiamo là in ordine sparso:
1) Sul mercato i bianconeri sono vicinissimi a De Sciglio. Lo so, si dice da una vita, ma questa volta pare cosa fatta.
2) Agnelli è stato “leggero”, ma il problema non è suo, semmai di tutti. L’unico tra i patron che non si è comportato come il presidente della Juve (o comunque uno dei pochi) si chiama Claudio Lotito, per tutta risposta gli hanno dovuto assegnare la scorta. Questo non giustifica il “peccato di ingenuità” del presidente bianconero, ma neppure la gogna pubblica.
3) Su Allegri salgono le possibilità che possa restare al suo posto anche la prossima stagione. Ovvio, dipenderà da come andranno le cose sul campo da qui a fine stagione, ma il dato di fatto è che difficilmente tecnico e società, separandosi, avranno certezze di andare a star meglio.
4) E Dybala? Sono ancora tanti i punti interrogativi su quel che accadrà. Resta probabile l’adeguamento del contratto, ma è inutile nascondere l’insistenza spagnola e in particolare quella di Florentino Perez (si parla di un incontro avvenuto in un ristorante di Alba prima di Napoli-Real). Il rischio è quello che in società possano decidere di cambiare strategia: sì al rinnovo per poi trattare comunque la cessione a cifre ancora più allettanti. Le alternative? Bernardeschi, nonostante il “problema” Fiorentina, resta un obiettivo concreto.

QUI INTER

Nelle ultime due settimane al nome “Inter” sono stati associati i seguenti calciatori: Mertens, Verratti, Sanchez, Ricardo Rodriguez, Muriel, Strootman, Manolas, De Vrij, James Rodriguez, Di Maria, Berardi, Bernardeschi, Schick, Samir, Lamela, fino a Conte, Simeone e a tutti i loro parenti.
In uscita: forse Perisic, forse Brozovic, forse Kondogbia, tutta la difesa, tutti i terzini, praticamente chiunque tranne Icardi e Gagliardini, ma solo perché è appena arrivato.
Se tutto questo accadesse l’Inter non avrebbe non i soldi, bensì il tempo materiale per depositare i contratti.
Cose concrete? Ci sono stati sondaggi e chiacchiere per Sanchez, De Vrij, Manolas, Muriel e Schick. Ma si tratta di “chiacchiere e sondaggi”. Perisic e Brozovic andranno via? Se mai accadrà – il primo assai difficilmente – sarà per prendere sostituti di livello superiore. E Verratti? Ecco, questo è un sogno difficilmente realizzabile non tanto per le volontà di Zhang, ma per quelle dello sceicco del Psg e dell’Uefa (il fair play finanziario a giugno sarà meno pressante, ma non scomparirà per magia a meno che non si ridiscuta il “contratto”).
Trattasi di brutte notizie? No, semmai di “non notizie”. L’Inter si sta muovendo per migliorare l’attuale rosa, per farlo meglio ragionare ed evitare di andar dietro al bulimico “prendiamoli tutti”.

QUI NAPOLI

Si avvicina il doppio confronto con la Juve, anticipato dall’assegnazione della Panchina d’Oro al buon Sarri. Diciamolo: premio meritatissimo. Il tecnico del Napoli deve e può ancora migliorare in certe cose (la gestione di una stagione “europea” e quella di una rosa “allargata") ma è indiscutibile che nell’ultimo anno e mezzo abbia “apparecchiato” il calcio più bello, moderno, veloce. Onore a lui e a una squadra non perfetta, ma capace di annoiare praticamente mai.
Il resto è… Higuain, il suo ritorno in città. Al San Paolo lo “accoglieranno” in 50mila, probabilmente anche di più. Arriveranno i fischi, le pernacchie, gli sfottò. Molti, invece, semplicemente ignoreranno colui che c’era e ora non c’è più. Il modo forse più “rumoroso” per far sentire l’amarezza, probabilmente anche quello più intelligente.

Vi lascio con una considerazione personale, certamente inutile ma legata a quello che sta accadendo a livello social. Che poi, anche “chissenefrega”, ma la sensazione è che ormai il mondo virtuale sia diventato il nuovo Colosseo. Alla prossima (Twitter: @FBiasin @ilsensodelgol Mail: ilsensodelgol@gmail.com)

Signori, sono tutti stronzi. Non so se ve ne siete accorti, ma nell’era social ormai è così.

