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Editoriale

Juve, vendi Pogba e apri la cassa. Milan, se ci sei batti un colpo. Panchine in B: chi merita e chi no. Catania, Lo Monaco-Pulvirenti: meglio due morti che un ferito

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
20.06.2016 00.00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 48825 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

E' stata la prima vera settimana in cui almeno qualcosa si è mosso. Il mercato in Italia non cambierà mai. Se vuoi programmare hai sbagliato Paese. I calciatori non hanno una testa per pensare e delegano ai procuratori, i quali non giudicano mai, o quasi mai, per il bene del calciatore ma lo mandano solo a chi offre di più. Errore grave. Meglio guadagnare 50 mila euro in meno ma andare in società serie, con progetti, visione e che abbiano un reale interesse nei confronti del calciatore, anziché pensare al guadagno di anno in anno. La Juventus si sta muovendo meglio di tutti, come sempre, con un tempismo perfetto. L'operazione Pjanic, se fatta al 30 agosto, dopo due mesi di finti tira e molla, sarebbe stata giudicata da tutti come la trattativa dell'anno. E', invece, passata quasi inosservata. Tutto troppo facile. Ma se vinci 5-0 con il Barcellona non può passare il concetto che è stata una passeggiata, semplicemente hai fatto qualcosa di grandioso. La Juve sta demolendo le avversarie italiane e si sta rinforzando per la corsa all'Europa. Qui c'è tutta la programmazione della società e la credibilità dei suoi dirigenti. Adesso scriveremo qualcosa che va contro il popolo. ma tant'è... La Juventus deve vendere Pogba al Real Madrid. Si prenda tutto il tempo di cui ha bisogno ma alla fine faccia cassa perché occasioni così capitano poche volte. Molti soldi e Morata. Operazione da chiudere subito. La Juve deve sfruttare l'onda di entusiasmo del real Campione d'Europa e il desiderio di Zidane di allenare Pogba. Perez paga e paga bene, Marotta può davvero fare la plusvalenza del secolo.
La Juve progetta, l'Inter riflette, il Milan è alle Maldive. Non può una società così gloriosa non sapere di che morte morire quando tutte le altre fanno mercato. Non sappiamo chi sarà il proprietario, non conosciamo l'allenatore e non si sa cosa fare di chi vuole andare via (vedi Bacca) né chi potrebbe arrivare. Brocchi viene trattato come l'ultimo arrivato e questo comportamento non lo merita. Giampaolo è fermo sulla tangenziale Est in attesa di una chiamata. Poi che senso avrebbe bruciare Brocchi per dare una wild card a Giampaolo? Cose davvero dell'altro mondo.

Il vero mercato della settimana è stato quello delle panchine in serie B. Mentre in A il Crotone ha sbagliato a fidarsi di De Zerbi, in serie B l'Ascoli ha fatto firmare un biennale ad Alfredo Aglietti. Un allenatore che con squadroni di qualità non riesce mai a conquistare l'obiettivo minimo. A Chiavari è retrocesso al primo anno e fallito i play off al secondo. Qualcuno penserà che l'Entella ha fatto già un miracolo ad arrivare nona in classifica ma solo perché l'Entella non ha una storia. Così come il Sassuolo. Ma oggi la differenza non la fanno più le piazze bensì la solidità di una società. Se hai Caputo, Troiano, Masucci, Volpe, Iacobucci e Cutolo e arrivi nono significa che in panchina non hai un vincente. Il Perugia ha aperto le porte a Cristian Bucchi che, finalmente, si è liberato dalla Presidentessa di Macerata, la quale non ha avuto neanche un briciolo di riconoscenza nei confronti di un allenatore che l'ha portata a giocarsi i play off con un budget che non sarebbe servito neanche per la salvezza. Bucchi a Perugia trova una squadra forte e una società solida. Santopadre è un ottimo Presidente e Goretti un bravo Direttore Sportivo. Questa squadra ha bisogno di qualche puntello ma non di essere rivoluzionata. Boscaglia a Novara, come Bucchi a Perugia, trova già una squadra competitiva che deve essere solo migliorata. Partire da Da Costa, Dickman, Mantovani, Viola, Casarini, Bolzoni e Lanzafame è un bel punto di partenza. Dovrà valorizzare giovani forti come Schiavi e Beye che possono davvero seguire le orme di Bruno Fernandes e Faragò. Grande allenatore in fase offensiva, attacca sempre con cinque elementi, dovrà avere un occhio di riguardo alla linea difensiva. Il Bari cerca un allenatore mentre il Benevento scioglierà a breve le riserve. Al Bari Marco Baroni sarebbe perfetto; persona perbene e pragmatica, anche lui come tanti altri deve migliorare qualcosa ma la persona non si discute e come allenatore è un gran lavoratore.
In chiusura ci vogliamo occupare del Catania. Non lo facevamo da tempo. Piazza a noi, da sempre, molto cara. Conoscete bene il nostro pensiero. Lo Monaco è stata la fortuna del Catania, Pulvirenti ha ammazzato il bimbo nella culla. Ora si sono ritrovati ma il nostro pensiero è leggermente cambiato. Sapete che non guardiamo mai in faccia ad amici o nemici e diciamo sempre quello che pensiamo, perché il rapporto con il lettore viene prima di un'amicizia. Non offendiamo nessuno se diciamo che Lo Monaco e Pulvirenti hanno perso entrambi con questo matrimonio bis che di fatto è un funerale reciproco. Se per anni sputo veleno su una persona non posso cambiare idea drasticamente sulla stessa persona solo per convenienza. Lo Monaco e Pulvirenti si sono fatti una guerra clamorosa che oggi non può finire in un abbraccio. La verità è che entrambi si sono resi conto di non poter fare a meno l'uno dell'altro. Pulvirenti è passato dall'altare alla polvere. Lo Monaco, dopo Catania, ha purtroppo fallito da Dirigente e da Presidente del Messina. Il Direttore è un amico ma come avremmo voluto dirglielo di persona glielo diciamo pubblicamente. Siamo fatti così. Siamo fatti male ma amiamo dire sempre ciò che pensiamo. Lo Monaco non avrebbe dovuto accettare le condizioni poste da Pulvirenti. Pur di lavorare, ha accettato condizioni che uno come lui mai avrebbe accettato prima. Il quadretto si è completato. Ha perso il Catania, i catanesi e Pulvirenti ma da due settimane ha perso anche Lo Monaco, l'unico vero vincitore post disastro.


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