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Editoriale

Juventus-Udinese: ecco cosa offre Marotta per Pereyra. Milan, serve il certificato di garanzia. Serie B allo sbando, la Figc convochi Abodi

Nato ad Avellino il 30-09-1983. Vive a Milano dal 2005. Direttore di Tuttomercatoweb e Direttore di Sportitalia, canale 153 del digitale terrestre. Conduttore ed organizzatore del Gran Galà del Calcio Aic 2011 e 2012. Twitter: MCriscitiello
26.05.2014 00.00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 56288 volte
© foto di Federico De Luca

Il calciomercato si divide in tre fasi, al termine del campionato. La prima: il valzer dei Direttori Sportivi. La seconda: la scelta degli allenatori, conseguenziale al cambio dei Ds. La terza: la risoluzione delle compartecipazioni. Solo dopo queste tre fasi si inizia a fare il classico mercato. Quest'anno la prima fase è stata abolita; non si cambia nulla. Poca roba. Il Genoa torna nelle sagge mani di Capozucca, alla faccia degli esperimenti maldestri tipo Delli Carri. All'Inter finalmente comanda un Direttore Sportivo capace di riconoscere i calciatori e di fare gli interessi della società. Giovane, preparato ed onesto: Piero Ausilio è la garanzia per il futuro di Walter Mazzarri. Nel frattempo la prima vera trattativa di mercato prevede, ancora una volta, l'asse bianconero tra Torino e Udine. Dopo Isla e Asamoah, Conte avrà a disposizione Pereyra. Siamo ai dettagli ma con Pozzo i dettagli sono come i preliminari in un rapporto di coppia. Fondamentali! Su Pereyra c'è anche la Roma ma siamo ad anni luce di distanza. La Juve lo ha bloccato esattamente 5 mesi fa, quando per la prima volta vi dicemmo dell'interesse di Beppe Marotta. Gino Pozzo manterrà la parola e la Juventus è consapevole che alla bottega friulana non si possono chiedere sconti. L'Udinese chiede 10 milioni per i difensori, 15 milioni per i centrocampisti e 25 milioni per gli attaccanti. Il tariffario è uguale per tutti. Poi ci sono le eccezioni ma se l'attaccante, vedi Muriel, è reduce da un'annata storta e non si può puntare alla canonica tariffa di partenza neanche si va sul mercato. Pereyra costicchia qualcosa in più di 15 milioni. Per due ragioni: la Juve ha concorrenza e il calciatore è un centrocampista duttile da circa 6-8 gol a stagione. Consigliabile l'utilizzo sulla sinistra di centrocampo, adattabile anche dietro le punte. L'Udinese chiede 20 milioni; non li prenderà. Allora si ragiona su 15 milioni più la metà del cartellino di un giovane della Juve. Pozzo ha chiesto la metà di Zaza ma il calciatore ha espressamente fatto sapere a Marotta e Paratici che preferirebbe restare a Sassuolo, dove si è ambientato molto bene. Anche a livello personale, non solo professionale. L'Udinese ha detto no alla metà di Marrone. Si ragiona solo sulla contropartita tecnica, dettagli come dicevamo, perchè sui soldi ci siamo. L'ultima offerta della Juventus per il giovane da spedire a Udine è Richmond Boakye, ex Sassuolo e nell'ultima stagione in prestito all'Elche. L'Udinese non è convinta perchè in Spagna ha deluso le aspettative. Vedremo. Tornando alle tre fasi che elencavamo in precedenza, il Milan è fermo alla seconda fase. Seedorf si può togliere dalla testa la buonuscita. Galliani spera che qualcuno lo chiami al più presto per far cadere i due anni di contratto. L'olandese non ha deluso sotto il punto di vista dei risultati, anche se non ha centrato mezzo obiettivo dal momento del suo arrivo, però i rapporti in casa Milan sono importanti almeno quanto i risultati. Si sonda la pista straniera, Galliani sta lavorando a diverse ipotesi; questa sarà la settimana decisiva, anche se i rossoneri hanno bisogno di un certificato di garanzia per la panchina. Basta scommesse. Allegri ha retto fin quando aveva i top player nello spogliatoio. Seedorf si è bruciato da solo e Inzaghi, sembra, non sia ancora pronto. Nel frattempo nello spogliatoio non c'è grandissima armonia. Le fazioni sono due: chi si è schierato con Seedorf e chi, invece, in una famosa cena ha deciso che per l'olandese non c'era più spazio. Vedremo, anche se l'allenatore rischia di diventare strategico solo in caso di un allestimento di una rosa competitiva. A Raiola è stato dato un mandato virtuale per sondare il mercato che ruota attorno a Balotelli. Galliani è una vecchia volpe. Vuole vendere Mario ma solo in caso dovesse fare un Mondiale da protagonista in Brasile e recuperare qualche soldino speso un anno e mezzo fa per portarlo a San Siro. Chiusura dedicata alla serie B. Il turno di campionato, penultimo appuntamento stagionale, ha consacrato il Latina, rinviato la festa dell'Empoli a venerdì sera e sancito il caos in chiave play off. Al Cittadella manca pochissimo per la salvezza diretta mentre il Bari sogna un posto nei play off, anche se la conquista più grande, per il popolo pugliese, è la nuova proprietà. In bocca al lupo a Paparesta, in attesa di conoscere nome, cognome e codice fiscale dei veri proprietari del club. Il problema della serie B resta la Lega. Urge un intervento della Federazione Italiana Giuoco Calcio. La Lega di B non può pensare di fare il bello e cattivo tempo del proprio Presidente. Abete deve intervenire perchè il marcio parte sempre dal fondo. La B non ha credibilità, le iniziative di Abodi sono incomprensibili. Parla di arte e lealtà e poi non condanna episodi di partite accomodate e favorisce le società amiche. Gli arbitri hanno condizionato un intero campionato ma lui prende le distanze. Le soluzioni sono due: o non ha il potere di assicurare un campionato regolare e dovrebbe dimettersi oppure ha fin troppo potere, i risultati sono evidenti e comunque dovrebbe dimettersi. La B è un massacro per i Presidenti. Tutte le società sono in passivo, gli sponsor latitano, Abodi ha portato una miseria nelle casse delle società e parla di esempio da seguire. Società tecnicamente fallite continuano a giocare e i fallimenti pilotati da 2 diventeranno 20. Gli stadi sono sempre più vuoti e non c'è visibilità per un campionato che vedono solo gli abbonati degli abbonati. L'offerta di Sky è qualitativamente eccezionale, anche sotto il punto di vista quantitativo. Se fate un'intervista ad Abodi, però, vi dirà che a mezzanotte c'è il sole e che in Alaska fa caldo. Basta prese in giro! E' riuscito a far credere tutto ciò ai presidenti delle società di serie B ma a quelli di serie A non li ha fatti fessi, quando un anno e mezzo fa corse per la poltrona di Presidente di A. Lotito lo spazzolò via in un attimo e Galliani gli chiuse tutte le porte. Capirono immediatamente il rischio. Presidenti di Lega tifosi non possono più esistere (vedete i filmati dello scorso agosto su youtube e fate un ragionamento). Parli pure di conflitto di interessi, Abodi, ma è meglio un conflitto di interessi puro e dichiarato che conflitti di interessi mascherati e diabolici. Abete, spetta a lei salvare il calcio. Bisogna partire dal basso. Albertini lascerà la vice-presidenza della Figc, perchè non fargli fare pulizia in serie B?


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