Barzagli si fa l’impepata al ristopizza e poi va al Peter Pan? È stronzo. Gli juventini che lo difendono? Stronzi pure loro. Gli anti-juventini che lo attaccano? Mega stronzi.
Io quasi-quasi ci faccio un tweet.

Sono stronzi quelli della federazione che dicono “motivi personali”, il presidente federale è stronzo per definizione e il ct puoi star certo che è uno stronzone perché avalla e tace.
Io una cinguettata a sfregio contro Ventura la faccio, checcazzo. Ventura Gian Piero? Certo, ma pure Simona. Stronza.

Sono stronzi quelli dell’Antimafia, quelli della mafia, i pm che combattono e quelli che chiudono un occhio. Sono stronzi quelli che vendono i biglietti agli ultrà, i curvaioli, gli ipocriti che non si accorgono che “lo fanno tutti”, i moralizzatori che si indignano perché “dove stiamo finendo” ma poi a casa picchiano la moglie se la pasta è scotta.
Sono stronzi i giornali che ne parlano perché “sono di parte”, quelli che non ne parlano perché “sono di parte”, i peggiori poi sono quelli che ne parlano ma solo nelle pagine interne, quelli sono proprio i più stronzi. E allora io ci faccio un tweet: “Nessuno ne parla!”. E tu: “Io veramente ne ho parlato”. E gli altri: “Stronzo! Fatti i cazzi tuoi!”.
Sono stronzi gli allenatori che hanno fatto vincere la Panchina d’Oro a Sarri e non ad Allegri, quindi è stronzo Sarri, ma anche Allegri che si è fatto battere da Sarri. E Di Francesco che è arrivato terzo? È il più stronzo. Quasi-quasi lo scrivo su Facebook: “Di Francesco fallito, Giampaolo suo marito!”.

Sono stronzi quelli che la domenica scendono in strada per accogliere il Papa a Milano, ma quelli che restano a casa per fare gli snob lo sono anche di più. Sono stronzi tutti, soprattutto quelli che si fanno il selfie col Pontefice e lo mettono su Instagram. Sì, quelli sono i peggiori: ora pubblico un foto-editoriale su Instagram per dirlo a tutti.

Sono stronzi quelli che fanno la battuta sull’ora legale, quelli che non la fanno, è stronzo Raz Degan, “cazzo dici, è più stronza la De Grenet”, è stronzo Iannone che cade perché sta con Belen, è stronza Belen, è stronzo Nesli perché non si è mai visto un rapper a Masterchef, è stronzo chi appare, chi non appare, chi crede al closing del Milan, chi non crede al closing del Milan, è stronzo Donnarumma che bacia la maglia, è stronzo Donnarumma che firma il gagliardetto, è stronzo chi mette, chi omette, chi esagera con l’omelette. È stronzo chi guarda Montalbano, chi guarda Amici di Maria De Filippi, chi guarda Ballando con le Stelle, ma i più stronzi sono quelli che non guardano perché si sentono migliori degli altri e invece sono stronzi.

E allora butto là un tweet indemoniato, posto una cattiveria, ti sputtano, mi vendico, sputo veleno, ti odio, vai a fare in culo, magari pure con l’hashtag: #vaiafareinculo. Che se per caso l’hashtag “prende” ti faccio fare la figura dello stronzo e se invece non “prende” chissenefrega, stronzo te e chi non te lo dice.

I social sono la nuova “dinamite di Alfred Nobel”: era nata con le migliori intenzioni, è diventata arma di distruzione (di maroni) di massa.


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
Inter, Juve, Milan, Roma e Napoli devono ancora lavorare sul mercato. E Marotta di cosa si lamenta? Il mercato non si deve accorciare 20.08 - È iniziato già il campionato, sotto il segno di Mario Mandzukic e di Paulo Dybala. E pure con Gianluigi Buffon sulla copertina, perché il portiere della Juventus ha ipnotizzato Diego Farias dagli undici metri, dopo che il Var - sarà protagonista pure lui, possiamo esserne certi -...
Telegram

