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La Giovane Italia
Editoriale

Juve umana ma cambia poco. Napoli, bello e impossibile. Roma, che delusione. Il giorno di Gravina: Presidente cambia gli uomini poi il sistema

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
22.10.2018 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 18643 volte

La Juventus è umana. Già questa è una notizia. Pareggia contro la sua bestia nera, il Genoa di Juric, e almeno rende diverso il week end di serie A. Non siamo quelli dai titoloni "Adesso torna a sognare il Napoli" oppure "La Juventus inciampa" ma crediamo che rientri tutto nella normalità di un film già visto. Sicuramente neanche la Juventus può vincerle tutte e fare 114 punti. Ne farà tantissimi e vincerà lo scudetto perché è un organico completo anche nelle riserve dei raccattapalle ma ci sta un pareggio ogni tanto. Sicuramente i veri test per Allegri iniziano adesso e la settimana di Champions dovrà dare delle risposte importanti ai bianconeri che, forse, sono più agitati fuori dal campo che in campo. Lo United di Mourinho, sabato pomeriggio, ha fatto un gran secondo tempo a casa Sarri e tutto sembra tranne che una squadra morta. E' sul viale della resurrezione. Tra una paginata e l'altra di cronaca giudiziaria Cristiano Ronaldo continua a fare gol. Non saranno belli ma la mette dentro e a fine anno quando si tirerà la linea vedrete che i gol rispecchiano le previsioni della vigilia.
Per una Juventus che si ferma, per 90 minuti, c'è un Napoli che ha preso la rincorsa. Aveva bisogno di carburare, ora sembra un'altra squadra. Vince e lo fa anche con convinzione. La mano di Ancelotti si vede e quando metti in fila così tanti successi vuol dire che la rincorsa è quella giusta. C'è un problema solo per il Napoli: gli obiettivi. Non è una colpa degli azzurri ma un dato di fatto. E' una squadra bella e impossibile. Bella perché gioca e vince ma impossibile è l'obiettivo. Lo scudetto difficilmente può essere un sogno raggiungibile e in Champions bisogna arrivare più lontano possibile. Consapevole che ci sono corazzate europee più attrezzate. Vorrei bestemmiare di lunedì ma vi dico una cosa: sarebbe più facile ipotizzare un Napoli da Champions che un Napoli da tricolore. Se proprio vogliamo sognare facciamolo in grande. In un campionato così lungo e con una Juventus così perfetta diventa difficile pensare ad un Napoli da scudetto. In Europa se ti bacia la stella giusta puoi arrivare fino in fondo e provare a giocartela.
La delusione è la Roma perché è partita malissimo ma, sinceramente, dopo il derby vinto con la Lazio credevamo fosse uscita dal tunnel. Invece nulla. E' ancora lì con la macchina ingolfata. Non solo perde con la Spal ma perde giocando in maniera indecente. Di Francesco o cambia qualcosa e trova la strada giusta oppure rischia seriamente di non finire la stagione sa Trigoria. Stesso discorso per Monchi che, alla seconda stagione, dovrà dimostrare di essere un top e non un flop. Comunque il campionato è ancora lungo. Complimenti alla Spal e a Semplici. La squadra gioca bene, è stata costruita bene e pensare di ottenere la salvezza con tranquillità a fine ottobre è roba da grandi; non da società che pochi anni fa era in serie C e ora vuole stabilizzarsi in serie A. Complimenti alla società perché chi lavora così bene merita di stare nell'Olimpo del calcio.
Infine la FIGC. Oggi è il giorno delle elezioni. Un unico candidato con il nome e il profilo giusto. Il calcio italiano dove sbattere la testa contro il muro per capire che bisognava andare tutti verso una unica direzione senza esperimenti ma a colpo sicuro. Il patto Gravina-Sibilia-Lega A ha funzionato e, da oggi, bisogna passare dai progetti al lavoro. Questa è la risposta che volevamo dal sistema ed è arrivata. Abbiamo perso 7 mesi e abbiamo capito che il Commissariamento è stato il flop più grande di questi anni. Peggio di ogni previsione e la dimostrazione che il calcio deve essere gestito da chi lo conosce. Gabriele Gravina avrà un duro lavoro da svolgere e dovrà farlo in fretta perché non c'è molto tempo. Prima del sistema vanno cambiati gli uomini. Troppi incompetenti in ruoli chiave. Purtroppo adesso c'è bisogno di qualcuno che decida. Nel bene o nel male. La tessera sanitaria dello sportivo è una bella idea e nasconde un business clamoroso che se decollerà sarà una miniera d'oro. Dietro ci sono un paio di Presidenti che lo fanno come business con una grandissima banca dati alle spalle. Fuori Italia. Gravina ha le idee chiare. Serve uno come lui e dovrà cambiare format, regole, date e accompagnare AIC e AIA a prendere decisioni giuste. L'Associazione Calciatori ha bisogno di una svolta per dare un futuro a ragazzi che a 23 anni sono già per strada. I tempi dell'Avvocato Campana sono lontani ma questa categoria va aiutata perché è il motore della macchina e oggi è un motore che non cammina più. Buon lavoro al Presidente Gravina, finalmente l'uomo giusto sulla poltrona giusta.


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