EditorialeDI: Mauro Suma

Nainggolan e Belotti meglio di Dembelè. Kalinic, crudo ma chiaro. Niang come Cerci? Keita: sarà vera ritirata quella della Juve? 19.08 - Tre anni fa era l'estate dell'Ice Bucket Challenge. Nato per scherzo e diventato virale. Questa è invece l'estate dell'I go where i want. E' altrettanto virale, anche se evidentemente non è un hashtag o qualcosa di definito. E' la moda, inaugurata da Neymar e Dembelè, di prendere...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Juve, Matuidi non basta. Con questo mercato l’obiettivo Champions si allontana. Oltre a Spinazzola anche Caldara? Il modulo da cambiare. Cuadrado via. Inter, Spalletti vuole un fantasista. Schick vice Icardi, arriva un centrale 18.08 - Erano due anni che un giorno si’ e un altro pure, puntualmente, Matuidi era dato come imminente acquisto della Juve. Una storia simile a quella del lupo e il lupo questa volta e’ arrivato. Un giocatore cosi’, fisico, ma anche piedi discreti e visione di gioco, servira’ di sicuro e...

EditorialeDI: Luca Marchetti

Un Ferragosto di colpi: Juve, Inter e Milan. Caso Keita, restyling Fiorentina: ma non è affatto finita qui 17.08 - Entro il fine settimana sarebbe arrivato Matuidi. E Matuidi è stato. Anche in anticipo (leggero) rispetto alle previsioni. Approfittando della festa di Ferragosto Marotta e Paratici hanno rotto gli indugi e già da martedì sera Paratici era andato a Montecarlo per chiudere la trattativa...

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Quanti pensieri sotto il sole di Riccione… Kondo, che pasticcio! Juve e le scuse di Higuain… Sarri, ora o mai più! Ma Asensio? 16.08 - Le spensierate vacanze sono agli sgoccioli… Sotto il sole di Riccione ci si diverte e la mente (e il fisico) si rilassa, immagazzinando energie per i mesi futuri… Eppure, tre o quattro volte al giorno, ci si ritrova a parlare di calcio! Impossibile farne a meno… La Juventus ridimensionata...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Allarme Juve: il rinforzo di Marotta e la scelta (complicata) di Allegri. Inter: la decisione su Schick. Bomber Milan? Un silenzio "studiato". Napoli: ecco la mossa giusta 15.08 - E ben ritrovati a tutti. Questo editoriale va in onda in forma ridotta per ovviare a una questione di "ferie del sottoscritto iniziate giusto ieri". Questo non significa che non si possa toccare il fondo anche questa settimana: ci riusciremo, solo in maniera più concentrata. Vi...

EditorialeDI: Michele Criscitiello

5 giorni al via della nuova serie A: ecco la griglia di partenza… e di arrivo aspettando il 31 Agosto 14.08 - Ovviamente preferiamo tutti la grigliata di Ferragosto alla griglia di partenza della serie A, però, è giusto parlare prima anziché dopo quando sarà tutto più facile per tutti. Certamente ci sono ancora due settimane piene per cambiare obiettivi e per spostare gli equilibri, con un...

EditorialeDI: Marco Conterio

L'anno zero del calcio mondiale. Il risveglio dal sogno Leicester, la lezione di Rooney, i milioni del PSG e le grandi d'Italia in cerca degli ultimi botti 13.08 - Il Leicester City di Claudio Ranieri aveva risvegliato, in tutti noi, una parola antica. Fanciullesca. Favola. Aveva riportato alla mente i racconti di un calcio che fu, le pagine polverose del pallone delle leggende, di quanto la televisione era un miraggio, o di quanto Davide aveva...

EditorialeDI: Mauro Suma

Juve, Milan e Inter: cosa manca. Biglia e Kondo: casi di Ferragosto. Kolarov: l'ovvio del derby 12.08 - Alla Juventus manca un centrocampista, al Milan un centravanti, all'Inter un colpo. Quello del centrocampista inizia ad essere un caso per i bianconeri. Sempre vincenti e sempre leader, ma nel corso degli anni il reparto-chiave, la sala macchine, ha perso irreversibilmente qualità....

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Juve allarme, il mercato e’ in ritardo. Per la Champions serve di più. Non poteva prendere Strootman con la clausola? Serve un altro Bonucci. Ma anche l’Inter e’ ferma. Milan, occhi su Cavani. Fiorentina, Simeone e Jese’ 11.08 - Guardo la casella degli acquisti su un giornale qualsiasi, conto i giorni che mancano alla fine del mercato (soltanto venti) e comincio a pensare che la Juventus sia in netto ritardo. Magari oggi Marotta mi smentira’ presentando in un colpo solo i tre-quattro giocatori che servono...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.